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Paese: U.S.A., 1979
Regista: Ridley Scott
Interpreti: Sigouney Weaver, Tom Skerrit,
Veronica Cartwright, Harry Dean Staton, John Hurt,
IaHolm, Yaphet Kotto, Helen Horton (voce
computer Mother),
Bolaji Badejo(la creatura)
TRAMA
La Nostromo è un'astronave da carico che porta sette passeggeri
ibernati: il comandante Dallas, il comandante esecutivo Kane e la comandante in
seconda Ripley, l'ufficiale scientifico Ash, i due meccanici Brett e Parker e la
navigatrice Lambert, anche se a dire la verità ce n'è un ottavo:il gatto Jones.
La Nostromo sta tornando verso la terra e l'equipaggio è ibernato, ma ad un
certo punto il computer (Mother) sveglia gli umani ed inverte rotta: ha ricevuto
un segnale di aiuto da un planetoide lontano dalla terra: LV-426.
L'astronave atterra, seppur con qualche difficoltà e subendo vari danni, sul
pianeta e tre membri dell'equipaggio scendono con la tuta spaziale a terra per
ritrovare la fonte del segnale, che scoprono provenire dal relitto di una nave
spaziale aliena, entrando nell'impressionante veicolo semidistrutto e composto
da parti organiche, i tre trovano il pilota della nave fossilizzato: un enorme
umanoide con la cassa toracica fracassata da qualcosa evidentemente uscito
dall'interno; Kane trova un buco e, con l'aiuto dei due compagni vi si fa calare
dentro, arriva in un enorme sala dove sono custodite delle uova, una di queste
si apre e ne fuoriesce una creatura simile ad una mano che gli si avvinghia in
faccia corrodendo il casco. Kane viene riportato sulla Nostromo dai compagni con
ancora l'alieno attaccato in faccia; Ash, l'ufficiale scettico scopre che la
creatura ha messo in coma l'uomo ma continua a pompargli ossigeno per farlo
sopravvivere grazie ad un “tubicino” che gli ha immesso nella trachea, ma è
l'unica cosa che sta immettendo nel corpo sfortunato Kane? No.
L'astronave riparte abbandonando il planetoide.
Infatti dopo qualche ora l'essere si stacca dalla faccia dell'uomo e muore, Kane
si risveglia apparentemente sano, ma durante il pranzo viene colpito da violente
convulsioni e un'orribile creatura serpentiforme viene alla luce dal suo corpo
fracassando la cassa toracica dello sfortunato ospite, l'essere striscia via
svelto mentre i membri dell'equipaggio lo guardano sconvolti.
Inizia così una caccia alla creatura, che gli sfortunati umani credono tanto
piccola, ma che intanto e cresciuta, ed inizia a mietere vittime...
RECENSIONE
LA GENESI
Nel 1978, a distanza a un anno dall'uscita del successo planetario Star Wars
(Jeorge Lucas,1977) lo script di ALIEN viene accettato ed il film entra in
pre-produzione; fino ad allora vagante per gli studios, l'ottimo script di Dan
O'Bannon e Roland Shusset dovette subire numerosi rimaneggiamenti dei produttori
prima di essere accettato.
Prodotto da Gordon Carrol, David Giler e Walter Hill il film viene affidato alla
regia dell' allora misconosciuto Ridley Scott e il sofisticato design
dell'alieno assegnato al tocco necrofilo e sensuale dell'artista svizzero Hans
Ruedi Giger, alla realizzazione dei sofisticati effetti speciali ci avrebbe
pensato quel Carlo Rambaldi tanto amato per aver dato vita al fin troppo
zuccheroso extraterrestre del film E.T.Steven Spielberg(1982).
Per il cast fu scelta nel ruolo di protagonista Sigourney Weaver, fino ad allora
mai entrata nel mondo dorato del cinema ed oggi divenuta star.
Per il film furono spesi solo $9,000,000, ma nessuno lo notò alla sua uscita, ed
è difficile crederlo tutt'oggi; l'idea del produttore David Giler era appunto di
girare un film a basso budget che sembrasse un film ad alto budget, e tutta la
troupe cercò di risparmiare al massimo ottenendo il massimo risultato:durante la
visione risulta evidente che ci è riuscita.
ALIEN
Il film esce nel 1989 e riscuote un successo enorme incassando in patria
$203,630,630.
Il suo impatto nella storia del cinema è enorme e le sale cinematografiche si
riempiono di urli e suspance:
“Lascialo lì quel fottuto gatto!”,questa frase, urlata da un anonimo americano
durante la prima del film, fece capire ai produttori che ALIEN sarebbe stato un
successo.
Il film è cupo e realistico:il contrario di guerre stellari in cui vengono
intraprese guerre atomiche nelle astronavi e queste ne escono senza un graffio
pulite e luccicanti, pronte ad entrare
nell'iperspazio...no, in alien si rischia di morire per una goccia di acido, e
l'astronave così stupendamente gotica e sporca, lenta e fredda:la Nostromo,
astronave-raffineria da carico;“Nello spazio nessuno può sentirti gridare”recita
la celebre frase di lancio utilizzata per ALIEN, frase che riassume in sé
l'intero film.
SCENOGRAFIA
Il film è girato interamente in toni cupi, e lungo gli stretti, sporchi e vecchi
corridoi della Nostromo ci sconvolgono i gridi di Lambert, impalata crudelmente
dal mostro alieno...le stanze dell'astronave sono molto piccole ed anguste,
piene di spigoli, danno una sensazione di claustrofobia: come dimenticare Dallas
che impaurito ed accovacciato, impedito nei movimenti, sbaglia la strada da
prendere nei condotti di aerazione e cade tra le braccia di morte dell'alieno;
ma tutte queste anguste e sporche stanze non sono tutta la Nostromo:la nave è di
un bianco sporco mentre incede
nell'oscurità dello spazio, l'astronave è qui un
insieme di cupe torri che grigiamente ricordano le ciminiere di una fabbrica, e
quel suono...quel boato profondo del silenzio totale bucato dall'arrivo di
qualcosa di enorme...è proprio così che si apre ALIEN, dopo che le lettere del
titolo appaiono lentamente sullo schermo, tutti sentiamo quel boato ed
l'angoscia di quei corridoi vuoti che ci mostrano le inquadrature successiva a
quella della Nostromo esterna.
Più che un'astronave, la Nostromo è un castello, in stile superbamente gotico e
sporco: un futuro realistico quanto spaventoso.
Ma la sala forse più bella dell'astronave è senza dubbio quella della scena in
cui muore Brett: le colonne si alzano verso un lucente varco che pare quasi
etereo a causa della luce che produce e situato sul soffitto; le catene bagnate
ciondolano verso il basso, dotate di uncini ricurvi che fanno ricordare un
mattatoio.
E cosa dire del planetoide LV-426, meglio denominato Acheron nel secondo film
della saga ("Aliens", 1986).
Finalmente bisogna mettersi dei caschi per andare su un pianeta alieno, al
contrario di ciò che succede nella maggior parte degli space-movie e in
particolar modo in Star Wars (Jeorge Lucas,1978) in cui si trovano galassie tutte
con la stessa atmosfera; il pianeta e una roccia piena di geyser ed altopiani,
il suo terreno è fortemente accidentato e nel cielo oscuro sopra gli astronauti
in tuta spaziale si vedono altri pianeti sovrapposti come il sole dalla luna
durante un eclissi; anche qui il buio la fa da padrone e poco si vede tra
la nebbia grigia del pianeta, l'unica cosa che riesce a distinguere bene il
capitano della Nostromo, Dallas, è il relitto di un astronave aliena, e con
questa astronave si capisce la possenza del film: è qualcosa di veramente
alieno, disegnata da Hans Ruedi Giger (che diventò famoso anche e soprattutto per
aver ideato il design della creatura), che come suo solito mescola parti
organiche e meccaniche per dare vita(ma sarebbe meglio dire morte, dato lo stile
necrofilo) ad un capolavoro di biomeccanicità: stile di
cui lui è, giustamente,
il re indiscusso, le pareti del relitto sembrano la pancia si una balena, con
delle costole ricurve che percorrono dall'alto in basso le pareti circolari del
relitto; le entrate e gli orifizi dell'astronave aliena paiono vagine(per stessa
dichiarazione di Giger) e tutto nel suo insieme pare un corpo pulsante di neri
organi artificiali, di tutta la sua opera scenografica fanno sicuramente
ricordate la sala dello Space Jockey, enorme antro nel quale si erge l'ormai
fossilizzato pilota dell'astronave sul suo sedile a cui pare essere fuso e la
sala delle uova: baratro in cui si fa calare Kane(Jhon Hurt), uno sfortunato
membro dell'equipaggio ed in cui scopre miriadi di biomeccaniche uova,
immortale l'inquadratura dell'intera, mastodontica sala in cui Kane a malapena
di vede: la pancia di una balena, con le sue costole irte verso l'arto a formare
pareti che proteggono il pericoloso carico.
Le scenografie umane(interni ed esterni Nsotromo) e aliene(planetoide, relitto)
sono completamente diverse, e così dev'essere:il mondo alieno è realmente tale
nei confronti di quello umano.
L'ALIENO
La creatura di alien, partorita dalla mente surrealista e perversa dell'artista
svizzero Hans Ruedi Giger è incisa indelebilmente nella storia del cinema:è
realmente diversa dall'uomo, in lui c'è poco o nulla di umano, è uno straniero,
è qualcosa di sconvolgente e misterioso:non ci sono omini verdi con le antenne
questa volta, c'è solo questo nero incubo che non comprendiamo...guardando il
già citato Star Wars(Jeorge Lucas,1978) ci si può chiedere come può essere
possibile che in intere galassie le creature siano sempre umani con piccole
variazioni, per non parlare di Star Trek(serie televisiva a cui sono stati
ispirati anche diversi film)...no, in alien l'alieno non ricorda un essere
umano:è un parassita, una macchina organica, un intrico di tubi viscidi e neri,
un ombra nel buio...
potremmo dire che alien sia l'incubo di ogni bambino, alien è una metafora
dell'oscurità e del terrore stesso: è alien sotto i letti e negli armadi degli
infanti, è alien l'uomo nero, alien è l'incubo per eccellenza di tutti e senza
dubbio la creatura più sconvolgente mai partorita, anzi, abortita da mente
umana, spaventa anche il solo pensare che qualcuno la possa immaginare.
La sua testa oblunga e priva di occhi(anche se nel custume dell'alieno la parte
superiore della testa era una “cupola semi-trasparente in cui si vedeva un
teschio umano con duo grosse orbite oculari; nella pellicola non si nota per via
della fotografia scura) e non trasmette emozioni, non ha labbra, che lasciano
spazio ad un a viscida pellicola grigia che ricopre i denti acuminati.
E' un organismo che si riproduce tramite parassitosi: tutto parte da un uovo(che
in realtà è un essere vivente a se stante, infatti non si rompe ma apre i suoi
quattro petali per far uscire l'organismo che racchiude) da cui, in caso di
vicinanza di altri esseri viventi(non altri alien) esce una creatura allo stadio
preparale(anch'essa disegnata da Hans Ruedi Giger) somigliante ad una mano ad
otto dita con due sacche ed una lunga codina, questa creatura è detta dai fan “facehugger”(attaccafaccia),
che si attacca alla faccia dell'ospite mettendolo in uno stato di coma ma
contemporaneamente tenendolo in vita, il “facehugger” allora immette, tramite un
lungo tubo che tiene all'interno del corpo, una larva di alieno nel corpo dello
sfortunato ospite; dopo circa 24 ore(termine di tempo poi cambiato in modo più o
meno giustificato nei vari sequel) il “facehugger”
si stacca dalla faccia
dell'ospite e muore; l'ospite si risveglierà poco dopo ed un po'
affamato(mangiando nutrirà però anche la larva che porta in grembo), passseranno
poche ore(anche questo termine di tempo sarà poi sconvolto nei sequel) e poi la
larva, ormai sviluppata, sfonderà la cassa toracica dell'ospite provocando,
chiaramente, la sua dolorosa morte, a questo stadio l'alieno, chiamato dai fan “chestburster”(spaccatorace)
si presenta come un serpentello giallognolo, privo di occhi e con dei dentini
piccoli ma acuminati, immancabile è anche la biomeccanicità, qui però poco
presente dato che l'essere non fu disegnato da Giger ma da Ridley Scott partendo
dai disegni dell'alieno adulto dell'artista svizzero; il “chestburster” andrà a
nascondersi dunque in posti angusti dove sarà al sicuro, giusto il tempo(mai ben
chiarito) di fare la muta e trasformarsi nell'alieno adulto, più precisamente in
questo primo film la creatura e stata battezzata di Alien Drone, ed è qui che
vediamo Giger veramente all'opera, perchè è Alien Drone il vero, unico ed
inimitabile ALIEN, è lui l'ottavo passeggero della Nostromo: la sua testa
oblunga, simbolo fallico come non mai, dalla sua bocca zannuta e priva di labbra
esce una lingua che in realtà è anch'essa una bocca con cui il nostro Drone (e
tutti gli alien a lui successori nei vari sequel) fracassa i crani dei membri
dell'equipaggio.
L'origine di tale incubo è dovuta al co-sceneggiatore del film Dan O'Bannon che
fu chiamato da un amico per girare un lungo metraggio di Dune(che in quell'occasione
non fu poi girato, si dovettero attendere anni prima che un film di Dune
arrivasse alla luce dei riflettori) ed incontrò così Hans Ruedi Giger, che lo
colpì molto con i suoi lavori; quando ALIEN era in pre-produzione Dan fece
vedere il Necronomicon dell'artista svizzero (il libro contenente i disegni
dell'artista), il regista Ridley Scott ne fu colpito e li volle così nel suo
film, in particolare voleva che l'alieno assomigliasse alla tavola “Necronom 5”,
come poi è stato.
Per quanto riguarda la riproduzione per parassitosi, il merito è da attribuirsi
al co-sceneggiatore (insieme a Dan) di ALIEN, ovvero Roland Shussett: lo script
era fermo perchè nessuno dei due sceneggiatori riusciva a trovare un modo
originale per far entrare l'alieno a bordo, così una notte Roland si svegliò e
rivelò all'assonnato Dan O'Bannon la sua geniale idea utilizzando una frase
piuttosto colorita: “Ho trovato! L'alieno si scopa uno dell'equipaggio! Gli
inietta un seme in gola e poi l'alieno esce gli esce dal corpo!”; questa frase
probabilmente segnò il successo di ALIEN.
Come dimenticare le strazianti grida di Kane (Jhon Hurt) mentre il “chestburster”
gli sfonda la cassa toracica, quella scena, sicuramente una delle più scioccanti
del cinema fece vomitare miriadi di persone nei cinema e sconvolse soprattutto
le donne che erano restate incinto, e come dimenticare nella stessa scena il
grido quasi umano della creatura appena uscita, sanguinolenta e zannuta, dalle
in interiora dello sfortunato ospite? Quel grido che gela il sangue e la mente,
quel grido che ci tocca nel profondo...
Alien inoltre introdusse l'idea secondo la quale per incutere timore il mostro si
deve vedere poco, perchè così lascia spazio all'immaginazione, e l'immaginazione
è ciò che scatena in noi il panico.
La creatura si mimetizza perfettamente tra i tubi e gli sporchi scenari
dell'astronave (come possiamo tra l'altro vedere nel finale); onnipresente, la biomeccanica creatura di Hans Ruedi Giger è stata giustamente definita il mostro
più sconvolgete mai immaginato (nonché l'alieno più famoso del cinema).
Perennemente nascosto nel buio in attesa della preda, alien drone con tutti i
suoi precedenti e scioccanti stadi vitali, può godersi la sua meritata pace nel
paradiso dei classici; con la testa oblunga e dalla bocca insanguinata,
girovagante ed affamato tra i corridoi stretti della Nostromo ci sarà sempre
lui, il vero “alien” non sarà mai ritrovato, nessuno dei sequel riuscì veramente
a catturare la selvaggia inquietudine che incuteva nel pubblico ignaro e troppo
abituato ad omini verdi o pelosi... essere da incubo quasi sbucato
dall'Inferno.... e ride ancora una volta dal paradiso dei classici lui, con la
sua testa bio-meccanica ed il suo costume di gomma che nasconde l'immenso
studente nigeriano Bodejai Bodejeo...ride ancora una volta e si fa beffe dei
suoi successori più o meno freddi ed in particolar modo dei patinati guerrieri
alien dei due AVP (Alien vs. Predator e Alien vs. Predator: Requiem)...alien
drone ride ancora una volta per ricordarci che il cinema e la fantasia
appartengono all'uomo e non al computer.
UN PONTE...
ALIEN “costruì” un ponte tra ai film fantascientifici e quelli horror e creò un
particolare climax di suspance rivoluzionando per sempre le leggi dei film di
fantascienza precedentemente dettate dalla fantasiosa serie di Star Trek e dal
fin troppo fiabesco Star Wars(Jeorge Lucas;1978), quindi avendola rivoluzionata
si potrebbe dire che alien sia l'essenza stessa della fantascienza;ma il film di
Scott è famoso anche per l'essere uno dei più sconvolgenti della storia del
cinema: la creatura stessa è un incubo, la scenografia claustrofobica ed
angosciante e gli stessi eventi sono quanto mai sconvolgenti, quindi paura e
quindi orrore: alien è dunque un horror? Anche, è anche un horror, uno dei più
sconvolgenti e spaventosi mai girati; tuttavia alien è considerato, sopratutto
dall'alta critica, anche thriller per l'altissima quantità di suspance presente
nella pellicola. In conclusione alien è una miscela perfetta di questi tre
generi cinematografici.
UN CAPOLAVORO INDISCUSSO
Appena ALIEN esce nelle sale cinematografiche una cosa è ovvia a tutti coloro
che lo vedono: il film è destinato a diventare una pietra miliare.
Un capolavoro che in profondità e significati sprofonda addirittura nella
filosofia: il tema del film è prima di tutto l'ignoto, l'impotenza dell'uomo
davanti a ciò che non conosce, infatti l'alien e uno solo e privo di qualsiasi
arma o tecnologia, gli uomini sono invece in sette, armati e con tutti gli
accessori tecnologici possibili, eppure è la bestia che gli uccide uno ad uno,
l'eliminazione finale dell'essere ad opera dell'unica sopravvissuta avviene
quando lei, Ripley (la prima eroina femminile vista al cinema)
affronta le sue
paura avvicinandosi al mostro; altra grande metafora del film è la malvagità in
ognuno di noi, rappresentata dal chestburster che si sviluppa nella pancia di
Kane, ma la crudeltà uccide l'uomo, e ce lo dimostra “L'ultima cena”, la scena
in cui il chestburster spacca il torace del povero astronauta.
Il film è di una tale forza scenica e di un così potente impatto visivo che era
impossibile per la critica e gli spettatori non riconoscere la sua elegante
bellezza, che gli è stata definitivamente riconosciuta nel 2002, quando il film
è entrato nel National Film Registry, conservato nella biblioteca del congresso
degli Stati Uniti nella lista dei film “storicamente o esteticamente rilevanti”.
Alien vinse anche u, Oscar, una nomination all'oscar, due golden globe, svariati
Hugo, il Saturn Hawars per miglior film di fantascienza e molti altri premi.
DIRECTOR'S CUT
In occasione del 25° anniversario del film, nel 2003, di alien è stata proposta
una versione rimasterizzata del film con molte scene inedite.
Tra le scene aggiunte è degna di citazione certamente quella nella quale, verso
la fine del film, Ripley ritrova Dalls imbozzolato dall'alieno e gli da
fuoco(scena ripresa in una diversa situazione anche in ALIEN RESURRECTION)
Ma la cosa più bella che offre la director's cut è senza dubbio l'integrazione
della scena della cattura di Brett(anche se non totale, un pezzo è rimasto
comunque fuori e si può vedere su internet).
LA CATTURA DI BRETT
Questa scena, forse la migliore del film, merita senza dubbio un proprio
paragrafetto.
Brett cercando il gatto trova la “muta” della creatura che ci fa capire che
l'alien è cresciuto, e, per cercare il felino, entra in una superba sala
ripresa con una fotografia bluastra (la sala motori) dal soffitto della quale
gocciola acqua; la sala è la migliore scenografia del film:delle enormi colonne
salgono dal pavimento all'altissimo soffitto dove si trova una grande fessura
dalla quale filtra una luce eterea, simbolo della salvezza così lontana da Brett
e dall'equipaggio; dal soffitto ciondolano catene sporche che terminano con
ganci che ricordano i mattatoi, e appese a queste c'è l'alien, accucciato.
Brett trova il gatto e lo chiama, proprio qui dovrebbe esserci un inquadratura
bellissima con l'alien appeso alle catene
come Cristo, che si impone
sull'inconsapevole Brett come un idolo profano, peccato che la bigottaggine
italiana non poteva accettare tale blasfemia, e tagliò la scena anche dalla
director's cut, per fortuna la possiamo vedere in una sequenza dei contenuti
speciali ed in una qualunque versione americana (gli stessi bigotti cambieranno
poi il titolo del quarto capitolo della saga, "Alien resurrection", in "Alien:
la clonazione" per la versione italiana...scandaloso...).
L'alien scende alle spalle di Brett e alza il suo freddamente crudele testone,
Brett si gira e vede la faccia della bestia, qui ci dovrebbe essere una sequenza
in cui l'alien accarezza Brett prima con dolcezza, e poi lo trucida lentamente,
accanendosi su quello che prima aveva accarezzato, come un bambino viziato che
butta rompe un giocattolo di cui si è stufato, purtroppo la sequenza era venuta
piuttosto male e fu tagliata da tutte le versioni, comunque la potete trovare
tranquillamente su youtube; nella versione normale quando Brett si gira l'alien
lo colpisce alle spalle con la coda e poi gli fracassa la testa con la lingua
dentata per poi portarselo urlante via lungo i condotti di aerazione; arrivano
Parker e Ripley, li bagna una pioggia di sangue.
VOTO:

VALUTAZIONE DETTAGLIATA
- TRAMA

- REGIA

- ATTORI

- EFFETTI SPECIALI

GRID ALIEN
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