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Paese: Italia, 2008
Regista: Raffaele Verzillo
Interpreti: Giada Desideri, Luca Ward,
Antonio Friello, Domenico Fortunato
TRAMA
Il Dottor Russo (Antonio Friello) è un rispettabile amministratore
di condominio, sposato e senza figli. Un uomo comune, distinto, carismatico, che
nasconde un terribile segreto: è un pedofilo violento, che non solo stupra, ma
uccide e poi fa a pezzi le sue piccole vittime. Il commissario Masciandaro (Luca
Ward), e la psichiatra Anna Polito (Giada Desideri), con approcci opposti, si
metteranno sulle sue tracce...
RECENSIONE
“Animanera” vuol essere un film di denuncia, di sensibilizzazione.
Non ci riesce.
E' un thriller all'italiana che richiama, manco a dirlo, i vecchi
film “spaghetti-thriller”; ma al posto di un comune serial killer propone un
“orco” (come tanto piace alla stampa chiamare i pedofili).
Qui c'è il nocciolo della questione: il tema affrontato dal film è
delicato e terribile, ed inevitabilmente si creano intorno prospettive di alto
livello, cioè un potenziale morale elevatissimo.
Invece “Animanera” rimane legato agli schemi del suo genere
cinematografico (perché pur sempre di un film di genere stiamo parlando) e non
decolla mai. Alla fine ti fa addirittura dimenticare del suo tema principale e
diventa un giallo piuttosto mediocre., a tratti noioso.
Questo perché l'argomento principe dell'opera è troppo difficile
da snocciolare in un film di un'ora e mezzo, non si può spingere troppo, e non
si può spingere troppo poco.
Succede quindi che l'equilibrio che si crea resti statico. Gli
spunti ci sono tutti. Luca Ward e Antonio Friello – il buono e il cattivo
rispettivamente – sono i due attori che spiccano (ma sono anche, praticamente,
gli unici due), e anche Giada Desideri, bella attrice in ascesa, non offre una
prova troppo opaca.
La sceneggiatura però è piuttosto banale. Ward interpreta il
commissario arrabbiato che vorrebbe sparare subito alla testa del mostro, mentre
la Desideri è la psichiatra che si preoccupa anche per il “cattivo”, che vuole
conoscere e capire l'assassino. Tutto ciò è relegato a pochissimo minutaggio,
con frasi fatte e messe lì perché ci dovevano essere; non c'è quindi un vero
approfondimento su questo, interessantissimo, spunto.
Il pedofilo non è mal costruito: appare brutale ma vediamo poco
(per fortuna) dei suoi atti criminosi, è il perfetto insospettabile che si
trasforma a causa di un trauma, che noi spettatori vediamo in una serie di
flashback, agghiacciante, cioè la violenza che lui stesso ha subito da piccolo
dal padre. Ma anche lui rimane troppo poco approfondito.
Quindi non solo il film lancia delle prospettive e poi non le
raggiunge, ma anche come thriller mostra dei buchi notevoli a livello di trama,
di contenuti.
Un'indagine che più classica non si può, che alla fine un
particolare – evidentissimo – risolverà; e non ci viene risparmiata nemmeno la
vicenda amorosa fra Masciandaro e la Polito. La regia, piatta e scolastica, è
affidata a Raffaele Verzillo (prima regista di “Incantesimo 9” e “Incantesimo
10”) che evidentemente aveva qualcosa da dire, ma non ha approfondito troppo per
cercare di vendere il suo film a tutti, cosa che non era possibile.
C'è una buona colonna sonora e c'è una buona fotografia, cose che
comunque aiutano a rendere il tutto almeno guardabile. Ma manca l'anima ad
“Animanera”, l'anima che avrebbe voluto raccontare ma che, per ragioni ignote (o
no?), non ha raccontato.
In definitiva un tema importante affrontato superficialmente da un
film mediocre, irrigidito dal genere di cui fa parte, non in grado di dividere
una tematica così difficile dalla “detective story” televisiva. Nonostante tutto
ciò il film non può essere giudicato negativamente, bisogna premiarne il
coraggio e tenere di conto che “Animanera” è, sempre e comunque, un'opera prima.
VOTO:

VALUTAZIONE DETTAGLIATA
- TRAMA

- REGIA

- ATTORI
- EFFETTI SPECIALI
GOOMBEO
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