ANTROPOPHAGUS

 

 

Antropophagus

 

TITOLO PER L'ESTERO: "THE GRIM REAPER"

 

Paese: Italia, 1980

 

Regista: Joe D'Amato

 

Interpreti: Tisa Farrow, Serena Grandi,

 Saverio Vallone, George Eastman

 

 

TRAMA

 

Un gruppo di turisti in vacanza in Grecia decide di accompagnare Julie (Tisa Farrow), ragazza conosciuta per caso, su una sperduta ed affascinante isola. Arrivati sul posto, però, inizierà l'incubo. L'isola è infatti la dimora di un terribile mostro cannibale...

 

RECENSIONE

 

“Antropophagus” è il capolavoro horror di Joe D'Amato. Un horror sapiente, rigido nelle regole e nei cliché, con parecchi anni sulle spalle ma ancora quasi pienamente godibile.

Il confronto con “Buio Omega” (1979), altro top horror di Joe D'Amato, è d'obbligo. Il fatto è che “Buio Omega” ha una trama davvero molto semplice, atta a mostrare lo splatter più malato allo spettatore, mentre invece “Antropophagus” no, si basa molto di più sulla tensione e sulle situazioni da “vero” film dell'orrore. Sia chiaro: anche qui troviamo dello splatter davvero malato, soprattutto in un paio di scene che sono passate fin da subito nella mitologia horror. Comunque, la prima mezz'ora buona della pellicola viene utilizzata dal regista per “settare” l'ambientazione, un'ambientazione atipica, la Grecia così calda e solare.

Infatti non si vedranno mai colori cupi o mancanza di luce solare, tutt'altro: il contrasto fra il bellissimo e piacevole paesaggio e gli orrori mostrati da Joe D'Amato è fortissimo, ed è uno dei punti di forza del film. Passando agli attori non si può non notare la perfezione, nei rispettivi ruoli, di Tisa Farrow, l'eroina, e di George Eastman, il mostro (Eastman ha collaborato anche al soggetto del film).

Così, dopo la mezz'ora di “preparazione” già citata, inizia la lotta fra il gruppetto ed il cannibale. La trama si snocciola perfettamente, forse potrebbe esserci qualche momento di noia ma in generale il film è chiaro e scorrevole. Joe D'Amato non rinuncia al lato mistico della vicenda: se vi ricordate “Buio Omega” si apre con un rito vudu, e anche in “Antropophagus”, prima che i malcapitati arrivino sull'isola, assistiamo ad una preoccupante lettura delle carte da parte di Carol (Zora Kerova).

Ultimo aspetto tecnico: la colonna sonora di Marcello Giombini, perfetta, bella, e messa nei punti e nei momenti giusti. Da annotare la scena della scoperta della tana del mostro, una specie di catacomba piena di ossa umane, da manuale dell'horror. Come da manuale sono le due scene splatter che, come già detto prima, sono entrate subito nella leggenda. La prima vede protagonista la povera Serena Grandi che, incinta, verrà prima strangolata, poi il mostro le estrarrà il feto e se lo mangerà! La scena, al tempo dell'uscita del film, fu considerata talmente realistica che, in Inghilterra, Joe D'Amato fu accusato di aver girato un vero e proprio snuff movie. La seconda è alla fine del film: il mostro, colpito da un piccone in pieno ventre, prende le proprie viscere e le addenta prima di morire!

Quindi, in conclusione, ci troviamo davanti ad un horror coi fiocchi. Peccato che Joe D'Amato non abbia continuato su questa strada, perché di potenziale ne aveva eccome. Con due soli film, “Antropophagus” e “Buio Omega”, è riuscito ad entrare nelle grazie dei puristi dell'horror italiano e non solo, perché queste due pellicole, come quelle di Fulci e quelle di Argento, hanno girato il mondo e lo girano tutt'oggi. Un vanto del nostro cinema, quell' "altro" cinema che ormai, in Italia, non esiste più.

 

VOTO:

 

 

 

 

VALUTAZIONE DETTAGLIATA

 

 

- TRAMA

 

 

 

- REGIA

 

 

 

- ATTORI

 

 

 

- EFFETTI SPECIALI

 

 

 

GOOMBEO

 

 
 

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