|

TITOLO ALTERNATIVO: "BATTLE ROYALE 2: REQUIEM"
Paese: Giappone 2003
Regista: Kinji Fukasaku
Interpreti: Tatsuya Fujiwara, Ai Maeda,
Riki Takeuchi, Shugo Oshinari, Ayana Sakai,
Natsuki Kato, Takeshi Kitano
TRAMA
Una classe di 42 studenti viene scelta per il programma chiamato
battle royale. Il piano è studiato dagli adulti e dal governo e prevede che i
ragazzi entrino in un’isola popolata da altrettanti ragazzi “ribelli”, i quali
condannano l’ipocrisia degli adulti e scelgono di vivere isolati dal resto della
comunità. Tra questi emerge la figura del leader Nanahara Shuya, il quale
assieme a Noriko, aveva vinto la gara di sopravvivenza del passato battle royale.
Questi ragazzi per rispondere alla violenza degli adulti, compiono attentati
terroristici devastanti nel cuore della città di Tokio. Passando quindi come
terroristi, vivono emarginati lanciando messaggi al mondo degli adulti, società
in cui la famiglia non esiste più.
RECENSIONE
Dopo il successo ottenuto dal primo film tratto dal manga di
Koushun Takami e Masayuki Taguchi, Fukasaku ripropone il tema del primo film con
qualche sostanziale modifica.
Gli studenti, come nel primo film, hanno tutti delle armi, ogni
coppia deve fare in modo che l’altro non muoia poiché se così fosse, il collare
al collo del compagno esploderebbe causando la morte di entrambi. Il loro
compito, pena la morte, è quello di distruggere il leader terrorista Nanahara.
Il film è molto lungo, più di due ore in cui il regista si perde cercando di
fare un genere Action/war.
L’inizio è classico come il primo film. Il professore che spiega agli alunni
spaesati le regole del “gioco”. Non c’è più Kitano che compare solo come
comparsa, al suo posto c’e’ uno straordinario Riuchy Takaguchi(attore usato
moltissimo da Takashi e dotato di una mimica facciale spassosissima).La paura
del terrorismo spinge il governo a mandare contro di questi una classe di
ragazzi che non hanno mai preso in mano un’arma. Il risultato è una carneficina.
I “terroristi”accampati alla peggio nell’isola, all’inizio non sanno che
l’attacco proviene da ragazzi usati dal governo. Durante un ennesimo attacco dei
ragazzi, Noriko riconosce in alcuni di loro i collari del programma survivor,
così vengono fatti prigionieri e alla fine passeranno dalla loro parte.
Alla fine i ragazzi più i terroristi dell’isola combatteranno insieme il governo
cattivo con il risultato di comprendere fino a dove possa arrivare il sadismo
degli adulti che non considerano i giovani buttandoli in mezzo ad una guerra.
Almeno due citazioni purtroppo scandalose “Salvate il soldato Ryan” e “The
Rock”.
Il film dopo che vengono date le armi e i compiti ai ragazzi, prosegue con un
imbarazzante sbarco nell’isoletta dei terroristi. Dopo prosegue con la missione
del recupero delle munizioni e infine con l’assalto. Che tristezza questa
parentesi da war movie che dura solo un sacco di tempo e significa meno di zero.
Il fatto poi che il gruppo “terrorista” dei ragazzi nell’isola lanci messaggi
con un manifesto dietro per nascondere il luogo dove sono, modi Bin Laden, è
particolarmente ridicolo e poco pertinente con il resto della storia.
Soprattutto perché gli adulti sanno che sono in quell’isola, quindi il motivo di
nascondere il luogo dove si trovano è inutile.
E’ tutto purtroppo molto scontato in questo film, in cui si è speso forse
troppo, è in cui l’obbiettivo del regista e sicuramente un messaggio pacifico
travestito da molte altre cose.
Tuttavia le sparatorie sono fatte male e molti attori/ragazzi non sono
assolutamente credibili.
L’unico in grado di dare un punto forte al film è naturalmente Riuchy, il
professore, che da prova di essere un bravissimo attore oltre che abile
caratterista.
Nel complesso un film che a mio giudizio non merita la sufficienza. L’idea di
base poteva essere convincente se fosse stata sfruttata meglio. Il risultato è
molto sangue, molte morti (quasi tutte durante lo sbarco e l’attacco all’isola) è
dialoghi da scuola media. Troppi errori ed elementi inverosimili ingiustificati.
VOTO:

VALUTAZIONE DETTAGLIATA
- TRAMA

- REGIA

- ATTORI
- EFFETTI SPECIALI

Raffaele Palazzo
|