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Paese: Italia, 1979
Regista: Lucio Fulci
Interpreti: Patrick Magee, Mimsy Farmer
Al Cliver
TRAMA
Un professore paranoico (Patrick Magee), convinto di riuscire ad ascoltare le voci dei morti,
catturate attraverso un particolare registratore, è tormentato da un gatto nero dolce solo in apparenza
ma dotato di una mente diabolica.
Nella tranquilla zona dove abita il professore un giorno cominciano
a succedere strani incidenti che causano la morte di diverse persone; un ispettore di Scotland Yard,
insieme ad una giornalista, intuisce che non si tratta di semplici incidenti…
RECENSIONE
Molto liberamente tratto dall’omonimo, celebre racconto di Poe, questo “Black cat” non è certo uno dei film migliori di Fulci, anche se inserisce nel suo periodo d’oro che ha portato alla realizzazione di ottimi horror come “Paura nella città dei morti viventi”, “L’aldilà” o “Quella villa accanto al cimitero”.
La trama del film ha in comune col racconto solo la presenza del gatto nero, un’entità diabolica capace di portare alla pazzia chi gli sta attorno e il finale, ripreso fedelmente, anche se calato nella storia del film.
In “Black cat” il buono e il meno buono si mescolano in egual misura: l’ambientazione è molto bella e suggestiva, la campagna inglese offre diversi spunti di contrasto tra la tranquillità dei luoghi e le oscure vicende che si dipanano in essi; pure la fotografia, curata da Sergio Salvati, è abbastanza buona e predilige gli ambienti scuri.
Da notare come venga qui usato, anzi, direi abusato, il primo piano esasperato sugli occhi del professore e de gatto per far sottolineare il potere che questi ha sul primo e sul torbido legame che li unisce.
Il cast, tutto straniero, almeno per quel che riguarda gli attori principali è degno di nota e particolarmente degna di nota l’interpretazione di Patrick Magee.
A differenza di altri lungometraggi di Fulci di quel periodo, il film in questione non è particolarmente cruento, il sangue non abbonda e l’unica scena un po’più cruda è quella di un ubriaco che cade da un ponteggio infilzandosi su degli spuntoni di metallo, tutto qua.
La tensione latita abbastanza e questo è forse il difetto maggiore per un thriller, peccato perché il regista a dimostrato in altre opere di questo stampo, tipo in “Non si sevizia un paperino” di saper reggere per tutta la durata del film; non mancano poi alcuni “effetti speciali” davvero troppo artigianali, come l’assalto dei pipistrelli alla giornalista (a parte il movimento innaturale delle ombre degli animali, si vedono pure i fili, ihihi) o come l’episodio dell’ispettore attaccato dal gatto, con la faccia tutta sporca di sangue ma senza neanche un graffio!
Insomma, “Black cat” è un titolo minore nella filmografia di Fulci, un film marcatamente di serie B che, però riserva alcuni momenti piacevoli. Gli appassionati del cinema italiano di genere gli diano un’occhita, sconsigliato ai mainstreamers!
VOTO:
VALUTAZIONE DETTAGLIATA
- TRAMA
- REGIA
- ATTORI
- EFFETTI SPECIALI
+JackSkeletron+
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