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Paese: U.S.A., 2005
Regista: Stephen T.Kay
Interpreti: Barry Watson, Emily Deschanel,
Tory Mussett, Andrew Glover
TRAMA
Tim è un giovane giornalista perseguitato e terrorizzato dall’uomo
nero, il responsabile, solo secondo lui, della scomparsa di suo padre. Per
quindici anni dalla terribile notte in cui l’uomo nero prese suo padre, Tim
crede di essere pazzo e di aver trovato una inconscia spiegazione alla fuga del
suo genitore, ma ben presto scoprirà che, invece, era lui ad avere ragione…
RECENSIONE
Attenzione: La recensione contiene Spoiler
Diretto da Stephen Kay per la “Ghost House Pictures” di Sam Raimi, questo
“Boogeyman” è un film molto bello fino alla conclusione, che inspiegabilmente
prende tutta la pellicola, la brucia, e la tira in un burrone.

Perché sì, tutto funzionerebbe alla perfezione, non fosse che il
finale è veramente una cosa oscena. La trama si snocciola molto bene, ci sono
momenti di suspance, di mistero, forse vengono utilizzati un po’ troppi clichè
dell’horror (altalena che dondola nel buio, bimbo spettrale, salti di immagine e
visioni, scelte di regia alla “Saw”, ecc), ma tutto gira e tiene lo spettatore
in ansia per il finale, dal quale si aspetta di tutto di più. Ciò non arriva.
Persino Barry Watson (che interpreta Tim), che è conosciuto suo
malgrado per la serie TV “Settimo cielo”, risulta un personaggio amabile, al
quale lo spettatore si affeziona; il resto dei personaggi sono solo contorno
poiché tutto il film è basato su questo viaggio sia mentale che surreale del
protagonista contro le sue paure, che, alla fine, avranno una incarnazione.
Ora, a questo film si potevano trovare diversi finali in grado di
valorizzarlo: poteva finire come un trip mentale di Tim, dando al film un senso
psicologico; poteva finire in modo thriller, magari con un personaggio del
passato del ragazzo che si scopriva essere un assassino; poteva addirittura
lasciare lo spettatore a bocca asciutta non spiegando le paure del protagonista,
cosa che avrebbe regalato quel senso di mistero totale al quale il film ci
abitua per tutta la sua durata.
Gli sceneggiatori hanno optato, invece, per la scelta peggiore:
alla fine Tim torna nella casa dove abitava da piccolo, davanti a quell’armadio
che aveva risucchiato suo padre. L’armadio si apre, e…compare un mostro, fra
l’altro nemmeno ben realizzato, che inizia a lanciare qualsiasi effetto speciale
a buon mercato addosso al nostro protagonista. Non solo viene mostrato un essere
soprannaturale, che distrugge tutta la tensione creata dal buon svolgimento
della pellicola, ma viene fatto anche in modo dozzinale, banale, persino
ridicolo.

Quindi inizia il combattimento finale, dove il boogeyman viene
inseguito da Tim attraverso tutto il suo passato fino a quando il ragazzo non lo
uccide ripiombandolo nel buio da dove era venuto. Peccato, peccato davvero.
Poteva essere, questo “Boogeyman”, un ottimo film horror nel marasma di
pellicole commerciali che girano di questi tempi, ed invece si è rivelato, con
questo finale, uno dei peggiori horror dell’ultima generazione. Una perdita di
tempo, irritante addirittura per quella conclusione così ridicola. Lasciate
perdere.
VOTO: 3
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