IL BOSCO FUORI

 

 

Il bosco fuori

 

TITOLO AMERICANO: "THE LAST HOUSE IN THE WOOD"

 

TITOLO GIAPPONESE: "THE ITALIAN CHAINSAW"

 

Paese: Italia, 2006

 

Regista: Gabriele Albanesi

 

Interpreti: Daniela Virgilio, Daniele Grassetti,

Gennaro Diana, Santa De Santis

 

 

TRAMA

 

Aurora e Rino sono due giovani innamorati che una sera decidono di appartarsi con la propria auto in un posto all'apparenza tranquillo. Di lì a poco vengono aggrediti da un gruppo di balordi... quando tutto sembra presagire il peggio, un'altra coppia interviene in loro soccorso...

 

RECENSIONE

 

Proveniente dal mondo dei cortometraggi (“Braccati”, 2001, “L’armadio”, 2002, e “Mummie”, 2003), il giovane Gabriele Albanesi (classe ’78) esordisce al cinema con il suo “Il bosco fuori”.

Un esordio eccellente. Questo film è ovviamente fatto con un budget molto limitato, ma ne risente poco: gli effetti speciali splatter, dei quali l’opera è piena zeppa, sono infatti affidati al buon Sergio Stivaletti, il quale ha partecipato anche alla produzione del film.

Fuori dal nostro amato paese (ti pareva), “Il bosco fuori” ha avuto un grande successo: campione di incassi home video in Giappone (col titolo di “Italian chainsaw”), e selezionato addirittura da Sam Raimi per la distribuzione americana col titolo: “The last hose in the woods”.
 

Dunque, il film funziona, e funziona perché è un puro horror che si regge bene in piedi dall’inizio alla fine. I primi minuti sono abbastanza banali e scontati, con tanto di recitazione non sempre eccelsa. Ma da quando inizia la “vera” storia, quella dell’orrore, allora la pellicola non si ferma più nel suo delirio sanguinario.

Un film vietato ai minori di 18 anni, definito dalla critica “di inesaudita violenza senza riscatto finale”, un film cattivo, crudele, e truce ai massimi livelli. I due poveri e indifesi protagonisti, Aurora (Daniela Virgilio), e Rino (Daniele Grassetti), si troveranno coinvolti in una vicenda al limiti del paranormale, fra la bella famigliola di Antonio (Gennaro Diana), e Clara (Santa De Santis), ed un gruppo di coatti drogati dediti ai più nefasti passatempi. I “due mali” si scontreranno e si annulleranno, lasciando lo spettatore con un senso di negatività e di angoscia; questo è “Il bosco fuori”, un film cattivo, spietato, orrendamente realistico che mette a confronto il male “reale” e quello “psicopatico” senza lasciare superstiti.


La violenza visiva è il punto forte del film: lo spettatore verrà, infatti, violentato visivamente da questa pellicola. Splatter (con la S maiuscola!) all’ennesima potenza, quello che non si vedeva da decenni nel cinema italiano, e che disgusta e disturba.

Sergio Stivaletti ci sa fare con lo splatter artigianale e qui lo fa vedere ancora una volta: braccia e gambe mozzate, intestini al vento, pustole giganti che esplodono, coltellate, gole tagliate, e chi più ne ha più ne metta.

Certo “Il bosco fuori” non è privo di difetti. La recitazione a volte ha dei baratri, questo dipende sia dagli attori più o meno esordienti, sia dal livello del film; ma la recitazione non è troppo importante al fine del film, e quindi in generale l’opera non ne risente troppo. Personaggi un po’ stereotipati, soprattutto i teppisti, o lo stesso Rino classico “amante respinto”.

La fotografia è sufficiente, le scelte di regia anche, alcune volte risultano un po’ azzardate ma non c’è niente di risibile o fatto male; la musica (Filippo Barbieri, Federico Bruno) sottolinea quasi dolcemente il tutto in modo mai eccessivo, ma nemmeno troppo incisivo. Il tutto, come già detto, associato agli ottimi effetti di Sergio Stivaletti: pur essendo low-budget “Il bosco fuori” è un horror tecnicamente di tutto rispetto.
La trama è funzionale al film: semplice e veloce. Stereotipata, certo, con un paio di debiti (soprattutto “Non aprite quella porta” di Tobe Hooper, ed anche “L’ultima casa a sinistra” di Wes Craven), ma rielaborata dal regista che mette in piedi l’ottima famiglia di mostri mangia-carne-umana, ed un ritmo piacevole che esalta la visione. In conclusione Gabriele Albanesi è uno dei nomi da incoraggiare ed appoggiare, un appassionato di horror che sa spaventare e disturbare, e che, guarda caso, in Italia guadagna 15.000 euro mentre all’estero spopola. Forse si deve essere fieri di questo. Forza Albanesi!

 

VOTO:

 

 

 

 

VALUTAZIONE DETTAGLIATA

 

 

- TRAMA

 

 

 

- REGIA

 

 

 

- ATTORI

 

 

 

- EFFETTI SPECIALI

 

 

 

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