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TITOLO ORIGINALE: "GUSHA NO BINDUME"
Paese: Giappone, 2004
Regista: Hiroki Yamaguchi
Interpreti: Fujisaki Luchino, Kawada
Yoshiichi,
Koshiba Ryôsuke, Minami Kae, Nakabô Yuuka,
Saisho Ikuma, Sotohara Yuuna, Sunamura
Toshiko,
Takarada Yuuko
TRAMA
In un edificio mastodontico di 150 piani si concentra tutta la
vita umana diramata per ascensori. Appartamenti, negozi, prigioni, tutto è
inserito nei piani. In uno di questi ascensori si ritroveranno una manciata di
persone apparentemente diverse e tutti cambieranno dopo l’ingresso
nell’ascensore di due detenuti speciali.
RECENSIONE
"The Bottled Fools - Hellevator" è un film anomalo. La prima
mezz’ora è di una noia mortale e dovrebbe unicamente darci elementi circa questa
nuova società, le regole e le norme che la contraddistinguono. Un mondo per
certi versi che richiama "Matrix" con la nascita iniziale e l’omologazione di
massa in un unico luogo. Un ascensore che sale e scende per mezz’ora con una
galleria di personaggi che entra ed esce, di tutti i tipi e di tutte le classi
sociali.
Il film ingrana appena c’è l’ingresso dei due prigionieri e uno dei due, lo
psicopatico, è veramente folle. La novità è che non saranno loro i protagonisti
e la loro durata è da considerarsi di breve durata ma di sostanziale spessore.
Hiroki Yamaguchi alla sua opera prima mostra come sia facile
perdere il controllo è trasformarsi da vittime in carnefici ma a parte alcune
lacune nella sceneggiatura e sbavature di stile che cerca di essere troppo
minimalista nella descrizione dell’ascensore in particolare di leve e
ingranaggi, il film diventa una riflessione su ciò che la protagonista riesce a
scoprire di ogni persona (d’altronde non potevano mancare super-poteri) e la
drammatica scoperta che al piano zero c’è la fine del mondo.
Lo stile del regista è fresco ed efficace, il montaggio a volte sembra troppo da
videoclip. Buona la fotografia.
Il cast è composto da quasi sconosciuti: Fujisaki Luchino, Kawada Yoshiichi,
Koshiba Ryôsuke, Minami Kae, Nakabô Yuuka, Saisho Ikuma, Sotohara Yuuna,
Sunamura Toshiko, Takarada Yuuko.
Il genere fonde una storia Sci-Fi con tinte horror.
Se accettiamo che il soggetto è quasi inesistente ma che concentra l’azione in
uno dei luoghi da sempre più interessanti cioè l’ascensore, il film per essere
molto low-budget riesce nell’intento di divertire con molto sangue, poca
violenza, interpretazioni altalenanti e un finale da dimenticare.
VOTO: 5
Raffaele Palazzo
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