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Paese: Italia, 1979
Regista: Ruggero Deodato
Interpreti: Luca Barbareschi, Robert Kerman,
Francesca Ciardi ,Perry Pirkanen
TRAMA
Jack,Alan,Shanda,Mark, una troupe di documentaristi affiatata e di grande successo che ha realizzato
lavori provocatori ed importanti. Sono partiti per l'Amazzonia un anno fa,ma che fine hanno fatto??Un antropologo,Murno,è
incaricato di rintracciare i ragazzi misteriosamente scomparsi..Le loro tracce da prima introvabili vengono a galla sotto
forma di due bobine conservate da una tribù cannibale,ma dei ragazzi neanche l'ombra...che fine hanno fatto?Morti?
Dispersi?
mangiati vivi? Forse quelle bobine contengono la verità...
RECENSIONE
Siamo di fronte ad un FILM-VERITA' ossia ad un prodotto che non vuole essere una mezza via tra spettacolo
e documentario, ma documentare la realtà essere un film documento (se lo avete visto mi darete ragione).
Sicuramente dalle linee violente questo lungo metraggio vuole lanciare una condanna al mondo civilizzato, facendo capire
al mondo moderno che i veri cannibali e selvaggi non sono gli indios, ma coloro i quali vivono nelle città attorniati dal
progresso che si possono permettere di schiavizzare ed inventare scoop....ma tutto questo ha un prezzo.
Un film molto
realistico in tutti i suoi aspetti soprattutto in quello della crudeltà e del pensiero umano,non sembra un lavoro costruito
ma spontaneo,questa spontaneità rivela soprattutto la bravura,l'intelligenza e la capacità del regista.

Inizialmente l'idea per questo film venne a un gruppo di tedeschi che lo sottoposero ad un giovane regista italiano,Ruggero
Deodato,il quale rimase molto affascinato dall'idea,ma si preoccupò per i finanziamenti(capirete che già con un titolo come
questo,il film non poteva essere girato nelle campagne/boschi italiani od europei).
Convinse un buon produttore come Franceso
Palaggi,famoso nella cinematografia per aver lavorato con Sergio Leone ed averne prodotto alcuni film.
Partirono immediatamente per il sud America più precisamente per la Colombia (ignota fu la scelta di questo stato),ma
sfortunatamente Deodato non era un tipo facilmente accontentabile.
Cercava e voleva un luogo"vergine",incontaminato dalla
modernizzazione,cosa che in Colombia non esisteva...Ccsì con dispiacere si apprestarono a ritornare in Italia.
La svolta
per questo film arrivò proprio all'aereoporto,poco prima di imbarcarsi sul volo Ruggero conobbe un documentarista colombiano
che gli suggerì di visitare una zona a sud della Colombia, chiamata LETICIA...Il regista,entusiasta della notizia,dovette
faticare non poco per convincere il produttore a non salire sull'aereo (avevano già fatto il check in) ed imbarcarsi in questa
nuova impresa...ci riuscì!
Leticia era proprio il sinonimo di giungla, vi era un aereoporto dal quale atterrava solo un aereo alla settimana proveniente
unicamente da Bogotà,la civilizzazione dell'area era pressochè nulla, insomma un luogo perfetto.
Deodato cercò di avventurarsi subito nella giungla cercando di farsi un idea per il film,ricordiamo che il regista è molto
noto per essere un inventore ed un emotivo non seguì mai una scaletta preparata a tavolino per i suoi film,ma si lasciava
totalmente trascinare dal momneto cavalcando l'onda della novità e delle sensazioni che ne traeva,da prima cercò di risalire
il Rio delle amazzoni con una canoa poi con un motoscafo.
Deodato per questo film(ed anche in tutta la sua carriera non seguiva
ne faceva mai uno STORY BOARD voleva essere autonomo anche da se stesso).
La sceneggiatura ed il soggetto, il secondo parte e colonna portante del film,furono affidati a Gianfranco Clerici, devo
affermare che la sceneggiatura non mi ha deluso (temevo il contrario) è buona, non eccelsa ma "preparata"a sostenere un
film con tali tematiche, inoltre azzeccatissima la scelta di far redigere sia il soggetto che la sceneggiatura alla stessa
persona (capirete che un film del genere non poteva avere un soggetto scritto da un estraneo alla sceneggiatura e viceversa
proprio per la difficoltà non solo dei temi,ma anche di messaggio finale del prodotto e di credibilità).

Per quanto riguarda la scenografia fu tutto ovviamente originale,il che vuol dire che tutto ciò che vedete è stato trovato
sul posto (ovviamente come il regista esigeva; anche questo concorre al realismo della pellicola),eccezion fatta per "l'albero
a nido" (dove i cannibali erano appollaiati, una scena all'inizio del film e di gran carica emotiva) che fu frutto del
responsabile alla scenografia Massimo Antonello Geleng. Parte integrante della scenografia furono gli animali, dai pirana
alle tarantole...qualcuno della troupe disse di aver avvistato persino uno squalo (in effetti la versione può essere credibile,
infatti molte volte essi risalgono il Rio delle amazzoni dall'oceano comunque nel film non è presente).
Neanche la scenografia seguiva una scaletta programmata, in quanto ogni giorno,ogni ora la troupe addentrandosi nella giungla
faceva innumerevoli scoperte.
Le scene splatter furono molto difficili da realizzare, rendiamoci conto che non erano a cinecittà dove potevano avere tutta la
tecnologia a portata di mano..ci volle grande inventiva, ma soprattutto grande spirito di adattamento.
I costumi furono affidati sempre a Geleng, per gli attori occidentali furono scelti nei grandi magazzini di New York prima di
partire per l'inizio del film invece per gli indios si usò la corteccia d'albero (si imparò direttamente dalle loro usanze).
A mio avviso il ruolo più complicato lo ebbe Sergio D'Offrizi, direttore della fotografia, infatti possiamo ben capire che il
film fu girato quasi interamente (o interamente) con luce naturale e sapendo che nella zona di Leticia vi sono all'incirca 12
ore di sole rendetevi conto le problematiche derivanti, ciò non bastasse la troupe non aveva mai fatto sopraluoghi (al di fuori
del regista e del produttore) quindi le scoperte giornaliere potevano essere tanto entusiasmanti quanto problematiche per il lavoro
svolto in precedenza. Importanti e molto difficili furono le riprese dall'aereo e dall'elicottero (soprattutto quelle iniziali)
per il fatto che D'Offrizi soffriva di vertigini,ma il suo lavoro fu letteralmente encomiabile.
La scelta degli attori non rappresentò un problema, il regista voleva che ci fossero almeno due italiani ma che parlassero inglese
(dopo vi spiegherò il perchè).
Si recò all'Actor Studio a New York e ne scelse quattro tra cui un giovanissimo Luca Barbareschi.
Proprio quest'ultimo disse:"RICORDO CHE DURANTE LE RIPRESE CI SI DIVERTIVA UN MONDO, NON SI DORMIVA MAI LA NOTTE PERCHE'
SI SCAPPAVA DALL'ALBERGO DOVE ALLOGGIAVAMO (SE COSI' SI POTEVA CHIAMARE) E SI ANDAVA NELLA GIUNGLA A FARE DEI GIRI E MOLTE
VOLTE CI PERDEVAMO...ERAVAMO AFFIATATISSIMI E RUGGERO ERA SIMPATICO A DIR POCO, RICORDO CHE UNA VOLTA VOLEMMO FAR PAURA ALLA
CIARDI(l'attrice che impersonava Shanda ndr), COLLOCAMMO UN TESCHIO UMANO, OVVIAMENTE FINTO, NEL FANGO LEI LO VIDE ED EBBE
TALMENTE PAURA CHE LE VENNE UN ATTACCO ISTERICO E PER TRANQUILLIZZARLA CI VOLLE MOLTO TEMPO. DEVO AMMETTERE CHE COMUNQUE FUI
COLPITO DALL'OSPITALITA' DEGLI INDIOS, NOI LI GIUDICHIAMO PRIMITIVI, MA HANNO MOLTO DA INSEGNARCI".
Grandi antagonisti delle
riprese furono il caldo insopportabile, l'umidità, il fango, gli insetti e la vita quotidiana, nel senso che a Leticia non vi
era nulla tranne un generatore di energia che funzionava a nafta...per raggiungere il set usavano solo canoe.
La troupe fu anche letteralmente sbattuta fuori dai due alberghi dove aveva trovato alloggio, in quanto il presidente colombiano
aveva intenzione di fare una visita ufficiale e politica a Leticia e quindi doveva portarsi dietro tutto il suo enturage...quindi
i nostri malcapitati connazionali dovettero fare i bagagli...Altra versione(non meno credibile)fu quella che furono allontanati
per il casino che facevano la notte,dato che si perdevano nella giungla...
La colonna sonora fu affidata a Riz Ortolani,al quale Deodato sottopose del materiale, da questo il compositore capì quanto il
regista era stato affascinato dal film Mondo Cane e capendo che il film aveva un'altissima linea violenta vuole procedere in due modi.
Scelse di utilizzare delle musiche, a detta sua, nuove come degli effetti elettronici anche soffiati (se lo potevano permettere
anche dal fatto che il film fu girato quasi negli anni 80) o affiancando il ritmo che potevano produrre dei sassi all'orchestra
sinfonica.

Il motivo principale del film è una musica soave, fu scelta apposta per poter fare da contrasto alle scene violente
e quindi per risaltarle in quanto venivano valorizzate di più anche a livello emotivo dallo spettatore, martellando con musica
violenta una scena altrettanto cruda non solo si sarebbe scesi nel banale ma si avrebbe anche danneggiato la scena e quindi
il lavoro del regista.
Cannibal Holocaust fu girato utilizzando due pellicole, la prima usata per il film era una Kodak 35 mm e per il filmato ritrovato
nelle bobine fu utilizzata una Kodak 16 mm.Scene montate tramite moviola. Eccellenti le riprese a carrello, ma divine quelle
a mano libera.
Il film fu un atto di denuncia anche verso la stessa Colombia e verso la sua politica puramente inetta,per questo il film fu
ostacolato dal governo locale e perfino vietato sul nascere.
Deodato voleva realizzare un film italiano,ma con attori americani prevedendo una prima versione in inglese per poter dare allo
spettatore italiano più interesse e più credibilità al film; per mantere però la nazionalità del film dovevano esserci almeno due
attori italiani per questo il regista scelse Barbareschi e la Ciardi.
A film terminato i diritti furono venduti alla United Artist che al posto di proiettare il film in un piccolo stato (come veniva
fatto di solito per film con molte scene violente, per il semplice fatto che si evitava una pubblicità negativa, tramite anche
censura, al film se esso era troppo forte e gli autori avevano tutto il tempo di poterlo tagliare e rimontare senza manomettere
la credibilità del film) scelsero Milano.
La pellicola restò nelle sale 10 giorni ed incassò moltissimo (una somma di valore poteva essere paragonata a 5 milioni di euro
attuali); in seguito un giovane giudice sequestro il film ed espresse il volere di andare in giudizio mettendo sotto
processo(e quindi sotto accusa il regista,produttore ed equipe) la United Artist si tolse subito dicendo che la responsabilità
non era sua ed era pronta a pagare per le sole accuse che le erano imputate.
Il regista ed al produttore furono accusati di aver ucciso realmente i 4 giovani attori.,violenze reali su persone fisiche ed animali.
Dovete sapere che Deodato per far si che il film fosse credibile aveva fatto firmare un contratto ai 4 attori in erba,l'atto
legale prevedeva che i ragazzi dopo il termine delle riprese sparissero dall mondo cinematografico per un anno (in modo da far
credere che veramente fossero scomparsi come il film voleva ipotizzare).
Il regista che rischiava l'ergastolo alla fine chiamo
Barbareschi a testimoniare,il quale portò il documento su cui vi erano le firme in calce.
Per quanto riguarda le violenze sugli animali non si può dire nulla SONO VERISSIME e l'ammissione da parte di tutti costò
4 mesi di reclusione a Ruggero Deodato e 400 mila lire di multa...anche se si erano avvalorati di 8 tra i migliori avvocati.
Dopo 3 anni il caso fu portato in Cassazione (ultimo grado penale) e le accuse finalmente crollarono....Intanto il film fu
bloccato in Italia e fu bloccata anche la distribuzione all'estero(dove già era diventato un cult solo per le notizie),fu
censurato ulteriormente (e anche per nulla) e non incassò quasi nulla, perchè oramai si era perso l'interesse!!!
Verso la fine degli anni 90 un gruppo di studenti girò e produsse un film orrendo dal titolo "THE BLAIR WITCH PROJECT", che
ricalcava totalmente la scaletta scenografica di "Cannibal Holocaust" e ci fecero milioni di dollari rincoglionendo migliaia
di giovani cretini che tutt'ora lo osannano non conoscendo la matrice di quella film ammesso che possa essere chiamato così.

Io mi sento in dovere di difendere l'operato di Deodato,in quanto voleva offrire un prodotto realistico e tutte le le
"efferatezze"compiute sugli animali (se tali si possono chiamare) vengono fatte giornalmente dagli indigeni in quanto si
cibano veramente di quegli animali (infatti nel film vengono realmente mangiati) quindi non si può parlare di oscenità o
torture..perchè se vogliamo veramente fare qualcosa che ci faccia capire come il mondo primitivo viva dobbiamo accettarne
anche gli usi e costumi.
Il giudizio della critica fu spaventoso....non capirono nulla, guardarono solo la violenza, ma del resto in Italia chi non
sa tenere una macchina da presa in mano vince DAVID e PALME d'oro e chi fa un film con 180 milioni di lire (dell'epoca) e
realizza un film che è un culto di cui andarne fieri viene distrutto solo perchè è alle prime armi MA NON PER QUESTO NON PUO'
ESSERE UN TALENTUOSO, COME SI E' DIMOSTRATO RUGGERO DEODATO OSSIA UN GRAN REGISTA.
UN GRAZIE SENTITO A QUESTO GIUDICE E ALLE SCHIERE DI ANIMALISTI IMBECILLI CHE NON CAPIRONO NULLA,UN GRAZIE VA ANCHE ALLA MASSA
DI BENPENSANTI CHE RIUSCIRONO A FAR BANDIRE QUESTO FILM-DOCUMENTO IN BEN 28 PAESI AL MONDO..GRAZIE MILLE!!!!!!
REPERIBILITA':
Tranquillamente in Italia e anche in un ottima versione, ricca di extra...Io consiglio anche quella francese a due dvd con
audio in italiano.
VOTO: 9,5
Biffo
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