LA CASA DEI 1000 CORPI

 

 

La casa dei 1000 corpi

 

TITOLO ORIGINALE: "The house of 1000 corpses"

 

Paese: U.S.A., 2004

 

Regista: Rob Zombie

 

Interpreti: Sid Haig, Bill Moseley,

Sheri Moon Zombie, Matthew McGrory

 

 

TRAMA

 

Quattro giovani viaggiano in auto la sera di Halloween del 1970, quando, fermandosi a fare benzina, capitano nello strano locale del “Capitan Spaulding”. Uno dei giovani, interessato dallo strano gestore del locale alla storia del Dottor Satana, decide di raggiungere l’albero dove quest’ultimo fu impiccato. Durante il tragitto, però, i giovani incontreranno una giovane autostoppista, Baby Firefly, che li porterà a casa sua visto che la macchina bucherà una gomma. Nella orrenda casa dei Firefly i quattro giovani troveranno l’inferno…
 

 

RECENSIONE

 

Opera cinematografica prima per il poliedrico Rob Zombie (anche cantante e fumettista), che ci diletta con sua fantasia unica in questo “La casa dei 1000 corpi”.

Il film ricalca le trame e gli ambienti degli horror-slasher anni ’70 (su tutti “Non aprite quella porta”) ma lo fa con un tocco personale, unico, che può piacere o non piacere.

Difficile da spiegare quanto questa pellicola sia “personalizzata” dal regista: ci fa vedere spezzoni di telegiornali in bianco e nero, scene a rallentatore e poi accelerate, colori prima vividi e poi morti, splatter prima velato e poi esplicito, ed anche una buona dose di “humor nero” che altro compito non ha se non quello di confondere sempre di più lo spettatore. Questo, infatti, è travolto da una trama a tratti anni ’70 (come già detto) a tratti fantasy-horror, da una serie di immagini psichedeliche, e da una colonna sonora che alterna brani country (in pieno stile texas) con motivi hardcore (o alternative/industrial-metal) scritti proprio dallo stesso regista.

Quello che manca, evidentemente, è la tensione; forse questo film potrebbe anche non essere considerato un horror. Più precisamente ci troviamo di fronte ad una specie di video musicale molto sconclusionato e con coraggiosissime scelte di regia che spesso riescono ma altre volte, purtroppo, no.

Subito sui titoli di testa vediamo un’accozzaglia di immagini confusionarie, poi vediamo i quattro baldi giovani che sono i tipici “giovani-carne-da-macello” di ogni slasher movie che si rispetti; la figura del Capitan Spaulding (interpretato magistralmente da Sid Haig) fa rabbrividire, con quel viso pitturato da clown e quel rozzo modo di fare, talvolta spaventoso, talvolta divertente. Il luogo che gestisce è una galleria degli orrori, che si avvale di avere anche il miglior pollo fritto della zona, nonché la benzina; è lì che i quattro si interessano (veramente è solo uno che lo fa, il più odioso dei quattro giovani) alla vicenda del Dottor Satana, un serial killer misteriosamente scomparso dopo essere stato impiccato che conduceva strani e macabri esperimenti su vite umane.

Dopo questo i teen agers scopriranno la terribile famiglia Firefly, composta da Baby (la bellissima Sheri Moon, moglie del regista), dal cupo e strambo Otis (Bill Moseley), dalla cara mammina Firefly (Karen Black), dai rozzi nonno Firefly e Rufus (Dennis Fimple e Robert Allen Mukes rispettivamente), e soprattutto dal più inquietante componente della famiglia: il deforme e sordo Tiny Firefly (Matthew McGrory). Inizierà una escalation di violenza e scene al limite della decenza, con momenti di suspance (pochi come già detto) e scene molto strane e partorite unicamente dalla mente del creativo Rob Zombie.

 

In conclusione questo film è descrivile proprio con l’aggettivo “creativo”, difatti è molto originale ma manca di qualcosa, sarà la suspance, sarà che alla fine non è la trama abbia dei risvolti troppo innovativi, sarà che è talmente pregno di scene psichedeliche che poi risulta stucchevole e noioso, ma qualcosa manca di sicuro.

Comunque è raro trovare un regista che si accosta in modo così unico al mondo del cinema alla sua prima uscita: Rob Zombie ci fa vedere un suo enorme sfogo creativo, ma noi sappiamo che ha ancora molto da dirci, e ancora molto da fare.

 

VOTO: 6

 

 

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