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Paese: U.S.A, 1999
Regista: Gavin Wilding
Interpreti: Allison Lange, John Savage
Brad Rowe
TRAMA
La giovane e avvenente Cristina si trasferisce con la famiglia (padre,
fratello e madre con turbe mentali subito sistemata in manicomio) in una cittadina sulla
costa pacifica. La nuova casa sembra subito nascondere qualcosa, presagio che viene confermato
quando un pericoloso assassino comincia a fare strage di persone tutt'attorno ad essa.
Chi è l'assassino? Perchè lo fa?
Cosa c'entra la casa? Cristina e il fratello lo scopriranno (sigh...) nel movimentato finale.
RECENSIONE
Ahi ahi! Che filmaccio che è questo “La casa di Cristina”!
Non che avessi delle grosse pretese, sia ben chiaro, una trama che appare
subito abbastanza banale ed un cast “di lanciatissimi teen ager” come riportato
nel retro copertina, non lasciavano intuire niente di buono ma, come si dice, la
speranza è l’ultima a morire…niente da fare, invece, tutti cattivi presentimenti si sono avverati.
Il film arriva dal Canada ed è diretto da Gavin Wilding al suo secondo film e
presentato molto pomposamente dalle scritte “dagli autori di Poltergeist”
o “nella grande tradizione delle case stregate…”, ovviamente del film di
Hooper non c’è niente e anche sul discorso case stregate ci sarebbe da disquisire…
Durante la visione emerge chiara la motivazione di un film del genere:
lanciare una giovane esordiente parecchio bona, Allison Lange, che non
fa altro che girare per casa e pure a scuola con dei top assurdi e dei
pantaloncini cortissimi (ma quando mai si vedono ste cose a scuola???)
all’interno di un prodotto destinato esclusivamente ai giovanissimi.
Tutto il resto non conta.
Come giustificare se no una sceneggiatura che
fa ricorso a tutti ma proprio tutti i clichè più abusati dei teen-horror,
come la casa isolata, la ragazza complessata che sente rumori ovunque e non
vuole concedersi al fidanzato, il fratello cretino che passa la vita a giocare
col game boy, il padre padrone che svia i sospetti, la madre con turbe
psichiche e potrei continuare per un bel po’. Per non parlare di alcuni
buchi macroscopici…(vedi sezione sotto).
Il finale è prevedibilissimo e per di più la figura del “cattivo” è davvero
scialba.
L’unico spunto che doveva essere sfruttato meglio e approfondito erano i
poteri della madre, che si manifestano nell’unica scena degna di nota di
tutto il film, l’ultima, purtroppo, che non dura più di un minuto.
Sugli attori non c’è molto da dire, sono tutti giovanissimi che non offrono
certo prestazioni memorabili, anzi, sono tutti molto stereotipati e recitato battute a volte proprio tremende.
Se vi capita di trovare questo film a 3 euro, com’è capitato a me, vi consiglio
di non lasciarvelo scappare, passerete una piacevole serata a ridere davanti a
tale scempio…di più non vi consiglio proprio di spendere!
ECCO ALCUNE "CHICCHE" DEL FILM:
Scena di culto: Cristina e l’amica vanno in cucina, la prima nota
un particolare che la spaventa tanto da domandarsi “ma chi l’ha fatto quello?”,
la macchina da presa indugia un po’ e inquadra…un toast!
E’ normale che un poliziotto entri in casa della gente, chieda del bagno,
pretenda da mangiare e poi insulti un ragazzino?Sarà…
Verso la fine la situazione è precipitata: un pazzo assassino si aggira per casa
e Cristina dove consiglia di nascondersi al fratello? Ma nella cantina senza
alcuna via d’uscita, ovviamente!!!
Poco dopo aver ferito l’assassino Cristina torna dal fratello in cantina e cosa
gli dice? “Tranquillo Bobby, E’TUTTO FINITO!” see….
Alla luce della spiegazione bislacca del movente…che senso aveva uccidere la
prima ragazza???
VOTO:
VALUTAZIONE DETTAGLIATA
- TRAMA
- REGIA
- ATTORI

- EFFETTI SPECIALI
+JackSkeletron+
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