LA CASA DALLE FINESTRE CHE RIDONO

 

 

La casa dalle finestre che ridono di Pupi Avati

 

 

Paese: Italia, 1976

 

Regista: Pupi Avati

 

Interpreti: Lino Capolicchio,

Francesca Marciano, Gianni Cavina  

 

 

TRAMA

 

Stefano (Lino Capolicchio), un giovane restauratore, viene chiamato in un piccolo paese padano per riportare alla luce un affresco raffigurante il martirio di S.Sebastiano, situato in una chiesetta di campagna. Appena arrivato, però, si rende conto che la sua presenza non è gradita e che l'intonaco che copre parzialmente l'affresco nasconde una verità che tutti sembrano temere ritorni a galla. Non basta l'amore per la giovane maestrina del paese a tenerlo lontano dai pericoli, perchè Stefano è deciso a scoprire la storia che cela il dipinto, a qualunque costo...

 

 

RECENSIONE

 

"La casa dalle finestre che ridono" è il primo dei tre film che Pupi Avati ha dedicato al mondo del mistero e della paura, insieme a "Zeder" (1983) e a "L'arcano incantatore" (1996) ed è un vero gioiello gotico tutto italiano.

Il filo conduttore che unisce un po'tutta la discografia del regista bolognese è l'ambientazione dei suoi film, sempre nella sua terra natale e, infatti, anche in questo caso la vicenda si svolge in un paese della bassa padana presso Ferrara; quello che colpisce è l'abilità nel creare atmosfere malate/surreali anche in un paesaggio così solare e apparentemente idilliaco come le verdi pianure emiliane che, invece, nascondono terribili segreti.

L'intreccio del film si complica man mano che questo va avanti e diventa sempre più evidente che tutto il paese nasconde qualcosa ed è complice di atti violenti e crudeli, il tutto sottolineato in una delle ultime scene, in cui l'omertà della gente viene a galla prepotentemente.

Alla buona riuscita del film contribuisce molto l'abilità di Avati nel creare situazioni che fanno leva sulle nostre paure più radicate con pochi mezzi: un ombra in fondo alle scale, una casa isolata, un nastro con su registrato un discorso delirante, sembrano banalità ma vi assicuro che nel film fanno il loro effetto!

Per non parlare del finale lasciato in sospeso, inaspettato e agghiacciante.

 

 Gli attori fanno tutti la loro parte in maniera credibile, a partire da Gianni Cavina (anche sceneggiatore, insieme al regista, ad Antonio Avati e a Maurizio Costanzo), nei panni dell'ubriaco del paese (ma l'unico che tenta di ribellarsi al silenzio della gente...) fino al protagonista Lino Capolicchio, un po'freddo ma efficace e a Francesca Marciano.

 

In poche parole, "La casa dalle finestre che ridono" è un gran bel film, inquietante e ottimamente realizzato se pur con mezzi esigui; soggettivamente è uno dei miei film italiani preferiti, insieme a "Profondo Rosso" e "Suspiria", sempre di quel periodo. Da vedere e da rivedere!!!

 

 

VOTO:

 

 

 

 

VALUTAZIONE DETTAGLIATA

 

 

- TRAMA

 

 

 

- REGIA

 

 

 

- ATTORI

 

 

 

- EFFETTI SPECIALI

 

 

 

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