LA CASA MALEDETTA

 

 

La casa maledetta di Alex Turner

 

 

Paese: U.S.A., 2004

 

Regista: Alex Turner

 

Interpreti: Henry Thomas, Patrick Fugit,

Nicki Lynn Aycox, Isaiah Washington

 

 

TRAMA

 

Alabama, 1863.

Un gruppo di soldati disertori rapina una banca uccidendo tutti i presenti e si dirige verso il Messico. Durante la notte si fermano in una casa di campagna abbandonata, appartenuta ad un amico di uno di loro; ben presto cominceranno ad apparire visioni di alcune persone che avevano abitato la casa, legate ad un terribile fatto di sangue avvenuto anni prima...

 

 

RECENSIONE

 

Opera prima per il regista Alex Turner, questo "La casa maledetta" è un b-movie gradevole, sicuramente al di sopra della media degli ultimi anni, che mantiene quel che promette, ovvero un'ora e mezza scarsa di intrattenimento senza annoiare e scadere nel ridicolo.

La prima cosa che salta all'occhio è l'ambientazione, abbastanza originale per un horror, nell'America del sud durante il periodo della guerra civile e qui bisogna fare i complimenti a chi ha curato le scenografie e i costumi perchè sono davvero molto accurati (cosa che non sempre succede nei film a basso costo ambientati in altre epoche...).

La vera protagonista è, però, la grande casa coloniale circondata da un enorme campo di granoturco, già spettrale di per sè e resa ancora più inquietante da una buona fotografia, per lo più notturna; anche il campo ha qualcosa di dannatamente "sbagliato" (memori, forse, delle scorribande dei "figli del grano" del racconto di Stephen King e del film da questo tratto "Grano rosso sangue"...) che lo fa apparire un luogo tetro e potenzialmente pericoloso, come infatti si dimostrerà alla fine.

La prima parte scorre via abbastanza lenta e, se si esclude la carneficina durante la rapina, mostrata con abbondanti particolari, con poco sangue ma con accumulo di tensione. A questo punto vengono subito in mente quei film che hanno chiaramente ispirato gli sceneggiatori: "La casa" per quel che riguarda l'ambientazione e il ritrovamento di un misterioso "libro dei morti" e "The Ring" per i movimenti dei demoni che di tanto in tanto fanno la loro apparizione e, soprattutto, per il modo di creare tensione, tipico in generale del cinema orientale, "Hellraiser" per la storia dei sacrifici umani per aprire porte infernali.

Come spesso succede, nel momento in cui si devono tirare le somme della trama, qualcosa non va: nella seconda parte viene messa tanta carne al fuoco (non entro nei dettagli per non rovinare la sorpresa a chi non ha visto il film), vengono proposte tante idee anche interessanti ma che vengono sviluppate troppo frettolosamente, non permettendo allo spettatore di appassionarsi più di tanto allo svolgimento della vicenda.

La cosa più interessante a questo punto diventa la cieca lotta per il possesso del denaro, anche in una situazione così disperata; una cosa del genere, non per il denaro ma per un uomo, la si vedrà nel bel "The descent" di Neil Marshall (2005).

Il finale poi non è il massimo dell'originalità e lascia un po' l'amaro in bocca perchè lascia aperte alcune questioni che erano state introdotte in precedenza; buoni, invece, gli effetti speciali e il più che discreto tasso di gore, non gratuito e messo al momento giusto.

Una nota di merito va sicuramente agli attori, credibili nei loro ruoli, anche perchè non proprio esordienti: Henry Thomas lo conosciamo tutti come il bambino di "E.T." e più recentemente all'opera in "Ore 11:14", Nicky Aycox in "Jeepers Creepers 2" etc...

Insomma, il film merita di essere visto anche se non siamo davanti ad un capolavoro; il regista ha dimostrato di saperci fare e, se consideriamo che è la sua opera prima, non si può che ben sperare per il futuro.

 

Curiosità:

 

Il set che si vede all'inizio e dove avviene la rapina è quello usato per "Big Fish" di Tim Burton, costato all'epoca circa 8 milioni di dollari e "affittato" alla modica cifra di 300.000 dollari. Il budget a disposizione per questo film non permetteva di costruirne uno ex novo.

La villa dove si svolge la gran parte dell'azione, invece, esiste davvero e si trova in Alabama; anche in questo caso un bel risparmio!

 

Il make-up delle creature è stato cambiato diverse volte: la prima versione, una sorta di alieno di Roosvelt deforme,  non convinceva il regista che aveva in mente qualcosa di più simile ad un feto, come a significare un essere di un altro mondo che pian piano si stava adattando a vivere su questo mondo.

 

Il titolo originale del film è "Dead birds" che, tradotto in italiano poteva suonare molto ambiguo (e soprattutto aveva poco a che fare con la storia!) ed è stato scelto il comunque banale "La casa maledetta" che, sicuramente, non ha giovato alla visibilità del film in questione.

 

VOTO:

 

 

 

 

VALUTAZIONE DETTAGLIATA

 

 

- TRAMA

 

 

 

- REGIA

 

 

 

- ATTORI

 

 

 

- EFFETTI SPECIALI

 

 

 

+JackSkeletron

 

 
 

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