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TITOLO ORIGINALE: "CLOVERFIELD"
Paese: U.S.A., 2008
Regista: Matt Reeves
Interpreti: Jessica Lucas, Michael
Stahl-David,
T.J. Miller, Lizzy Caplan
TRAMA
Mentre dei ragazzi stanno festeggiando la partenza di uno di loro,
Rob, verso il Giappone per lavoro, qualcosa di grosso attacca New York City.
All’inizio i ragazzi pensano ad un attacco terroristico, oppure ad un terremoto,
ma non crederanno ai loro occhi quando vedranno che la distruzione della città
si sta compiendo ad opera di un terribile mostro dalle dimensioni colossali
venuto da chissà dove. Rob insieme alla sua migliore amica Lily, a Marlena, e a
Hud, il ragazzo che stava facendo le riprese della festa, partirà per salvare
Beth, la sua amata rimasta intrappolata in una zona ormai evacuata
dall’esercito. Hud, con la telecamera, riprenderà tutto…
RECENSIONE
Il “caso” Cloverfield è stato prodotto da J.J. Abrams, lo stesso
produttore della serie televisiva “Lost”, che visto il successo ottenuto da
quest’ultima sa bene che cosa la gente vuole (o non vuole) vedere. Girato da
Matt Reeves (regista di serie televisive come “Conviction” e “Miracles”) questo
film è in stile “Blair Witch Project” (o per i puristi in stile “Cannibal
Holocaust”): abbiamo una telecamera che in modo amatoriale riprende tutto ciò
che accade a New York durante l’attacco del mostro, dando un senso di realismo
che dovrebbe essere il punto forte dell’opera stessa.

In realtà il difetto più
grande di “Cloverfield” sta proprio qui: in tutto il tempo in cui si svolge la
vicenda la telecamera non finisce mai la batteria, non finisce mai il nastro,
non si rompe mai, e il ragazzo che la porta è una specie di giocoliere perché
riesce ad oltrepassare situazioni difficilissime senza mai smettere di
riprendere.
Che i produttori non abbiano pensato a questo dettaglio?
Probabilmente ci hanno pensato ma gli hanno dato un’importanza relativa; il film
dura solo 85 minuti e sono 85 minuti di pura adrenalina (tolta la parte iniziale
della festa), per tutto il film lo spettatore non può che stare incollato allo
schermo senza mai distrarsi, poiché “Cloverfield” ripercorre una fuga disperata
da una situazione catastrofica ed assurda.
I valori di produzione sono veramente
alti: cade l’Empire State Building, la testa della Statua della Libertà viene
mozzata e scaraventata dal mostro in mezzo alla strada, il ponte di Brooklyn
viene distrutto da un colpo di coda, ecc...
Il mostro: l’elemento chiave di questo
film. Un mostro che vediamo col contagocce, realizzato benissimo, e del quale
non si possono trovare spoiler su internet (poiché Abrams ha diffuso delle
immagini false di esso); la curiosità dello spettatore, più che legata al
chiedersi se i ragazzi ce la faranno o no, verrà rapita dal desiderio inconscio
o non di vedere il mostro artefice della distruzione di New York.

La componente
horror c’è, ed è affidata soprattutto ai “cuccioli” che il mostro lascia cadere
dal suo corpo: degli esseri orribili simili a ragni che attaccano a vista gli
esseri umani. Un loro morso causerà la morte di uno dei personaggi principali
del film in un modo molto splatter. La parte horror è molto presente
principalmente nel punto in cui i quattro ragazzi attraversano le gallerie della
metropolitana per recarsi dall’amata di Rob e salvarla; per il resto non avremo
poi grandi sequenze splatter o inquietanti ma molta, molta suspance.
Un altro
difetto che si può trovare a “Cloverfield” è l’eccessivo allungamento nella
parte finale: il film poteva chiudersi benissimo prima dei fatti che, invece,
vediamo alla fine.
Comunque sia anche la conclusione è poco chiara, e non
capiremo mai se c’è stato un buono od un cattivo finale.
La prova degli attori è
altalenante: c’è un mix di recitazione improvvisata (giusta ai fini del film),
ma che a volte diventa troppo palesemente falsa, e che fa scadere alcune cose
che invece potevano essere molto migliori se affidate soprattutto al caso.
In definitiva abbiamo: una storia inverosimile e che, anche se prova ad essere
reale, spesso non ci riesce; una recitazione così e così; una grandissima
suspance ed un film che, nel totale, riesce nell’impresa di interessare e di
coinvolgere per tutta la sua durata lo spettatore anche grazie ai bellissimi
effetti speciali. Guardatelo senza farvi troppi problemi di “legame con la
realtà” e lo gradirete, altrimenti ne rimarrete delusi. I fan di “Lost” non
possono perderlo, per tutti gli altri è sicuramente consigliato, almeno in Home
Video.
VOTO:

VALUTAZIONE DETTAGLIATA
- TRAMA

- REGIA

- ATTORI

- EFFETTI SPECIALI
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