CONTRONATURA

 

 

Contronatura di Antonio Margheriti

 

TITOLI PER L'ESTERO: "THE UNNATURALS",

 "SCHREIE IN DER NACHT", "SCREAMS IN THE NIGHT"

 

Paese: Italia, 1969

 

Regista: Antonio Margheriti (Anthony Dawson)

 

Interpreti: Joachim Fuchsberger, Marianne Koch

Helga Anders, Claudio Camaso, Dominique Boschero

Luciano Pigozzi

 

TRAMA

 

Un gruppo di cinque personaggi, appartenenti all'alta borghesia londinese, sono costretti a trovare rifugio durante un temporale in una casa isolata nel bosco. Qui troveranno ad accoglierli Huriah e sua madre Hertha, una medium, che svelerà tutti i segreti e tutte le torbide relazioni esistenti tra i cinque ospiti, per poi fare un'agghiacciante dichiarazione finale...

 

RECENSIONE

 

"Contronatura" è da molti considerato il capolavoro gotico del grande Antonio Margheriti, uno degli "artigiani" del nostro cinema più prolifici, attivo in praticamente tutti i sottogeneri d'intrattenimento, dall'horror, al thriller, alla fantascienza e all'avventura. Sicuramente questo è uno dei suoi lavori più personali, completi e riusciti.

Margheriti riprende diverse tematiche care al cinema gotico sviluppatosi in Italia da circa dieci anni a quella parte e le arricchisce di altre, per l'epoca abbastanza scottanti come l'omosessualità femminile, che di fatto spalancano le porte al nuovo decennio del thriller, dove l'ambiguità sessuale delle donne sarà elemento molto presente.

Lo svolgimento della vicenda è davvero ben fatto: nella prima parte lo spettatore viene proiettato nell'ambiente di una ricca tenuta di campagna ai primi del '900 e volutamente si fa fatica a capire il ruolo di tutti i personaggi e i legami che hanno tra loro. Il tutto rimane poco chiaro fino al temporale, che costringerà la comitiva a rifugiarsi in una casa isolata nel bosco.

Quello che negli anni '80 e seguenti diventerà l'espediente principale per iniziare lunghe catene di delitti compiuti dal maniaco-serial killer di turno è, qui, il modo per espiare le proprie colpe, perchè, come in un moderno "Dieci piccoli indiani" ognuno si è reso colpevole di qualcosa in passato e, più o meno direttamente, ha portato alla morte qualcuno.

La medium, molto inquietante nella sua immobilità e il figlio, impersonato da Luciano Pigozzi, all'epoca conosciuto come il Peter Lorre italiano per la sua notevole somiglianza con l'attore di "M-Il mostro di Dusseldorf" sono due giustizieri, a loro volta vittime degli intrighi della casa e della bramosia di soldi e potere dei suoi abitanti.

Oltre al tema della vendetta, un classico del gotico, troviamo quello dell'amore, sottolineato anche dal titolo del film, una forza talmente grande e dirompente che può portare alle estreme conseguenze della morte. E'infatti proprio un amore saffico e proibito il motore di una serie di omicidi che corre parallela quella delle morti per denaro, riunite tragicamente per la prima volta nel fatto di sangue che portò a morte uno dei rampolli della casa e la sua fidanzata.Il tema dell'amore è trattato con molto buon gusto, senza cadere mai nell'exploitation gratuita, come invece succederà spesso in futuro.

Ottime le atmosfere: Margheriti non usa i cromatismi di Bava ed è molto più "realistico" nel realizzare il suo orrore gotico però è abile nel creare un ambiente lugubre, malsano e minaccioso solamente giocando con le luci e le inquadrature. Come anche ne "Lo Spettro" di Riccardo Freda, le riprese sono quasi interamente in interni, consentendo ampie possibilità di descrivere minuziosamente ogni angolo e ogni oggetto della casa in funzione della storia.

 

Insomma, un bel film assolutamente da riscoprire, soprattutto per chi apprezza un certo cinema d'altri tempi, molto "abbottonato" ma ricco di temi e spunti interessanti.

 

Curiosità 1: l'attore che interpreta Alfred, accreditato come Claudio Camaso, è Claudio Volontè, fratello minore del grandissimo Gian Maria (la somiglianza è davvero notevole!), morto suicida ancora giovane nel 1977.

 

Curiosità 2: la scena finale, davvero un tocco da maestro, ricorda tantissimo la famosa scena ripetuta più volte in "Shining" dell'inondazione di sangue. Chissà che Kubrick non abbia preso spunto anche da qui...

 

VOTO:

 

 

 

 

VALUTAZIONE DETTAGLIATA

 

 

- TRAMA

 

 

 

- REGIA

 

 

 

- ATTORI

 

 

 

 

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