UN DELITTO POCO COMUNE

 

 

Un delitto poco comune di Ruggero Deodato

 

 

Paese: Italia, 1988

 

Regista: Ruggero Deodato

 

Interpreti: Michael York,

Donald Pleasence, Edwige Fenech

 

 

TRAMA

 

Robert Dominici è un pianista affermato e un uomo affascinante. Però è gravemente malato. E'affetto da una rarissima malattia genetica ereditaria, la progerie, che lo fa invecchiare all'improvviso e in maniera repentina. Appena saputo della malattia, Robert perde il controllo di sè e comincia a uccidere chiunque ha a che fare con il suo male ma non solo. Si innamora di Helene, da cui aspetta un figlio che farà di tutto per non far venire al mondo, sapendo la triste sorte a cui andrebbe incontro. Intanto le morti si susseguono e il commissario Datti non sa dove sbattere la testa, visto l'apparente cambio di età dell'omicida...

 

 

RECENSIONE

 

Questo è l'ultimo thriller di Ruggero Deodato, che dà l'addio (forse non definitivo...) al genere con un discreto film con un'idea di fondo originale.

L'inizio lascerebbe presagire un thriller "all'italiana" con alcuni rimandi a Dario Argento (il sogno ricorrente di Robert, in cui un uomo viene decapitato tramite una sciabola ricorda non poco quanto visto in "4 mosche di velluto grigio"), coadiuvato anche dalle musiche vecchio stile di Pino Donaggio, molto azzeccate ma ben presto le cose cambiano, perchè ci viene rivelato subito il nome dell'assassino e anche il movente, un po' come succedeva in "Il rosso segno della follia" di Bava.

 

Quello a cui assistiamo successivamente è, quindi, l'evoluzione del dramma di Robert, accompagnato da frequenti momenti di follia, durante i quali perdono la vita la dottoressa che lo aveva in cura e che gli ha diagnosticato la malattia, una prostituta di Venezia che non si voleva concedere a un "vecchio" e una giovane poliziotta che insieme ad altri cercava di braccare il misterioso assassino.

Il dramma si accentua quando Robert viene messo a conoscenza che la sua amata Helene (Edwige Fenech) aspetta un bambino, che sicuramente avrebbe ereditato la sua malattia: è proprio il tentativo di uccidere Helene, alla fine, che risulta la scena migliore e più carica di phatos.

La parte delle indagini è condotta da un Donald Pleasence che alterna momenti di grazia a momenti in cui è incredibilmente insepressivo; un po'per questo e un po' per il poco spazio concesso alle indagini, il film risulta abbastanza debole su questo fronte che, invece, essere il vero punto di forza, infatti solo lo spettatore conosce l'identità dell'assassino ma la polizia no.

Gli altri attori se la cavano generalmente bene, soprattutto il protagonista Robert-Michael York, davvero credibile nei panni di un uomo disperato alla fine dei suoi giorni (merito comunque anche di un trucco molto ben fatto!) ma anche la Fenech in un ruolo serio non è assolutamente male!

La regia è abbastanza anonima e se si eccettuano i sogni di Robert e qualche chicca qua e là, come le riprese in una Venezia festante in contrapposizione allo stato d'animo del protagonista o il finale, non offre particolari spunti di riflessione; anche le scene di omicidio sembrano "a metà" perchè, pur essendo una produzione per la televisione, il sangue si vede eccome ma sono molto ripetitive e senza un briciolo di inventiva.

 

Sicuramente questo è un film solo per appassionati, con qualche buon momento e un'idea di base piuttosto originale ma un po'lento e monotono nella sua realizzazione; tuttavia, considerato cosa girava in Italia in quegli anni, lo si può considerare un film sopra la media!

 

Curiosità

 

La sceneggiatura doveva essere usata per il film di Fulci "Lo squartatore di New York" ma, con le opportune modifiche effettuate da Dardano Sacchetti, fu usata per questo film.

 

La malattia di cui si parla nel film, la progeria, esiste davvero ed è davvero una malattia rarissima (circa 1 bambino ogni 7-8 milioni ne è affetto). Fu descritta per la prima volta da Johnatan Hutchinson nel 1886 e da Hastings Gilford nel 1904 (i due nomi che nel film la dottoressa aveva scritto nella sua agenda e che fanno capire al commissario la verità). Nonostante siano passati quasi vent'anni dal film, a tutt'oggi non si conosce ancora una cura definitiva per questa malattia.

 

VOTO:

 

 

 

 

VALUTAZIONE DETTAGLIATA

 

 

- TRAMA

 

 

 

- REGIA

 

 

 

- ATTORI

 

 

 

 

- EFFETTI SPECIALI

 

 

 

 

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