|

Paese: Italia, 1991
Regista: Maurizio Zaccardo
Interpreti: Tom Gallop, Cara Wilder,
Don Pearson
TRAMA
Il giovane Irving (Tom Gallop) torna nella sua cittadina natale
per portare a termine la vendita della vecchia casa dov’era nato e dove,
da undici anni, viveva il padre, solo, morto da poco tempo.
Irving e sua madre erano andati a vivere lontano dopo uno scandalo che aveva
riguardato il padre: questi, insegnante in un liceo della città, aveva avuto
una relazione con una sua alunna, Glenda Mallory, morta in circostanze misteriose poco dopo.
Qualcuno, però, pensa che Glenda sia ancora viva cosicché lo stesso Irving
si mette a fare ricerche, venendo a contatto con una presenza che sembra vivere
ancora nella casa.
Solo alla fine, mettendo insieme tutti i pezzi della misteriosa
vicenda e facendo leva sulla sua memoria riuscirà a scoprire che fine ha fatto Glenda…
RECENSIONE
Scritto da Pupi Avati e diretto dall’esordiente Maurizio Zaccaro è stato un film
colpevolmente caduto nel dimenticatoio, che ha avuto la sfortuna di capitare nel periodo peggiore
per i film italiani di genere, tanto da rimanere l’opera prima e ultima del regista.
“Dove comincia la notte” è una ghost story molto intrigante, come raramente capitato di vedere,
l’atmosfera che si respira è quella dei film gotici di Avati, quindi una paura mai esplicita, fatta di poco ma ricca di suggestioni comuni a tutti e, proprio per questo ancora più penetrante
e intensa di quella fatta con effettacci di ogni genere; in questo film, addirittura, non c’è alcun
effetto speciale e anche la presenza che abita nella vecchia casa non viene mai mostrata ma solo
suggerita con fruscii, aliti di vento e ritrovamenti inspiegabili, come il rossetto vecchio di undici anni ma ancora fresco.
Questo fatto di per sé potrebbe rappresentare un ostacolo per chi in un film “horror” (termine
quanto mai da prendere con le pinze qui…) cerca tanto sangue e azione, vi dico già che qui non troverete né l’uno né l’altra.
A rendere piacevole la visione del film è la qualità dell’intero “pacchetto”, trama, regia, attori e musiche.
La trama è abbastanza lineare ma viene raccontata bene, nel modo giusto, così che più si va
avanti e più cresce la curiosità di sapere se Glenda sia ancora viva, cosa le sia successo e
cosa sia successo nella casa in quei dieci anni che hanno tenuto distanti Irving e sua madre
dal padre; il film, in questo senso, assume i toni di un giallo soprannaturale che, nonostante
nelle battute finali sembri risolversi in un intreccio chiarificatore, nell’ultima scena getta
nuovi dubbi sul reale svolgimento dei fatti, aumentando l’alone di mistero dell’intera storia.
La regia è solida, non ci sono particolari virtuosismi ma Zaccaro sa come far presa sullo spettatore
e come creare suspence, aiutato anche dalle musiche, realizzate da Stefano Caprioli, abbastanza
semplici ma congeniali al tipo di film.
Un discorso a parte meritano gli attori: in un periodo in cui la stragrande maggioranza dei film
italiani aveva come punto debole la recitazione e i dialoghi, sembra strano vedere qui degli attori
(tutti americani) semisconosciuti che reggono davvero bene, in particolare il protagonista Irving
(Tom Gallop), autore di una prestazione molto convincente, mai sopra le righe, che si fa apprezzare
soprattutto per l’evoluzione che il personaggio subisce durante la vicenda.
Insomma, “Dove comincia la notte” è un film da vedere, una vera mosca bianca all’interno della
miriade di titoli inutili di quegli anni, un film semplice nel senso positivo del termine, che
riesce a catturare l’attenzione fin dall’inizio.
Curiosità
La locandina, come spesso succedeva, è uno specchietto per allodole: una maniglia insanguinata,
un coltellaccio impugnato da una mano nera su uno sfondo che ricorda lo scenario dei massacri
di Michael Myers suggeriscono ben altri orrori di quelli effettivamente contenuti nel film!
Cosa non si fa per attirare un po’più di gente…
VOTO:

VALUTAZIONE DETTAGLIATA
- TRAMA

- REGIA

- ATTORI

+JackSkeeletron+
|