DRAG ME TO HELL

 

 

Drag me to hell di Sam Raimi

 

Paese: U.S.A., 2009

 

Regista: Sam Raimi

 

Interpreti: Alison Lohman, Justin Long,

Lorna Raver, David Paymer, Dile ep Rao

 

 

TRAMA

 

Christine Brown è in attesa di un'importante promozione nella banca in cui lavora. Un giorno nega all'anziana signora Ganush la proroga di un prestito che le consentirebbe di conservare la propria abitazione. La donna, che è in contatto con un Lamia, le lancia contro una maledizione che metterà il demone sulle sue tracce. Da quel momento Christine dovrà cercare di respingere gli attacchi e di trovare la soluzione definitiva per liberarsi dal Male.

 

RECENSIONE

 

Sam Raimi è stato forse uno dei più grandi registi horrror degli anni ottanta, pur con una manciata di titoli di genere sulle spalle (appena quattro, se si considera che il quarto, “Darkman” era più un melodramma d'azione a metà fra “La mosca” di Croneberg e un film di supereroi), grazie quasi esclusivamente alla violenta e tragi-comica trilogia di “Evil Dead” (da noi nota con i titoli “La casa”, “La casa II”, “L'armata delle tenebre”); dopo ha girato varie pellicole sempre discrete (in alcuni casi, come per “Soldi sporchi” del 1998 addirittura piccoli capolavori) per infine approdare (almeno prima di questo “Drag me to hell”) sul triste e commerciale fronte di Hollywood con la trilogia di “Spider-man”.
Ora ritorna al genere che lo rese famoso, e lo fa in modo non eccezionale, ma apprezzabile.
“Drag me to hell” è stato presentato al festival di Cannes e alla prima in Inghilterra è stato accolto bene, cosa quasi eccezionale per un horror, anche dalla critica.
Questo film è un horror classico che si tinge di comico, come dopo tutto è ovvio essendo di Raimi, che proprio grazie all'horror-comico della sua trilogia splatter (i tre già citati “Evil Dead” o, qui da noi, “La casa”); ma quello che dispiace è che il fattore comico è poco curato (a parte la simpatica e piacevolmente assurda scena della seduta spiritica, che regala delle gag esilaranti, in primis la capra che offende la protagonista) e, cosa ancor più assurda per un horror raimiano, il fattore splatter è quasi assente: tanti insetti e cose viscide, ma degli arti mozzati de “La casa” non se ne vede neanche l'ombra e questo è un peccato: perché il film, pur essendo tipicamente raimiano, diventa meno personale delle altre sue pellicole(se si eccettua, ovviamente, i tre “Spider-man”).
Rimangono il ritmo serrato, la bella regia e la buona, anche se di routine, interpretazione degli attori (sui i quali giganteggia Lorna Raver, con la sua interpretazione della strega), l'ottimo finale e gli effetti speciali a metà tra quelli caserecci dei primi film di Raimi e quelli da blockburster dei tre “Spider-man”.
C'è da dire anche che il film è ha tinte politiche e sociali: la protagonista nega la proroga alla strega, una povera vecchia, solo per apparire coraggiosa agli occhi del suo principale ed essere promossa a vice-direttrice, trascurando l'effetto che questo potrà avere sulla vita della vecchia.
Insomma un film piacevole ma non del miglior Raimi, abbastanza sopravvalutato da critica e pubblico ma comunque buono.

 

 

VOTO:

 

 

 

 

VALUTAZIONE DETTAGLIATA

 

 

- TRAMA

 

 

 

- REGIA

 

 

 

- ATTORI

 

 

 

- EFFETTI SPECIALI

 

 

 

GRID ALIEN

 

 
 

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