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Paese: Italia, 1998
Regista: Dario Argento
Interpreti: Asia Argento, Julian Sands,
Andrea Di Stefano, Nadia Rinaldi
TRAMA
Parigi, 1877. Al Teatro dell’Opera Christine Daaé viene insidiata
dal misterioso e leggendario Fantasma, che si nasconde nei cunicoli sotterranei
del teatro stesso. I due provano attrazione l’uno per l’altra, e riescono a
comunicare fra di loro telepaticamente; lo scopo del Fantasma è quello di
rendere Christine prima donna dell’Opera. Ma per fare questo dovrà sbarazzarsi
di Carlotta Altieri e soprattutto del barone Raoul De Chagny, innamorato
anch’egli di Christine. Passerà molto tempo prima che Christine si accorga che
il Fantasma è un terribile assassino, ma nonostante questo continuerà, suo
malgrado, ad essere da lui attratta in una vicenda che mescola ripetutamente
morte ed amore.
RECENSIONE
Traballante horror di Dario Argento ispirato al capolavoro di
Gaston Leroux e terzo film del Maestro con la figlia Asia (dopo “Trauma” (1993),
“La Sindrome di Stendhal” (1996), e prima de “La Terza Madre” del 2007).
Iniziamo col dire che lo scopo di Argento era, probabilmente, quello di
rivisitare il romanzo dei primi del Novecento col suo stile: non mancano infatti
splatter (dalle sapienti mani, come sempre, di Sergio Stivaletti) ed
inquadrature visionarie; quello che non funziona è però altro.
Sebbene la pellicola sia di ottima fattura, tutta la storia in sé
non rende bene, ed è colpa soprattutto del Fantasma (Julian Sands) che non
rispecchia al meglio quello che dovrebbe rispecchiare. Risulta apatico, poco
carismatico, troppo “grezzo” e distrugge il ruolo mistico che, invece, doveva
rendere.
Asia Argento (che interpreta Christine) non se la cava male,
risultando sensuale ed enigmatica, se la cava malissimo invece Nadia Rinaldi
(nel ruolo di Carlotta) con quel napoletano spinto molto fastidioso, non perché
sia fastidioso il dialetto napoletano (ci mancherebbe!), ma perché in questo
contesto non ci sta per nulla bene!
Ad una recitazione, quindi, così e così, si aggiungono delle
sequenze che scadono nel ridicolo involontario: Raoul De Chagny (Andrea Di
Stefano), anche lui non troppo in forma, quando si droga durante un’orgia e vede
Christine ovunque dando di matto; la macchina acchiappa topi del disinfestatore
(István Bubik); ma soprattutto il Fantasma che, sul tetto del teatro, ha la
visione di una trappola per topi gigante dove i topi sono invece delle persone
(il messaggio retorico fra l’altro è veramente pessimo). Una serie di scene
decisamente poco convincenti sono unite ad alcune sequenze, invece, ben
realizzate: una su tutte il lampadario che cade uccidendo diversi spettatori
mentre Carlotta sta cantando. Un altro lato positivo è la colonna sonora firmata
da Ennio Morricone, molto bella ed adatta al contesto, sono resi bene anche i
pezzi cantati da Asia Argento. Che dire quindi in conclusione? Questo film è
mezzo e mezzo: una buona colonna sonora, e una buona realizzazione (ed una
scenografia, firmata Antonello Geleng, molto bella, soprattutto per il labirinto
sotto il teatro, tana del Fantasma), sono affiancate da delle sequenze pessime e
da una recitazione precaria. Sicuramente non il miglior Argento, anzi, forse
questo è uno dei più brutti film della sua carriera…
VOTO:

VALUTAZIONE DETTAGLIATA
- TRAMA

- REGIA

- ATTORI
- EFFETTI SPECIALI
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