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Paese: Italia, 2007
Regista: Lamberto Bava
Interpreti: Laura Harring, John Hannah,
Pete Postlethwaite
TRAMA
Stacey e Mark si sono appena sposati e decidono di andare a vivere
nella fattoria di Mark, situata in Africa. La vita scorre tranquilla fino a
quando Mark, un giorno, muore in un incidente stradale. Stacey decide di non
abbandonare la fattoria ma il ricordo di Mark diventa sempre più ossessivo. Una
notte Stacey sogna di fare l’amore con Mark, e si scopre incinta poco tempo
dopo. In lei si fa forte il dubbio che suo figlio sia in realtà il figlio di un
fantasma.
RECENSIONE
Atteso (?) ritorno quello di Bava jr. (“Body puzzle” (1991)
“Demoni” (1985) e “Demoni 2” (1986)) che ci vuol far dimenticare di alcune sue
precedenti e discutibili pellicole con questo nuovo e blasonato “Ghost son”. Il
film ci si presenta con un cast d’eccellenza, Laura Harring e John Hannah su
tutti, con una trama misteriosa ed intrigante, e con un’ambientazione (l’Africa
nera) nuova e molto bella.

Liberamente ispirato al blockbuster “Ghost-fantasma” (1990) (per
stessa ammissione del regista), “Ghost son” è però una divagazione
horror-psicologica sui temi degli amori perduti, che si sposano con quelli della
pazzia e della paura più profonda in un ambiente di assoluto mistero. Alcune
sequenze sono davvero inquietanti, altre scadono nel banale e/o nell’inutile,
altre ancora purtroppo scadono invece nel ridicolo involontario; questo accade
principalmente perché la trama, aggiungendo sempre più misteri, diventa un poco
scontata e noiosa.
Lamberto Bava ci dà comunque un film molto ben realizzato
soprattutto per tre motivi: la bella (bellissima) e brava Laura Harring;
un’ambientazione affascinante (che da libera e gioiosa si trasforma, dopo la
morte di Mark, in cupa e pericolosa); e una colonna sonora (firmata Paolo
Vivaldi) molto bella.
Ma il problema basilare del film rimane la sua “sterilità”, la sua
pochezza di significato soprattutto quando si arriva alla fine della vicenda,
una conclusione che lascia davvero molto a desiderare; si strizzano gli occhi un
paio di volte (per due scene davvero inquietanti e ben fatte), ci si annoia un
po’, e si aspetta (troppo!) la conclusione senza che essa sia ad effetto, o sia
fantastica, oppure anche adatta al contesto. Lo spettatore quindi si alza dalla
sedia e di “Ghost son” non ricorda niente, o al limite la sensazione di aver
visto il “fantasma” di un horror.
Il signor Bava non ci voleva dare un horror (ancora per sua stessa
ammissione), ma voleva riprendere una storia di paura astratta e misteriosa
abbandonando così quel carattere “splatter-based” che aveva segnato quasi tutta
la sua carriera cinematografica, facendo finalmente quel salto di qualità che
gli mancava. Aveva i mezzi, aveva pure la pubblicità che lo passava come un
grandissimo ritorno, e invece ci ha regalato un film, per quanto ben costruito,
del tutto privo di sensazioni.
L’aggettivo più adatto per “Ghost son” è sicuramente quello che ho
usato anche prima: sterile.
VOTO:

VALUTAZIONE DETTAGLIATA
- TRAMA

- REGIA
- ATTORI

- EFFETTI SPECIALI
mokeymokeyrulez - m0rtician
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