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TITOLO ORIGINALE: "WITCHFINDER GENERAL"
TITOLO ALTERNATIVO DI PRE-PRODUZIONE: "THE CONQUEROR WORM"
Paese: Gran Bretagna, 1968
Regista: Michael Reeves
Interpreti: Vincent Price, Ian Ogilvy,
Hillary Dwyer, Rupert Davies, Robert
Russell,
Patrick Wymark, Wilfrid Brambell
TRAMA
Inghilterra, 1645. E'uno dei periodi più bui della storia
dell'isola, c'è la guerra civile e la legge è amministrata dai signori locali.
In questo clima di confusione il "Grande Inquisitore" Matthew Hopkins, con un
aiutante, gira per le campagne estorcendo nelle maniere più truci confessioni di
stregoneria, soddisfando in questo modo anche le sue tasche e i suoi più biechi
istinti sessuali.
Quando si trova a che fare con un prete e sua nipote, promessa
sposa di un soldato, la vicenda si complica, aggiungendo orrore all'orrore.
RECENSIONE
Un bel film, questo, diretto dallo sfortunato (allora) astro
nascente del cinema di paura Michael Reeves (tra gli altri, "Il castello dei
morti vivi" con Christopher Lee e "Il lago di
Satana" con Barbara Steele), morto
nel 1969 per un'overdose di barbiturici mentre stava lavorando a "La rossa
maschera del terrore", terminata poi da Gordon Heesler.
Si tratta di un film un po'particolare ma sicuramente molto solido
e ben diretto. Considerato da sempre un horror, in realtà deve questa fama ai
nomi del regista e dell'attore principale, quel Vincent Price che ha
rappresentato per tanti anni IL cinema horror, insieme a pochi altri nomi;
addirittura per richiamare l'attenzione del pubblico al genere horror, il primo
titolo scelto per il film fu "The conqueror worm" (che appare anche nei primi
poster affissi nei cinema), un racconto di Edgar Allan Poe, che con la storia
non ha nulla a che vedere.
Quello che ci viene mostrato è un interessantissimo spaccato
dell'epoca, ricostruito abbastanza bene, con un occhio alla coerenza storica e
uno, immancabile, all'exploitation che, se non ancora ai livelli che raggiungerà
negli immediati anni a ve nire, è pur sempre ben rappresentata.
E'un film molto compatto, la storia è semplice, lineare ma
condotta con il giusto piglio, non ci sono troppe divagazioni o parti troppo
lente come spesso capitava in quegli anni, gli attori sono molto in parte e la
regia del giovane Reeves è molto valida, senza virtuosismi particolari ma senza
sbavature.
Per l'appassionato di horror i momenti migliori sono sicuramente
concentrati tra la metà e la fine del film.
Qui abbiamo modo di conoscere meglio il "Grande Inquisitore"
interpretato da Vincent Price: a mio avviso, questa è stata una delle sue
migliori prove da attore, ha lasciato da parte quel modo molto teatrale di
interpretare le parti (come, ad esempio, in "Il pozzo e il pendolo" o "La casa
dei fantasmi") per creare un personaggio freddo, spietato, viscido, fanatico,
interessato solo al denaro e alla lussuria, un personaggio malvagio per cui il
prete arriverà a chiedere il perdono divino, tanto è il male che ha fatto. Tra
l'altro pare si tratti di un uomo veramente esistito in quegli anni in
Inghilterra...
In questa parte del film assistiamo anche alle scene più crude di
violenza e tortura (per quanto ciò che viene mostrato non è neanch e lontanamente
paragonabile ad un moderno "Saw" o "Hostel"...): si va dagli interrogatori
folli, condotti dall'assistente dell'Inquisitore, a impiccagioni, fino ad una
pratica sadica, che consisteva nel legare il condannato ad una scala e poi
calarla molto lentamente nel fuoco.
Anche la fine non lesina in violenza, che a questo punto pare aver
contagiato davvero tutti i personaggi ma non vi rivelo niente per non svelarvi
il finale.
Insomma, un film ormai diventato un piccolo classico, forse poco
horror e poco gotico anche per chi segue il genere che andava in quel periodo,
però bello, da vedere. Tra l'altro si trova facilmente anche in Italia, poichè è
stato riversato in un'edizione dvd molto economica.
VOTO:

VALUTAZIONE DETTAGLIATA
- TRAMA

- REGIA

- ATTORI

- EFFETTI SPECIALI

+JackSkeletron+
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