HOUSE OF THE DEAD

 

 

House of the Dead

 

 

Paese: U.S.A., Germania, Canada, 2003

 

Regista: Uwe Boll

 

Interpreti: Jonathan Cherry, Tyron Leitso,

 Clint Howard, Ona Grauer

 

 

TRAMA

 

Un gruppo di ragazzi deve raggiungere un'isola sperduta per partecipare ad una grande festa rave. Non sanno, però, che su quell'isola gli zombie sono pronti a mangiarseli tutti...

 

RECENSIONE

 

Questo “House of the Dead”, trasposizione cinematografica dell'omonimo videogioco della Sega, è il film che ha fatto passare alla storia Uwe Boll come peggior regista di tutti i tempi. Bisogna essere onesti col buon Uwe: sebbene film come “In the name of the King” (2007), “BloodRayne” (2005), “Seed” (2007), o “Postal” (2007), siano brutti film ma non così pessimi, la loro fama di film ignobili la devono all'etichetta che Boll si è messo addosso facendo “House of the Dead”. Perché questo, cari lettori, è veramente uno dei peggiori film della storia! Ma andiamo con ordine. “House of the Dead” voleva, evidentemente, essere qualcosa di molto poco serio, sulla scia dei vari zombie-movies ironici che ormai infestano le videoteche e spesso anche i cinema. Quindi passi la trama veramente lineare e banale, passino le battute scarse e la recitazione abbastanza mediocre, e passino anche certe scelte registiche piuttosto discutibili; rimane il fatto che ci troviamo di fronte ad un'opera che non riesce in nessuno degli obiettivi che si era prefissa. Tanto per cominciare gli zombie sono realizzati male: alcuni hanno solo trucco, altri sono leggermente più curati ma si vedono poco, altri ancora non sembrano nemmeno zombie. In uno zombie-movie non dovrebbe essere essenziale rendere al meglio gli zombie? Lato comico-ironico: il nulla. Boll pensava di affidare tutto ad una scena di almeno dieci minuti in cui i ragazzi uccidono zombie su zombie, ma non funziona. Proverete indifferenza se va bene per i vari personaggi, se non addirittura odio tanta è la loro totale mancanza di carisma. In più le scelte registiche più “azzardate” (per non dire di peggio) risultano ridicole: i vari richiami al videogame non sono fatti con citazioni, bensì con spezzoni del gioco vero e proprio sovrapposti all'azione degli attori, cosa che fa ridere e piangere allo stesso tempo. Pensate che, in due o tre occasioni di morte dei ragazzi, ci viene mostrato il viso dell'attore che si colora di rosso (stile “Game Over” di un videogioco). La martellante musica techno da fastidio (suvvia non è adatta all'horror!), e le continue, ripetitive, scene “alla Matrix” (rallentate tanto per intenderci) invece di “gasare” lo spettatore fanno l'effetto contrario, questo perché sono troppe e messe troppo a caso! Poi ci viene svelata la trama del film

 

 ***SPOILER***: ci sono gli zombie sull'isola perché tale isola (Isola de la muerte, tanto per essere originali) è il rifugio segreto di una specie di “conquistadores” arrivato sull'isola nel XVI secolo, che fa esperimenti sui morti ed assumendo il sangue delle sue vittime si rende immortale (e poi muore con una vangata in testa!). Tuttavia questo film è ormai leggenda. Ha vinto diversi “Razzie Awards” (titoli non nuovi ad Uwe Boll) ed è semplicemente il motivo per il quale le persone odiano (sembra non solo in senso cinematografico!) Uwe Boll. Insomma, se un giorno avrete voglia di darvi una risposta alla domanda: “Ma perché dicono che Uwe Boll sia così incapace?”, guardate “House of the Dead” e lo scoprirete.

 

VOTO:

 

 

 

 

VALUTAZIONE DETTAGLIATA

 

 

- TRAMA

 

 

 

- REGIA

 

 

 

- ATTORI

 

 

 

- EFFETTI SPECIALI

 

 

 

GOOMBEO

 

 
 

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