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TITOLO ORIGINALE: "JOHN CARPENTER'S CIGARETTE BURNS"
Paese: U.S.A., 2005
Regista: John Carpenter
Interpreti: Udo Kier, Norman Reedus,
Chris Gauthier, Zara Taylor
TRAMA
Kirby è un cinefilo nonché proprietario di un cinema, sull'orlo
del fallimento, dedicato a vecchi film di genere. Il magnate Bellinger,
collezionista di film rari, gli proporrà di cercare per suo conto “La fin
absolue du monde”, pellicola maledetta e creduta distrutta...
RECENSIONE
Seppur nei limiti del minutaggio televisivo, John Carpenter col
suo “Cigarette Burns”, riesce a regalarci un'opera veramente introspettiva,
ricca di significato, ed a modo suo incredibilmente terrificante. Intanto, come
spesso accade, il titolo italiano è quanto di più stupido si potesse trovare:
“Cigarette Burns” (letteralmente “bruciature di sigaretta”) è infatti riferito a
quelle particolari “macchie”
nere presenti nelle vecchie pellicole
cinematografiche. “Incubo mortale” è un titolo che non c'entra niente col film.
Ma passiamoci su. Perché quindi un titolo che si riferisce a quella
particolarità delle vecchie pellicole? Perché la storia parla proprio di quelle: Kirby (Norman Reedus) è infatti sulle tracce di un film che sembra sparito nel
nulla, “La fin absolue du monde”, di un regista poi misteriosamente scomparso.
Carpenter inizia con una “super-citazione” di Dario Argento: al
cinema dedicato di Kirby, infatti, viene proiettato “Profondo rosso”, ed il
collega del protagonista sta pulendo la pellicola dalle bruciature di sigaretta.
Poi arriva l'incarico della ricerca da parte di un ricco collezionista:
Bellinger, interpretato addirittura da Udo Kier. La trama è molto semplice,
ma
il film ha un significato veramente profondo. Perché Kirby troverà la copia del
film, che non è andata quindi mai distrutta, la porterà a Bellinger e, suo
malgrado, vedrà la pellicola. Che altro non è che un particolare snuff movie.
In “La fin absolue du monde”, infatti, viene torturato (ma non
ucciso) un angelo. La pellicola, a detta di tutti i vari personaggi del film, ha
un potere eccezionale; e la riflessione di Carpenter è proprio questa. Il potere
del cinema, delle immagini “sparate direttamente nel cervello” di chi sta
guardando, capaci di smuovere l'”io” di ognuno. “La fin absolue du monde” smuove
il lato oscuro: chiunque lo vede affronterà il suo lato oscuro, per questo anche
solo avvicinarsi alla pellicola è dannoso. Così il magnate Bellinger, reo
confesso di aver ucciso persone per arrivare ad essere ricco, alla fine, dopo la
visione del particolare film, metterà le proprie viscere nei rulli del
proiettore per vedere “il suo proprio film”. Kirby rivedrà Annie, la sua amata,
suicida per motivi di droga nei quali lo stesso Kirby la trascinò. Insomma,
ognuno avrà una fine diversa dopo la visione de “La fin absolue du monde”, la
fine che dipende dal nero che ogni persona ha dentro e che mai ha avuto il
coraggio di affrontare.
Incredibile come Carpenter sia riuscito solo a pensare una cosa
del genere. Il miglior episodio della serie “Masters of horror”, senza dubbio.
VOTO:

VALUTAZIONE DETTAGLIATA
- TRAMA

- REGIA

- ATTORI
- EFFETTI SPECIALI

GOOMBEO
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