L'INSAZIABILE

 

 

L'Insaziabile di Antonia Bird

 

TITOLO ORIGINALE: "RAVENOUS"

 

Paese: U.S.A./Gran Bretagna, 1999

 

Regista: Antonia Bird

 

Interpreti:  Guy Pearce, Robert Carlyle,

John Spencer, Jeffrey Jones, Stephen Spinella,

David Arquette, Jeremy Davies
 

 

TRAMA

 

Durante la guerra civile tra Stati Uniti e Messico del 1847 il giovane capitano John Boyd si distingue per essere penetrato nel campo nemico con l'astuzia e per averlo occupato. In realtà dietro l'astuzia c'è stata la fortuna, seguita ad un gesto di codardia e questo lo sa bene il suo comandante che, dopo la cerimonia tenutasi in suo onore, lo spedisce in un fortino isolato tra i boschi della Sierra Nevada, in California.

Qui la vita è di una monotonia disarmante...fino a quando, un giorno, arriva un uomo, Colquhoun il suo nome, che dice di essere in giro tra quei boschi da tre mesi e racconta una terribile storia, la sua e degli altri cinque compagni di viaggio, rimasti intrappolati nelle montagne e costretti al cannibalismo...

 

RECENSIONE

 

"L'insaziabile" è stata sicuramente un bella sorpresa, ho cercato di vederlo in uno dei frequenti passaggi in tv ma me lo sono sempre perso e solo ora me lo sono potuto gustare con calma.

La prima cosa che colpisce è l'ambientazione storica: siamo negli Stati Uniti del 1847, durante la guerra civile, un periodo molto sfruttato dal cinema western ma quasi inedito per l'horror (il più recente "La casa maledetta" è ambientato in questi anni...), tanto che la prima parte del film ha davvero poco dei film dell'orrore, se non qualche breve flashback sanguinolento (che tornerà utile per capire la psicologia del personaggio alla fine!) e molto di più del film storico.

Si nota da subito la cura delle scenografie, il fortino isolato tra le montagne è realizzato ottimamente, e dei costumi.

 

I toni cambiano bruscamente quando entra in scena l'uomo sopravvissuto all'inverno: si presenta come "servo del signore", sembra disorientato, confuso, eppure c'è in lui qualcosa di sbagliato e che non tarderà a manifestarsi. Infatti, quando alcuni uomini del forte, compreso il capitano Boyd decidono di mettersi in marcia per andare a salvare una donna della compagnia di Colquhoun, rimasta in una grotta insieme ad un altro superstite e per questo in grave pericolo di essere...mangiata...comincierà l'azione ed emergerà la vera natura dell'uomo.

 

La parte migliore inizia da qui, perchè dopo un avventuroso (e tragico) inseguimento tra i boschi (contrastato dalla colonna sonora, una ballata folk molto allegra!) Colquhoun si ripresenta al forte sotto le mentite spoglie di un capitano per poter attuare un piano tanto diabolico quanto lucido e ragionato, magari con la complicità dello stesso Boyd.

Sicuramente buona parte del merito va agli attori, a loro agio nelle parti, e il resto a chi ha scritto i dialoghi, sta di fatto che nella mezz'ora finale assistiamo ad un manifesto del genere cannibal movie, profondamente diverso però da quanto si era visto ad esempio nei film nostrani degli anni '80, dove i cannibali erano per lo più dei selvaggi.

Qui il cannibale è un uomo comune, anzi, gravemente malato, che trova nel cannibalismo una fonte di salvezza, proprio come racconta l'antica leggenda indiana del Wendigo (citata nel film più volte), un essere che cibandosi della carne di altri uomini ne acquisiva la forza e le virtù; inoltre, nel film il cannibalismo è addirittura contagioso, proprio perchè fa leva sul recupero fisico e psicologico anche dopo gravi traumi.

Lo stesso Boyd si vedrà costretto a cibarsi di carne umana per sfuggire ad atroci sofferenze e a una morte lenta.

 

Pur trattando tematiche così forti e che si presterebbero a bagni di sangue, la regista ha optato per uno stile abbastanza sobrio e senza esagerazioni: la violenza è più che altro psicologica, anche se non mancano scene piuttosto forti, con corpi variamente mutilati o feriti o scheletri e ossa abbandonate.

Il film qui da noi è stato etichettato dalla censura come "Film per tutti" ma non l'ho trovato così tanto leggero...per intenderci, non lo farei mai vedere a un bambino.

 

Insomma, "L'insaziabile" è un film che merita la vostra attenzione. Propone temi e situazioni già trattate in altri film ma lo fa molto bene e soprattutto riesce ad essere originale per la location e l'ambientazione storica.

Peccato che la regista non si sia più cimentata nella realizzazione di film horror perchè ha dimostrato di avere stile e, non essendo cresciuta solo con film di questo genere, di saper mescolare più generi diversi con buoni risultati.

 

VOTO:

 

 

 

 

VALUTAZIONE DETTAGLIATA

 

 

- TRAMA

 

 

 

- REGIA

 

 

 

- ATTORI

 

 

 

- EFFETTI SPECIALI

 

 

 

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