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TITOLI PER L'ESTERO: "LISA AND THE DEVIL", "THE DEVIL IN THE HOUSE
OF EXORCISM"
Paese: Italia, Spagna, Germania, 1972
Regista: Mario Bava
Interpreti: Elke Sommer, Telly Savalas,
Alida Valli, Sylva Koscina, Eduardo Fajardo,
Alessio Orano, Gabriele Tinti, Espartaco
Santoni,
Kathy Leone
TRAMA
Lisa è una turista in gita a Toledo. Durante una visita guidata
viene colpita da un dipinto raffigurante un diavolo molto umanizzato che
trasporta le anime. Dopo questo episodio inizia per lei un viaggio nell'ignoto:
prima si perde per le strade della città e incontra uno strano personaggio
identico al diavolo del dipinto, poi chiede un passaggio in macchina, la quale
però si ferma vicino ad una villa enorme che nasconde più di un mistero...
RECENSIONE
Se dovessi portare un esempio per far capire quant'era grande
Mario Bava e quanto poco fu considerato ai suoi tempi sicuramente citerei questo
film.
Dopo aver girato "Gli orrori del castello di Norimberga", che si
può considerare l'ultimo vero gotico italiano di quegli anni, Bava si dedicò
alla realizzazione di questo film, prodotto da Alfred Leone, che partecipò anche
alla stesura della sceneggiatura, per cui aveva assoluta carta bianca. Il
risultato fu eccellente, a mio avviso uno dei migliori e, chiaramente, più
personali film del regista di origini liguri ma all'epoca non suscitò grandi
entusiasmi: presentato nel 1972 al festival di Cannes fu accolto tiepidamente,
come pure tiepido fu il riscontro nelle sale
cinematografiche, probabilmente
perchè quest'Opera non fu capita appieno, carica com'è di simbolismi e
raffinatezze di tecnica registica.
L'anno successivo uscì nelle sale "L'esorcista" di Friedkin, il
cui enorme successo commerciale spinse i vari produttori ad investire sul genere
e anche in Italia uscirono alcuni film che trattavano le stesse tematiche; Leone
pensò, così, di sfruttare il momento d'oro e fece aggiungere a Bava alcune scene
e un personaggio (il prete) al film del 1972, che fu rimesso in circolazione col
nuovo titolo "La casa dell'esorcismo". Purtroppo, però, questa versione ha poco
a che vedere con l'eleganza e la bellezza della prima.
Ma parliamo un po'del film vero e proprio.
Dopo un inizio nella solare Toledo, l'azione si sposta in una
splendida e misteriosa villa, abitata da tre personaggi ambigui, ognuno a modo
suo. Se prima c'erano dei riferimenti spaziali e temporali, ora lo spazio tempo
si confonde e si mescola, in un'atmosfera onirica che, specialmente all'inizio
disorienta lo spettatore, il quale solo alla fine potrà farsi un'idea più
precisa su quello che è accaduto, sta accadendo e, probabilmente, accadrà.
E'proprio in questa lunga fase centrale che Bava dà il meglio di
sè, riprendendo quelle atmosfere gotiche a lui tanto care e creando personaggi e
situazioni che resteranno tra le sue creazioni migliori. La villa gotica e
misteriosa non è certo originale è filmata con una tale maestria ed una tale
attenzione ai particolari che la rendono unica.
Il tempo, qui, cessa di esistere e lo si può anche capire da un
primo piano su un ogologio da muro senza lancette. In questa realtà/non realtà
si muovono le anime di alcuni personaggi, tutti colpevoli di qualcosa legato al
mondo dell'amore, della passione e del tradimento, per cui pagheranno le loro
colpe, traghettati dal diabolico maggiordomo della casa, interpretato da un
grande Telly Savalas.
Bella interpretazione anche per Alida Valli che di lì a pochi anni
ricoprirà il suo ruolo più famoso tra i fan dell'horror, quello della direttice
dell'Accademia di danza di Friburgo, Miss Tanner.
L'unica che non ha colpe se non quella di assomigliare come una
goccia d'acqua ad Elena, la donna alla base delle disgrazie della casa, è Lisa,
interpretata da Elke Sommer ma che, forse, non ci è dato sapere non è altro che
Elena stessa o una sua reincarnazione.
Il tema del doppio era alla base dello splendido "La maschera del
demonio"(1960), in più questa volta troviamo
anche il tema della necrofilia, che
negli anni successivi sarà ripreso in questi termini sia da Joe d'Amato in "Buio
Omega" (1979), sia dal figli Lamberto in "Macabro" (1980).
Potrei stare qui diverso tempo a descrivervi le raffinate scelte
stilistiche che costellano il film ma perderei solo del tempo e non renderei
giustizia all'occhio minuzioso di Bava, per cui non vi resta che vedervi il film
per capire; a maggior ragione dispiace vedere come, nella versione del 1975,
siano state aggiunte scene e dialoghi piuttosto "volgari", quando qui non c'è
nulla ma proprio nulla di gratuito e volgare.
Il film in questione è stato ripresentato per la prima volta con
il doppiaggio originale solo nel 2004, attualmente si dovrebbe trovare
abbastanza facilmente la versione in DVD contenente entrambi i film, questo e
"La casa dell'esorcismo". Il mio consiglio è di vederlo assolutamente, questo è
uno dei tanti film dimenticati per cui all'estero ci invidiano uno come Mario
Bava.
VOTO:
VALUTAZIONE DETTAGLIATA
- TRAMA

- REGIA

- ATTORI

- EFFETTI SPECIALI

+JackSkeletron+
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