LA MORTE ACCAREZZA A MEZZANOTTE

 

 

La morte accarezza a mezzanotte

 

 

Paese: Italia, 1972

 

Regista: Luciano Ercoli

 

Interpreti: Susan Scott, Simon Andreu, 
Ivano Staccioli

 

 

TRAMA

 

Una modella (Susan Scott) si presta per denaro ad assumere della droga con al suo fianco un giornalista di Novella 2000, suo amante, e un finto dottore, pronti a registrare le reazioni della ragazza. Incredibilmente ella vede la scena di un omicidio e la cosa viene pubblicata sul giornale. L’assassino, sentendosi in pericolo cerca in tutti i modi di eliminare la ragazza, che intanto cerca di fare luce su quella misteriosa vicenda…

 

 

RECENSIONE

 

 

“La morte accarezza a mezzanotte” è il terzo film di Luciano Ercoli, dopo “Le foto proibite di una signora per bene” e “La morte cammina coi tacchi alti” e si inserisce nel filone del giallo/thriller all’italiana con solo qualche riserva.

Il film parte abbastanza bene da uno spunto un po’ bizzarro e poco realistico ma comunque interessante, ovvero la possibilità di ricordare, sotto l’effetto di una droga, un episodio avvenuto mesi prima (più difficile spiegare come la ragazza possa aver ricordato qualcosa che non aveva mai visto!); non mancano poi un assassino con occhiali e vestito nero, che però viene svelato subito, andando a modificare uno dei canoni fissi del genere, che vorrebbe il film tutto teso a scoprire il colpevole e un omicidio con un arma particolare.

Nella prima mezz’ora, inoltre il regista presenta abbastanza bene i personaggi e l’ambiente dove si svolge la storia, Milano, ben definita con abbondanti riferimenti a vie, piazze e monumenti celebri e si respira a pieno l’aria del cinema anni ’70.

 

Poi, purtroppo, il meccanismo si inceppa: la sceneggiatura comincia a traballare, con falle troppo evidenti, come il viaggio da Milano centro al lago di Como che dura solo una decina di minuti, i dialoghi si fanno abbastanza risibili, entrano in scena alcuni personaggi talmente stereotipati da far sorridere (il commissario con accento meridionale e quello toscano, l’omosessuale simpatico e tanti altri) e la storia diventa abbastanza confusionaria.

La pista del passato che nasconde dei segreti, anche se non certo originale, poteva essere sfruttata meglio e più ci si avvicina alla fine più il film tende a uscire dai binari del giallo per entrare in quelli del crime/poliziesco, fino ad arrivare alla soluzione finale che conferma in pieno questa tendenza, cerca di piazzare il colpo di scena ad effetto (che risulta però prevedibile per chi è avvezzo a questo genere di film) e ci lascia con una bella rissa che mi ha strappato più di un sorriso.

 

Peccato, perché le premesse di fare qualcosa di intrigante c’erano tutte, il regista è abbastanza bravo ma alla fine il film non va oltre la mediocrità; resta la bella atmosfera e gli ambienti settantiani. Da vedere più per cultura personale che per effettivi meriti.

 

 

VOTO:

 

 

 

 

VALUTAZIONE DETTAGLIATA

 

 

- TRAMA

 

 

 

- REGIA

 

 

 

- ATTORI

 

 

 

- EFFETTI SPECIALI

 

 

 

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