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TITOLO ORIGINALE: "DEAD OF NIGHT" o "DEATHDREAM"
Paese: U.S.A., 1972
Regista: Bob Clark
Interpreti: : John Marley, Lynn Carlin,
Henderson Forsythe, Richard Backus,
Anya Ormsby, Jane Daly
TRAMA
Il soldato Andy muore durante un combattimento nella guerra del
Vietnam. La madre prega affinchè suo figlio torni a casa sano e salvo e,
incredibilmente, i suoi desideri vengono avverati; un giorno, arriva a casa una
lettera che annuncia la morte di Andy in battaglia ma, passata la disperazione
iniziale, si pensa all'errore, perchè Andy, una notte ritorna, illeso. Il
ragazzo, però, mostra subito di avere qualche problema, non parla, non mangia e
un giorno arriva ad uccidere il cagnolino di famiglia solo perchè lo
infastidiva. Intanto al telegiornale passa la notizia dell'omicidio di un
camionista che, pare, avesse dato un passaggio ad un soldato...
RECENSIONE
Classico del cinema sugli Zombi anni '70, questo film rappresenta
il primo lungometraggio di un certo impegno per Bob Clark, dopo "Children
shouldn't play with dead things" (in Italia "L'assedio dei morti viventi"),
nonchè opera prima per Tom Savini, curatore degli effetti speciali, divenuto
celebre per il make up dei film di Romero.
Anche a distanza di anni, il film risulta sempre attuale: il tema
portante, infatti, è la guerra, o meglio, le conseguenze a cui può portare, Andy
è il prodotto stesso di questo orrore e, una volta tornato sfogherà la sua
rabbia su chiunque, anche persone innocenti che non avevano avuto parte
nell'arruolamento. Sicuramente quando uscì fu una vera bomba: le ferite della
guerra in Vietnam erano ancora fresche e un film così "cattivo", critico e "politically
incorrect" verso il concetto stesso di guerra dovette suonare come qualcosa di
rivoluzionario. A ben pensarci, questo fu il primo film di zombi che metteva
chiaramente in luce aspetti negativi della società, in particolare la guerra e
il mondo dei militari; prima di allora solo "La notte dei morti viventi"
sfiorava questo argomento ma non così direttamente e solo nel finale mentre dopo
non mancano esempi forti, dai vari "Zombi" (degrado della società consumistica),
"Il giorno dei morti viventi" (critica al militarismo americano), all'italiano
"Non si deve profanare il sonno dei morti" (critica allo sfruttamento
indiscriminato della natura).
Il film viaggia sempre a ritmi lenti, più da dramma che da horror:
nella prima parte, quando assistiamo al ritorno di Andy, addirittura l'orrore è
solo suggerito, in quanto solo lo spettatore sa che il protagonista è un morto
vivente, mentre nel film appare come un ragazzo dalle fattezze normali,
solamente scosso dall'esperienza della guerra. Molto belle sono le scene
ambientate all'interno della casa, col nucleo familiare che vive in maniera
diversa il silenzio di Andy: la madre lo difende a spada tratta, il padre,
invece è più duro nei suoi confronti, la sorella prova per lui un sincero
affetto; fin qui, ripeto, non niente di così diverso dalla normalità.
La seconda parte vede il corpo di Andy collassare lentamente e per
questo è spinto ad uccidere per prendere il sangue delle sue vittime o per
semplice ira (la sua ragazza, sinceramente innamorata di lui, fa una brutta fine
ingiustificata, ad esempio...). Il finale, drammatico (leggi sotto) vale da solo
il prezzo del biglietto!
Senza soffermarmi troppo, un paio di note tecniche sul film: il
regista ha uno stile molto asciutto e realista, non ci sono scene
particolarmente virtuose, l'attenzione è tutta per i vari personaggi e per la
storia; gli effetti speciali, non molti a dire il vero, sono ben fatti e il
make-up di Andy è molto funzionale. Gli attori danno tutti una buona prova, da
un Richard Backus (Andy), inquietante, con un volto molto espressivo che dà
sempre l'idea di nascondere qualcosa, a John Marley (il padre), bravo nel
rendere l'amore per un figlio unito allo sconforto per averlo perso rispetto a
com'era prima.
In conclusione, questo è il classico film che non può essere
considerato un capolavoro assoluto, siamo sempre dalle parti del cinema di serie
b ma sicuramente è un cult-movie che ogni appassionato dovrebbe vedere, anche
perchè introduce temi e un personaggio come quello di Andy originali che
verranno ripresi negli anni futuri.
Breve approfondimento: il personaggio di Andy
Andy è, ne più ne meno, uno zombi. Ma non è il classico zombi
della tradizione, tornato in vita grazie a riti vodoo e neanche lo zombi
Romeriano, ritornato a causa di radiazioni o altri motivi imputabili all'uomo,ma
semplicemente per il desiderio di una madre (sentiamo una voce fuori campo,
quella della madre, appunto, che lo chiama proprio mentre sta morendo in
Vietnam). Non è contagioso e, cosa rara, non ha le sembianze di uno zombi se non
alla fine: insomma, è il simbolo un uomo normale che ha visto troppi orrori e il
cui cuore "ha cessato di battere".
Un altro carattere che lo differenzia da tutti gli altri zombi
creati dal cinema è che è cosciente della sua condizione: se all'inizio si
possono avere dei dubbi, col proseguimento del film questi ultimi cadono, sa di
essere una vittima ma anche di essere stato condannato ad una non-vita orribile,
costretto ad uccidere per sopravvivere; non ha una vera e propria missione, se
non farla pagare a chi l'ha reso così e, trattandosi di un nemico inarrivabile
(la società?i vertici militari?) si sfoga su degli innocenti.
Il finale è quanto di più bello si può vedere in un film del
genere: ormai marcescente si fa portare dalla madre al cimitero e si dirige
verso la fossa che si era precedentemente scavato con tanto di lapide col suo
nome (che l'aveva scritto appena tornato, un particolare in più per far capire
che era cosciente della sua condizione) e cerca di buttarsi la terra addosso; la
madre, disperata, lo aiuta in questo ultimo, desiderato, gesto che ricorda per
intensità una delle ultime scene del film "La mosca" di Cronenberg, quando lo
scienziato ormai irriconoscibile punta su di sè il fucile tenuto in mano dalla
sua donna per mettere fine alla sofferenza.
Nota sull'edizione in Dvd
Il film, edito dalla Gargoyle Video, è stato restaurato e presenta
delle immagini nitide e un audio buono, con alcune scene in lingua madre
sottotitolate causa l'impossibilità di reperire le parti mancanti in italiano, a
conferma del valore di questa storica casa di produzione.
Come extra c'è un bello speciale di 19 minuti "Il crepuscolo dei
morti viventi" con interviste a vari registi e critici cinematografici che
parlano del film nel contesto dei film sugli zombi.
VOTO:

VALUTAZIONE DETTAGLIATA
- TRAMA

- REGIA

- ATTORI
- EFFETTI SPECIALI
+JackSkeletron+
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