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TITOLO ALTERNATIVO: "The Living Dead at Manchester Morgue"
Paese: Italia/Spagna, 1974
Regista: Jorge Grau
Interpreti: Ray Lovelock, Cristina Galbo,
Arthur Kennedy, Aldo Massasso
TRAMA
Manchester, Regno Unito. Il tasso d'inquinamento atmosferico ha
raggiunto livelli inquietanti. In città la gente vive soffocata dai miasmi degli
scarichi automobilistici e delle industrie. George è un antiquario che tutti i
weekend preferisce rifugiarsi a Windermeere, un angolo di campagna ancora non
contaminato dallo smog. Lungo la strada conosce in circostanze rocambolesche
l'avvenente Edna. Durante una sosta, George nota degli scienziati che lavorano
in un campo con delle strane apparecchiature. Si tratta di un progetto
sperimentale patrocinato dal Ministero dell'Agricoltura per debellare insetti e
batteri con le radiazioni ultrasoniche. Nel frattempo, Edna viene aggredita da
un individuo dall'andatura barcollante e con gli occhi sbarrati. L'orrore sta
per iniziare…
RECENSIONE
Girato nel 1974 da un regista bravo e sconosciuto, “Non si deve
profanare il sonno dei morti” è uno dei più inquietanti e ben realizzati
zombie-movie in circolazione.
Ambientazione: la campagna inglese, tetra e lugubre, è il luogo
ideale dove girare una storia di misteri e di morte; l’orrore provocato dalla
presenza di uno zombie con gli occhi spalancanti è sicuramente amplificato dal
grigio cielo e dai colori spenti che caratterizzano questa pellicola.
Così come i luoghi dove si svolgono le scene più belle del film:
la cripta di un piccolo cimitero, un ospedale di provincia non in grado di
affrontare quello che sta succedendo, una casa sperduta nel bosco. Luoghi tanto
semplici quanto azzeccati.
Attori: George (Ray Lovelock) è uno dei personaggi più carismatici
che la storia dell’horror abbia mai conosciuto: intraprendente, attivo, ribelle
all’ottuso commissario di polizia (Arthur Kennedy); Edna (Cristina Galbo) è
dolce e bella, adatta al suo ruolo. Entrambi gli attori non sono mai incoerenti,
e se si passa sopra a certe banalità dovute all’anno di uscita del film nei
dialoghi e nella sceneggiatura in generale (non molti per la verità), si rimane
veramente molto soddisfatti.
Gli zombie sono della miglior fattura: non sono come quelli di
Fulci ne come quelli di Romero, sono veramente dei morti che camminano, con i
loro occhi inespressivi, i loro terribili lamenti, e truccati veramente bene.
Zombie di serie A!
Regia: assolutamente ben tenuta, in questo film ci sono almeno un
paio di scene che rimangono nell’antologia dell’horror. Questo accade perché il
regista riesce, e in pochi ce la fanno, a trovare il perfetto accordo fra lo
splatter e la paura; in questo modo il primo non scende mai nel ridicolo
involontario, nel grottesco, o nello stupido; e la seconda non manca mai,
raggiungendo livelli veramente alti.
Questo film racchiude in se anche un messaggio: nfatti la sequenza iniziale
soprattutto, e poi la conclusione e la ragione per cui gli zombie rinascono
dalla morte, sono una chiara accusa all’inquinamento. In questa pellicola gli
zombie non sono frutto di strani riti di magia nera o voodoo, ma semplicemente
un disastro causato dall’opera di violenza dell’uomo sull’ambiente. Anche la
conclusione, assolutamente imprevedibile, lascerà intendere il chiaro messaggio
che l’uomo è incapace di rendersi conto dei disastri che sta causando
distruggendo la natura; una cosa su cui riflettere e al centro dell’attenzione
ancora oggi.
In conclusione “Non si deve profanare il sonno dei morti” è un gran bel film,
ricco di suspance e di splatter ben realizzato, mai noioso o ridicolo, e
recitato bene. Inoltre, come anche “Zombie: Dawn of the dead” (1978) di Romero,
non è un horror fine a se stesso, ma vuol far riflettere su alcune tematiche che
non sono (e mai lo saranno) da trascurare. Non una trovata commerciale (o almeno
non del tutto), un film da vedere per tutti gli appassionati (e non) dell’horror
e degli zombie-movie. Bello.
Nota. Il film ha vinto numerosi premi al Festival di Sitges nel 1974 (Migliore
attrice per Cristina Galbo, Migliori effetti speciali, ed un premio a Jorge Grau,
il regista). Una ulteriore dimostrazione di quanto sia riuscito!
VOTO:

VALUTAZIONE DETTAGLIATA
- TRAMA

- REGIA

- ATTORI

- EFFETTI SPECIALI
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