GLI ORRORI DEL CASTELLO DI NORIMBERGA

 

 

Gli orrori del castello di Norimberga di Mario Bava

 

TITOLI PER L'ESTERO: "BARON BLOOD",

 "CHAMBER OF TORTURES", "THE TORTURE CHAMBER OF BARON BLOOD"

 

Paese: Italia, 1972

 

Regista: Mario Bava

 

Interpreti: Joseph Cotten, Elke Sommer,

Massimo Girotti, Rada Rassimov, Antonio Cantafora

Umberto Raho, Luciano Pigozzi, Nicoletta Elmi

 

 

TRAMA

 

Peter von Kleist è un giovane che si reca in Austria da suo zio per conoscere più approfonditamente la storia di un suo antenato, il cosiddetto Barone Sanguinario. Portato al castello fa conoscenza con Eva Arnold, una studentessa di architettura che sta preparando la tesi di laurea proprio sul castello e, con lei, fatta amicizia, decide di provare a richiamare lo spirito del Barone leggendo un formula magica scritta da una strega due secoli prima. E succede qualcosa...

 

RECENSIONE

 

"Gli orrori del castello di Norimberga" è il film che chiude virtualmente, insieme a "Lisa e il diavolo", sempre di Bava, la grande stagione del gotico italiano, iniziata 15 anni prima con "I vampiri" di Riccardo Freda.

Mario Bava ha sempre amato "giocare" col suo pubblico, evitando di prendersi troppo sul serio (esemplare in questo senso la sequenza che chiude "I tre volti della paura") e in questo film non si smentisce, mettendo in scena, per almeno una buona metà, un gioco, con conseguenze difficilmente controllabili.

All'inizio, infatti, il motore della successiva azione, è un "divertissement" che i due protagonisti decidono di mettere in atto, così per prova, ovvero recitare una formula magica scritta da una strega due secoli prima, in grado di riportare in vita il Barone Sanguinario Otto von Kleist: Bava sembra divertirsi ad omaggiare il genere, le trame ed i personaggi che lo hanno reso famoso dieci anni prima e che, evidentemente, già all'epoca apparivano un po'superati.

Una novità per il genere è rappresentata dal fatto che l'assassino/morto vivente, in questo caso agisce anche alla luce del sole.

Col passare dei minuti la storia si dipana e, con l'ingresso del ricco invalido che compra il castello ad un asta, si può facilmente intuire come andrà a finire.

Tuttavia è questa la parte che ho trovato più interessante perchè, messa un attimo da parte l'ironia che aveva caratterizzato le prime batture, Bava torna ad insistere con l'orrore gotico puro e ci regala alcuni ottimi momenti, come un uccisione con la vergine di Norimberga (il trucco dell'attore dopo che ha subito la tortura ricorda tantissimo quello di Barbara Steele nei panni della strega Asa in "La maschera del demonio") o un'evocazione della strega che aveva scritto la formula magica, davvero ben riuscita!

 

Gli interpreti principali se la cavano discretamente, Elke Sommer è una studentessa di architettura che si trova invischiata nella vicenda insieme ad Antonio Cantafora, nei panni del giovane Peter von Kleist; l'urlo della Sommer è stato immortalato nel bel manifesto del film che, insieme a quello di "Lisa e il diavolo", concorrono a fare di lei una delle tante scream-queen del nostro cinema di quegli anni.

Da segnalare la presenza della bambina-prodigio Nicoletta Elmi ("Profondo rosso", "Il medaglione insanguinato" e altri...), sempre ambigua e inquietante, qui nei panni di una bimba, reincarnazione dello spirito di una strega.

Come tutti i film di Mario Bava, anche questo andrebbe visto e conosciuto da ogni appassionato di genere. Tuttavia non credo sia il migliore per iniziare perchè, pur avendo quasi tutte le caratteristiche dei film gotici è un film piuttosto tardivo, che risente di alcuni cambiamenti e alcune contaminazioni frutto del passare degli anni. In più, lo stesso Bava omaggia se stesso in più di una occasione, quindi il mio consiglio è quello di vedere prima altre cose, dello stesso genere e dello stesso regista e poi, lanciarsi nella visione di questo.

 

VOTO: 7

 

 

+JackSkeletron+

 

 
 

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