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TITOLI PER L'ESTERO: "CITY OF THE LIVING DEAD, FEAR IN THE CITY OF
THE LIVING DEAD, GATES OF HELL"
Paese: Italia, 1980
Regista: Lucio Fulci
Interpreti: Catriona MacColl,
Giovanni Lombardo Radice,
Christopher George,
Michele Soavi
TRAMA
Padre Thomas (Fabrizio Jovine) vaga nel cimitero. All'improvviso
si impicca su un grosso albero. Nello stesso istante, a New York, la medium Mary
Woodhouse (Catriona MacColl) vede la scena durante una seduta spiritica.
Sconvolta, Mary sviene. Le altre persone presenti alla seduta, tra i quali
l'occultista Theresa (Adelaide Aste), ne constatano la morte improvvisa. Sul
luogo giunge un commissario della polizia (Robert Sampson), convinto che Mary
sia deceduta per un'overdose. All'improvviso nella stanza si leva una fiammata
che lascia tutti stupiti. Sullo strano avvenimento tenta di indagare anche il
giornalista Peter Bell (Christopher George), senza pero' poter entrare nella
casa di Mary, piantonata dalla polizia. Il giorno seguente, Peter si reca al
cimitero. La bara di Mary è già pronta per essere seppellita…ma Mary non era
morta. Inizierà quindi la lotta dei due contro il terribile Padre Thomas e la
sua orda di zombie…
RECENSIONE
Lucio Fulci ci regala con “Paura nella città dei morti viventi”
uno dei suoi migliori film, paragonabili con gli altri due della cosi detta
“Trilogia della Morte”: “E tu vivrai nel terrore…l’Aldilà!” (1981), e “Quella
villa accanto al cimitero” (1981).
In questo film c’è IL Fulci per eccellenza: quello visionario,
quello cupo, arrabbiato, violento, ed in piena attività creativa; quello,
insomma, della trilogia con la bravissima Catriona MacColl.

Il male scaturisce da un prete suicida, cosa che verrà ripresa da
molti nel mondo del cinema, e che sottolinea uno dei tratti fondanti della
filosofia di Fulci, che appare, ad esempio, anche in “Non si sevizia un
paperino” (1972).
Ci sono diverse scene memorabili che hanno reso questo film un
vero e proprio cult: da Peter che spacca col piccone la bara di Mary rischiando
di ucciderla, alla ragazza che vomita le sue interiora, allo stesso suicidio di
Padre Thomas. Tutto mozzafiato, tutto fatto secondo l’arte e l’originalità del
miglior Fulci.
Sotto il punto di vista tecnico ci sono parecchie cose da dire, prima fra tutte
la realizzazione degli zombie. Affidati a Gino De Rossi essi assomigliano a
quelli già visti in “Zombi 2” (1979): deturpati, senza più tratti umani.

Gli zombie sono il cardine del film: appaiano dal nulla, non sono
i canonici zombie ma delle specie di spettri, di mostri incredibilmente
sanguinari che sconvolgeranno la vita di Dunwich. L’ambientazione (scenografia
ad opera di Antonello Geleng) è il secondo pezzo forte della pellicola: con
nebbia ed ambienti cupi ricostruiti in studio (Dunwich è in realtà un posto
abbastanza solare), la cittadina che rievoca Lovecraft è perfetta per questa
storia, senza mai un raggio di sole a rovinare un delirante quanto pienamente in
forma Fulci con la sua macchina da presa.
Anche le catacombe che conducono al nascondiglio di Padre Thomas
sono state costruite dagli scenografi, e non deludono: sono claustrofobiche,
decadenti, e spaventevoli.

La colonna sonora è un misto di classici motivi
horror e di brani un po’ più ritmati: il pezzo portante rimane comunque un must
del genere horror, curato da Fabio Frizzi, che sottolinea perfettamente le fasi
più concitate del film.
C’è molto splatter: tolta la già citata scena della ragazza che
vomita le sue interiora, abbiamo anche una testa spappolata (quella di Michele
Soavi!), una trapanata, e l’intestino del cattivone che viene brutalmente
trafitto con dovizia di particolari visivi. Forse, comunque, la morte più
cruenta è quella della testa del povero “scemo del villaggio” Bob (Giovanni
Lombardo Radice) che viene trafitta da parte a parte con un trapano. Curioso è
che questa è l’unica uccisione non operata dai mostri, ma da un essere umano.
In conclusione questo film è un must. Fulci o lo si odia o lo si ama, e se lo si
ama (come fanno la maggioranza degli horror fan di tutto il mondo) “Paura nella
città dei morti viventi” è sicuramente uno dei suoi migliori film. Fantastico.
VOTO: 8
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