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Paese: U.S.A., 2006
Regista: Dario Argento
Interpreti: Link Baker, Melissa Gonzalez,
Meat Loaf, Emilio Salituro, John Saxon
TRAMA
Jake Feldman, conciatore e pellicciaio di discreta fama, ruba dei procioni
dal terreno di un'anziana signora per farne una pelliccia. Arrivato a casa si
accorge che quegli animali sono splendidi e che ne uscirà un capo unico; per
indossarlo pensa subito a Shana, una spogliarellista di cui si è follemente
innamorato. Il problema è che qui procioni erano sacri e non tarderanno a
portare avanti la loro vendetta...
RECENSIONE
Accolto da ovazioni e applausi scroscianti alla prima proiezione
italiana al festival di Torino2006, "Pelts", adattamento delle piece teatrale di
F. Paul Wilson, è il secondo episodio diretto da Dario Argento per la serie
ideata da Mick Garris "Masters of Horror", dopo "Jenifer" uscito l'anno prima.
Anche questa volta il regista romano ha scelto una storia originale che
non ha nulla a che vedere con il genere che l'ha reso celebre, il thriller con
risvolti paranormali, anche dal punto di vista dello stile di regia.
Fin dalle prime battute si capisce che Argento ha voluto
proseguire sulla scia del precedente "Jenifer", con uno stile decisamente
"americanizzato" insomma; nel primo quarto d'ora succede poco ma nei restanti 40 minuti
assistiamo ad un trionfo dello splatter più fantasioso ed esagerato, alla
maniera dei recenti successi di "Saw" e "Hostel" e più in generale alla nuova
ondata di film provenienti dagli Stati Uniti.
Niente atmosfere tese, niente assassini con le mani guantate,
quindi ma davvero tanto sangue: si va dal primo omicidio con una mazza da
baseball, ad un ragazzo che si chiude la testa in una trappola per procioni, ad
un suicidio molto "complesso" (non voglio svelare più di tanto!) per finire con
Meat Loaf completamente scotennato.
Se è questo che si cerca da un film horror non si può che rimanere
soddisfatti, tanto più che gli effetti speciali sono ben curati e Argento...beh,
è sempre Argento a filmarli!
Questo però è anche il limite del film: fondamentalmente non c'è
una vera e propria storia dietro, ci sono buchi nella sceneggiatura piuttosto
importanti (cosa sono questi procioni? che ruolo ha l'anziana signora che li
custodisce? Il breve dialogo con Feldman non chiarisce certo queste perplessità)
e, soprattutto, i personaggi sono poco più che semplici presenze, non venendo
per niente approfondito il loro carattere; certo, il tempo è tiranno e un'ora
non permette certo di dilungarsi troppo su questi aspetti, però anche
confrontandolo con un episodio della serie come "Cigarette burning"
di Carpenter
si capisce come in quest'ultimo ci siano dietro tante riflessioni e tante
metafore, condensate nello stesso minutaggio, che non si trovano in "Pelts".
Non si può certo considerare un esperimento fallito, il film
diverte e ci mostra un Argento abbastanza inusuale, però io continuo a preferire
la versione "italiana" del regista che, anche negli utlimi anni, ci ha
regalato dei film quantomeno interessanti; peccato che in Italia questo tipo di
operazioni, con totale libertà d'azione per i registi, non vengano più portate
aventi da anni, perchè a mio avviso si potrebbero ottenere ottimi risultati,
considerando anche il numero di giovani registi talentuosi pronti ad emergere!
VOTO: 6
+JackSkeletron+
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