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Paese: Italia, 1984
Regista: Dario Argento
Interpreti: Jennifer Connelly, Donald
Pleasence
Daria Nicolodi, Fiore Argento
TRAMA
Alpi svizzere. Una turista danese (Fiore Argento), intrattenendosi troppo a
ammirare il paesaggio rimane giù dal pulmino della sua comitiva e, cercando ospitalità in
una casa isolata poco distante, troverà una morte orribile per mano di un misterioso assassino.
Qualche mese dopo arriva la giovane americana Jennifer Corvino (Jennifer Connelly) per studiare
nel prestigioso college R.Wagner di Zurigo; la catena di delitti intanto continua e sembra
coinvolgere direttamente il collegio.
Jennifer, con l'aiuto di un entomologo (Donald Pleasence)
conosciuto per caso e la sua fida aiutante Inga (una scimmietta) riuscirà a scoprire chi sta dietro a questa macchina di morte.
RECENSIONE
“Phenomena” è, a mio avviso, l’ultimo grande capolavoro di Argento prima di intraprendere
un percorso fatto di opere non sempre riuscite, un film di poco inferiore a “Profondo Rosso” e molto
vicino a “Suspiria”; Dario Argento ha dichiarato più volte di essersi ispirato per i suoi film alle
atmosfere dei classici lungometraggi della Disney, ad esempio “Suspiria” si rifaceva un po’a “La bella
addormentata nel bosco”, e anche in questo caso l’atmosfera doveva richiamare un altro classico,
“Biancaneve e i sette nani”: “Phenomena” è una fiaba gotica, pesantemente truccata con toni splatter
ed elementi tipici thriller/horror.
Qui, infatti, ritroviamo diversi clichè tipici del cinema argentiano, come il serial killer spietato che
uccide nei modi più brutali le sue vittime, il protagonista/persona comune che si mette sulle sue tracce,
l’episodio traumatico successo nel passato etc…ma la cosa che veramente mi fa adorare questo film è l’atmosfera
che Argento ha saputo creare.
Come nelle fiabe, anche in “Phenomena” la natura ha un ruolo fondamentale e,
come nelle fiabe, ambiguo: i veri protagonisti del film sono i boschi, i fiumi, le vallate, che possono
fungere da riparo ma anche da trappole mortali, gli animali e gli insetti, che possono aiutare a risolvere
il mistero ma le loro capacità sono strettamente legate alla morte (la mosca “grande sarcofaga”
ad esempio, come spiega il professore-Donald Pleasence a Jennifer) e gli elementi naturali, come il Foen, il vento caldo che soffia
incessantemente e che fa impazzire le persone, a detta di una cattivisissima
direttrice-Daria Nicolodi.
In tutto il film si nota la cura maniacale con cui sono state abbinati paesaggi idilliaci a scene thrilling,
tanto che più si va avanti e più anche gli ampi spazi verdi mettono inquietudine nello spettatore: tante sarebbero
le scene da citare in questo senso ma le più significative sono sicuramente la prima (un classico dell’horror
italiano, ormai!) con la disorientata turista danese in cerca di aiuto in un delizioso chalet immerso nel verde
e la più tardiva scena in cui Jennifer, seguendo l’istinto della “grande sarcofaga”, si dirige proprio verso
quello chalet…bellissima e inquietante la ripresa da lontano della ragazza ridotta ad un puntino sul sentiero
che si snoda nella verde vallata!
Un altro punto forte del film è la perfetta accoppiata musiche/immagini: il tema portante è uno dei pezzi
più belli mai scritti dai Gobelin e si sposa a meraviglia con le immagini del bosco, mentre per le scene più
movimentate e violente entrano in scena gli Iron Maiden con “Flash of the blade”, i Motorhead con “Locomotive”
e gli Andi Sex Band.
Ho rivisto attentamente “Phenomena” di recente e ho notato un’altra cosa che lo rende un gran bel film, ovvero
il notevole numero di scene memorabili, curate nei particolari, “fatte e finite” mi verrebbe da dire, cioè che
ciascuna, anche presa singolarmente, ha una storia da raccontare, pur facendo parte di un disegno più generale;
negli ultimi film, purtroppo, l’occhio del regista è sembrato molto più “distratto” in questo senso.
“Phenomena”, poi, non è solo atmosfera ma è anche tanto splatter! Tra le scene degli omicidi e l’ultima mezz’ora,
un vero delirio di sangue, non ci si può certo lamentare per questo.
I difetti. Mi è capitato di leggere alcune critiche negative che parlavano di situazioni già viste, sequenze
splatter non sempre giustificate, dialoghi non brillanti…beh, in parte è vero, l’idea del college si era già
vista in “Suspiria”, i dialoghi sono ridotti all’osso etc.., ma a mio avviso sono difetti che si perdono nella
bellezza del film, considerando che, cosa rara nei film di Argento, anche gli attori svolgono un lavoro più
buono, dalla giovanissima Jennifer Connely, al navigato Donald Pleasence nei panni dell’entomologo fino all’
abituè Daria Nicolodi.
Vi sembrerà una recensione troppo entusiastica ma, davvero, dopo ripetute visioni, questo film continua ad
ipnotizzarmi, a catturarmi come pochi altri e alcune scene sono difficili da dimenticare! Straconsigliato!
VOTO: 9
+JackSkeletron+
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