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Paese: U.S.A.,1990
Regista: Stuart Gordon
Interpreti: Jeffrey Combs, Lance Henriksen,
Oliver Reed, Rona de Ricci
TRAMA
Spagna, 1492. L’Inquisizione è al suo massimo, processa e condanna un gran numero di donne accusate di stregoneria.
In questo clima di terrore, la giovane Maria, moglie di un panettiere,
viene catturata e accusata a sua volta per futili motivi.
Nell’oscurità del
castello dovrà difendersi dall’accusa ma anche dalle attenzioni pressanti dell’inquisitore.
La sua salvezza dipende dal marito, che dovrà affrontare la prova del “pozzo e il pendolo”…
RECENSIONE
Mi sono avvicinato a questo film di Stuart Gordon (“Re-animator”, “From beyond”)
con non pochi dubbi sul suo valore ma alla fine mi sono dovuto ricredere.
La storia,
liberamente tratta dall’omonimo racconto breve di Poe, ci offre la possibilità di calarci
nei meandri di un castello nella Spagna (in realtà le riprese sono state fatte in Italia e
il castello in questione è quello di Giove) di fine ‘400, che ospita i più alti membri
dell’Inquisizione intenti a processare con le più tremende torture e, quasi sempre, a
condannare le donne ritenute eretiche, le streghe.
L’ambientazione è la cosa più affascinante: la vicenda si svolge, infatti, per quasi tutta
la durata del film, all’interno del castello, nelle sue cantine, nelle sue prigioni e nelle
sale della tortura; solo alla fine i protagonisti rivedono la luce del sole, simbolo evidente
della cessazione dell’agonia.
Tutti questi luoghi sono stati ricostruiti molto bene, con abbondanza di particolari talvolta
macabri ma molto realistici; fa impressione pensare che certe cose succedevano veramente, che
venivano davvero perpetrate atroci e “fantasiose” torture per estorcere delle confessioni ridicole.
Per buona parte del film, a conti fatti, l’orrore risiede tutto qui, le scene di tortura sono
abbastanza forti, l’atmosfera è macabra, come pure è disturbante il fanatismo religioso mostrato
dall’inquisitore Torquemada ma più che altro sembra un film storico.
Solo verso la fine compaiono elementi soprannaturali, prima sotto forma di sogni, premonizioni
e malefici che paiono avverarsi, poi come scheletri che riprendono vita per compiere la loro
vendetta. E, solo alla fine, appare in tutto il suo splendore diabolico, il congegno ideato
da Torquemada, “il pozzo e il pendolo”, appunto.
Come dicevo prima non mi aspettavo molto da questo film ma invece l’ho apprezzato parecchio:
la storia è semplice e lineare ma non per questo da buttare, i personaggi sono credibili e non
ci sono grandi cadute di stile neanche nel finale (certo, i combattimenti del marito di Maria
con mille guardie fanno sorridere ma vabè..).
Un bel film a mio avviso, non da grande storia del cinema, ma godibile fino alla fine. Consigliato.
VOTO: 6,5
+JackSkeletron+
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