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Paese: U.S.A., 1989
Regista: Stan Winston
Interpreti: Lance Henriksen, Jeff East,
John D'Aquino, Kimberly Ross, Joel Hoffman,
Cynthia Bain, Kerry Ramsen, Florence
Schauffler,
Brian Bremer, George “Buck” Flower, Matthew
Hurley,
Lee de Broux, Peggy Walton, Chance Corbitt
Jr.,
Dick Warlock
TRAMA
Ed Harley vive felice insieme a suo figlio Billy, i due gestiscono
una stazione di servizio.
Ma un giorno dei ragazzi che si esercitano con le moto investono Billy,
uccidendolo.
Ed Harley, accecato dalla disperazione e dalla rabbia, fa visita ad una
sedicente strega alla quale chiede vendetta per suo figlio.
Questa risveglierà un mostruoso demone: il Pumkinhead (letteralmente “testa di
zucca”) per scatenarlo contro gli involontari assassini di Billy.
RECENSIONE
Misteriosamente ancora inedito in Italia (ma per qualche astruso
motivo il 3° e il 4° capitolo della saga di cui questo film è il capostipite
sono stati doppiati e importati), questo film è la seconda prova registica del
compianto tecnico degli effetti speciali Stan Winston (che li ha curati anche
per i tanto amati "Aliens", "Terminator", "Predator", "Jurassic Park"...).
Pur lento in svariati punti, il film si dimostra molto godibile e ben fatto: le
atmosfere sono ben curate e gli effetti speciali, nonostante l'esiguo budget,
sono davvero ottimi.
Lance Henriksen dà una buona prova recitativa, riuscendo a similare molto bene
una vasta gamma di emozioni: dalla felicità al più profondo odio.
Da notare la degradazione dell'atmosfera del film, che parte serena,
presentandoci la vita utopica di Ed e suo figlio, piena di luce e gaudio, per
arrivare alle malsane atmosfere finali, quando il terribile demone è evocato e
va a caccia, mentre Ed si rende conto di cosa ha fatto.
Il film, oltre ad essere collocato nel rosso genere horror, può essere
classificato anche come un "revenge -movie" (genere incentrato sulla vendetta,
di cui alcuni famosi esponenti sono "Il corvo", "Sweeney Todd", "V per vendetta"
e "Rambo") atipico, che al posto di mostrare il giusto che ci può essere in una
vendetta, ci mostra cosa c'è di sbagliato.
La creatura ha un buon design, forse un po' preso da "Alien" (ma era diritto del
buon Stan trafugare qualcosa al più grande alieno di sempre, dopo aver curato
gli effetti speciali dello splendido secondo capitolo della saga di Alien).
Un buon horror d'altri tempi, che immerge lo spettatore in un nostalgico passato
in cui i mostri erano enormi pupazzoni, al posto di colossali minacce
computerizzate.
VOTO: 7+
GRID ALIEN
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