[REC]

 

 

Rec

 

Paese: Spagna, 2007

 

Regista: Jaume Balaguerò/Paco Plaza

 

Interpreti: Manuela Velasco, Ferran Terraza,

 Manuel Bronchud, Javier Botet

 

 

TRAMA

 

Una troupe televisiva locale composta da due sole persone (intervistatrice e cameraman), devono seguire un gruppo di pompieri durante una notte di lavoro. Tutto procede tranquillo fino a quando non arriva una chiamata da un palazzo condominiale. I pompieri partono con i due della televisione al seguito, ed arrivato nel palazzo inizierà l’incubo…

 

RECENSIONE

 

Bellissimo film horror, poco altro da aggiungere. “Rec” è assolutamente un puro horror da manuale. Ma andiamo con ordine.

I due registi, Jaume Balaguerò e Paco Plaza (sottolineiamo entrambi giovani, fra le loro opere “Frágiles” per il primo (2005), e “Romasanta” (2004) per il secondo), sembrano aver visto e rivisto molto bene un paio di film su questo genere: “The Blair Witch Project” (1999), e soprattutto “Cannibal Holocaust” (1980), poiché il genere di “Rec” è quello della «presa diretta» con telecamera amatoriale, un genere che ha visto un’altra uscita nel 2007, ovvero “Cloverfield”.

Un genere un po’ chiuso nei suoi clichè, un sotto-genere dell’horror che fa il botto la prima volta e poi non ha più niente da dire, un po’ come gli slasher…ma se si prende un genere anche così difficoltoso e lo si fa con mestiere e sapienza, allora avremo risultati come quelli di “Rec”.
Si parte con una quindicina di minuti iniziali piuttosto noiosi, tutto va bene, tutto calmo, i pompieri sono simpatici e tutto il resto degli stereotipi dell’horror che vanno avanti come un treno in corsa. Poi arriva la chiamata, e allora già intuiamo che qualcosa non va: la cosa sembra più grave del previsto. Un po’ di confusione, un po’ di incertezza, e poi si parte con l’incubo: una donna anziana “zombificata” che si mangia un pezzo di collo di un poliziotto. Il contagio. La polizia che isola la zona. La fuga, nuovi mostri che nascono dagli altri. Non ci si ferma più fino ad una conclusione che si riallaccia all’inizio e, sapientemente, non lascia lo spettatore con in mano niente da dire dopo la visione della pellicola.
Orbene i difetti soliti di questo tipo di film in “Rec” si fanno sentire meno, e questa è la cosa che più fa piacere.

La telecamera esaurisce la batteria, si spegne più volte, c’è una giustificazione sul che cosa spinge il cameraman a riprendere tutto (ripetuta più e più volte), così che anche il critico più accanito non possa trovare nulla da dire sotto questo punto di vista. Anche le banalità della serie “gruppo di persone vs. minaccia orribile” sono attenuate da un ritmo allo stesso tempo drammatico e inquietante, veloce ma claustrofobico; non ci si rende nemmeno conto di passare un’ora e un quarto davanti allo schermo. Sulla tecnica poco da dire: effetti speciali pochi, tolta qualche scena splatter comunque mai esagerata; attori buoni, credo per la maggior parte poco conosciuti, che fanno bene il loro mestiere; musica inesistente, come deve essere in questo genere di film, solo “realtà”.
Che dire quindi? “Rec” funziona, eccome. Sicuramente uno dei migliori horror usciti sulla piazza in tempi recenti, che riprende un genere del passato e lo riadatta per le nuove (e vecchie) generazioni nel migliore dei modi, che sa tenere in tensione come pochi altri horror odierni sanno fare, e che, come se non bastasse, regala una conclusione, non banale e nemmeno troppo astratta, che lascia qualcosa da dire allo spettatore dopo la visione. Volendo fare un paragone “Rec” si colloca una posizione sopra il buon “Cloverfield” (che in certi punti era davvero troppo banale e forzato), e molte posizioni sopra “30 giorni di buio”, un altro film recente che riprendeva una tematica della cinematografia passata non senza errori. A tratti sconvolgente, e pieno di adrenalina, “Rec” è un film per appassionati e non. Bello.
 

 

VOTO: 8

 

 

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