Lawrence Gordon, di professione chirurgo e il giovane Adam si
risvegliano in una grigia stanza di un sotterraneo, non si conoscono, non sanno
perchè sono lì, sono legati con pesanti catene ai piedi e in mezzo alla stanza
c'è un cadavere immerso in una pozza di sangue. Un terribile serial killer li ha
portati lì e comincia a proporre il suo gioco di morte: uno dei due deve
uccidere l'altro entro otto ore, cercando di volta in volta indizi e possibilità
per farlo. Pian piano emerge la storia del killer e anche la storia che lega i
due protagonisti...
RECENSIONE
Attenzione: sono presenti alcuni spoiler!
Mi sono avvicinato a questo film con una certa circospezione, cosa
che mi capita spesso quando la pellicola è stata al centro dell'attenzione di
tutti per così tanto tempo, amata e odiata e ha dato inizio ad una vera e
propria saga che ancora non è conclusa (attendiamo il quarto episodio...);
volevo evitare il trasporto iniziale, in positivo o in negativo, dovuto al
clamore suscitato e ora finalmente ho visto il film e posso dire la mia.
Sicuramente l'inizio è molto promettente, il buio che lascia
spazio ad una scena di sicuro effetto, con i due protagonisti legati ai tubi di
una stanza tetra
con un cadavere nel mezzo, la curiosità è tanta e il regista
non tarda a farci sapere di più. Si entra nell'atmosfera del film e si capiscono
subito due cose: primo, il fotografo, autore di un buon lavoro, è cresciuto a
pane e "Seven", impossibile non notare le scelte cromatiche praticamente
identiche a quelle del film di Fincher, secondo, al regista e agli sceneggiatori
non importa praticamente nulla della verosimiglianza della trama, quello che
conta è la fantasia delle scene di morte e degli enigmi posti dal killer.
A questo punto per apprezzare il film è inevitabile cambiare
posizione nei confronti del film e chiarire un punto chiave: questo non è il
film che ha rivoluzionato/rivoluzionerà il genere, come spesso ho sentito
affermare, ma un onesto film d'intrattenimento che ci propone 1h 40m di azione e
splatter, con buone scene in entrambi i campi.
E allora ben vengano atrocità e diaboliche trappole con abbondante
spreco di sangue, arti mozzati, ferite, tagli e chi più ne ha più ne metta; sono
talmente esagerati da non fare
paura a nessuno (o quasi...) e costituiscono la
vera ragione di esistere per il film! Nessuno aveva ultimamente osato così
tanto, forse solo in "Wolf creek" e "Hostel" si vedevano cose di questo tipo
(ma, almeno nel primo, erano davvero disturbanti!) e pensare che il regista ha
dovuto effettuare dei tagli preventivi per beccarsi solo il livello R della
censura!
Il film piace per questo e perchè ha ritmo, per il resto non ha
poi molto da offrire: il motivo che spinge Jigsaw a colpire è solo un pretesto
buttato là e per niente approfondito (da quanto si capisce è un malato terminale
ed è un caso particolare degno di interesse...beh, si poteva approfondire un po'
questo punto!), i due protagonisti non hanno il carisma necessario per reggere
tutto quel tempo da soli e i flashback e le indagini, che in genere sono le
parti più affascinanti di un thriller, sono troppo confuse e rischiano di
appesantire la storia.
Note positive vengono da finale che, nonostante i soliti "geni"
che intuiscono l'assassino ancora prima che inizi un film, giunge abbastanza a
sorpresa e lascia aperte le porte per il seguito uscito l'anno successivo.
In conclusione non posso che esprimere un giudizio positivo su
questo film che, senza inventare nulla di nuovo (anche l'assassino con la
maschera
da
pupazzo richiama molto quello di "Profondo rosso" di Argento!), ha azzeccato alcune scelte, è
stato ripagato ben oltre le più rosee aspettative dal pubblico e ha contribuito
al diffondersi di questo nuovo corso del genere horror che alcuni hanno già
definito "gorno", gore e porno (inteso come immagini dirette, che non lasciano
nula all'immaginazione); non è un
capolavoro ma si lascia vedere piacevolmente fino alla fine senza venir meno al
proposito di intrattenimento nei confronti dello spettatore.