Un gruppo di teen ager americani parte per l'Irlanda con l'intento
di provare i funghi allucinogeni più potenti del mondo. Persi in un bosco, dopo
essersi "fatti" con i funghi trovati, inizieranno a morire uno ad uno per mano
di un misterioso individuo ammantato di nero. Sarà quindi vera la terrificante
storia del "fratello nero", oppure sarà tutto merito dei funghi?
RECENSIONE
Ci troviamo di fronte ad un horror generico almeno al 90%, e
quindi almeno al 90% brutto.
Solita cricca di teen ager arrapati e senza virtù, tolta
ovviamente una, Tara (Lindsey Haun); solite scene confusionarie da video clip
musicale, soliti clichè scontati, solita recitazione monotona ed impersonale e
solita colonna sonora (dell'italiano Dario Marianelli) generica.
Cosa c'è quindi in quel misero 10% di buono? Un'ambientazione
molto bella, i tetri boschi irlandesi ed un espediente particolare, quello della
droga. La droga entra nell'horror come nuovo assassino grazie alla (buona) idea
di Breathnach, purtroppo però il regista la sviluppa in un modo veramente
tedioso e confuso.
Succede che la ragazza buona, casta e bella (la già menzionata
Tara) si mangia un fungo con un puntino nero all'estremità della cappella, un
fungo pericolosissimo, che non riesce però ad ucciderla ma le dona la
divinazione. Quindi Tara inizia a vedere le morti dei suoi compagni prima che
accadano, influenzata comunque dalla storia del "guru" della situazione (Jake,
interpretato da Jack Huston); egli infatti racconta agli altri che, proprio in
quel bosco, si aggirano due psicopatici ex membri di una misteriosa congrega
religiosa.
Alcuni spunti interessanti ci sono: su tutto la scena della mucca
parlante, veramente geniale e messa in atto proprio nei primi quindici minuti,
quando il film sembra interessante.
Poi, come già detto, scene confuse, noia, clichè sprecati, fino
alla conclusione (che comunque ormai lo spettatore vuol vedere, se non altro per
giustificare i soldi spesi per vedere il film al cinema).
La conclusione, scontata per un qualsiasi fan dell'horror, può
invece lasciare interesse ed interdizione ai non patiti del genere. 781.000 euro
incassati nel periodo estivo, qui in Italia, a dimostrazione che il teen horror
soleggiato attira sempre una buona parte di pubblico; un film che si pone nel
mezzo alle categorie "solito horror inutile" e "buona idea sviluppata male" più
vicino alla prima delle due. Se ne può benissimo fare a meno.