Mara Corday, Nestor Paiva, Ross Elliott,
Ed Rand, Eddie Parker, Clint Eastwood
TRAMA
Uno scienziato sta conducendo, nei suoi laboratori nel bel mezzo
del deserto dell'Ariziona, esperimenti segreti su una sostanza in grado di far
crescere gli animali anche con dosi minime, in modo da evitare al mondo la fame
negli anni futuri. Purtroppo la sostanza si rivela essere ancora molto
instabile, tanto da causare deformità e pazzia negli assistenti del dottore che
avevano sperimentato personalmente il preparato. Durante una colluttazione con
uno di questi una tatantola già nutrita con la nuova molecola riuscirà a
scappare nel deserto, dventando un mostro gigante e pericolosissimo...
RECENSIONE
Qualcuno l'ha definito il miglior b-movie degli anni '50, se ne
potrebbe discutere, sta di fatto che "Tarantula" ha tutte le caratteristiche dei
film da drive in, al posto giusto.
Gli insetti hanno un grande potenziale orrorifico e ne è la
riprova la grande diffusione del genere animal horror con questi protagonisti
negli anni a venire, tanto più se giganti, il non plus ultra!
Jack Arnold, un vero specialista in questo tipo di pellicole
(basti citare gli altrettanto amati dai cultori del genere "Il mostro della
laguna nera", 1953 e "La vendetta del mostro", 1956), si inserì nel filone
iniziato da "Them! Assalto alla Terra" di Gordon Douglas, dell'anno prima, in
cui erano protagoniste delle formiche giganti.
I ragni, poi,
sono forse tra gli invertebrati più paurosi ed ecco
come nasce il successo del film.
La trama è semplice, come naturale che sia, e comprende diversi
temi e personaggi classici, tra cui bisogna citare lo scienziato che di fatto
sarà la causa di mille disastri, ma le cui intenzioni iniziali erano buone, per
una volta mirate alla salvaguardia dell'umanità e non alla sua distruzione. Come
spesso succede nei film di fantascienza, la fretta di sperimentare ciò che è
stato creato è troppa e porterà solo danni; strettamente associato a questo tema
c'è quello della mutazione e del degrado fisico, che
verranno mirabilmente
ripresi, ad esempio in "La mosca" di David Cronemberg, trent'anni dopo.
Ci sono poi tutti quei personaggi di contorno che fan capire
subito in che tipo di film ci troviamo, come il giovane e prestante dottore che
si innamora dell'altrettanto giovane ed avvenente aiutante dello scienziato, o
lo sceriffo che fino all'ultimo è scettico sull'esistenza del gigantesco
aracnide.
Al di là di tutto, comunque, la vera star è la tarantola gigante,
davvero inquietante! Per realizzare l'effetto speciale furono usate delle
tarantole vere, "guidate" con dei mini getti d'acqua e poi sovrapposta al
girato, con effetti più che soddisfacenti (se ci fate caso in alcune scene si
possono vedere le ombre sotto il mostro, un segno di attenzione ai dettagli, pur
trattandosi di un b-movie). Altrettanto ben realizzata è l'ambientazione, il
deserto dell'Ariziona, che non sembrerebbe teatro ideale per un film
fanta-horror ma e che, invece, trasmette l'idea di una natura aspra, ostile
all'uomo, isolato dai grandi centri abitati.
Il ritmo è buono, pur con qualche concessione melodrammatica ma
perdonabile, e non ci si annoia, soprattutto se lo si guarda aspettando
le
invenzioni del regista e degli sceneggiatori nelle scene in cui è il ragno ad
attaccare l'uomo e in quelle in cui è attaccato; proprio in una di queste, alla
fine, fa una delle sue prime apparizioni un irriconoscibile Clint Eastwood nei
panni del pilota dell'aereo che getta le bombe al napalm sulla tarantola.
Per concludere, film da vedere, semplice, diretto, senza tanti
fronzoli, ben girato e con un mostro che rimarrà in testa e forse nel cuore
degli appassionati dei vecchi film in bianco e nero degli anni '50.