LA TERZA MADRE

 

 

La terza madre di Dario Argento

 

 

Paese: Italia, 2007

 

Regista: Dario Argento

 

Interpreti: Asia Argento, Udo Kier, Philippe Leroy,

Moran Atias, Daria Nicolodi

 

 

TRAMA

 

Il ritrovamento di una misteriosa urna nei pressi del Cimitero di Viterbo scatenerà una serie di omicidi e suicidi, apparentemente inspiegabili, a Roma. Sarah Mandy (Asia Argento), una studiosa di archeologia, si troverà suo malgrado a dover affrontare la causa di un imminente disastro: Mater Lacrimarum, la Terza Madre. Ben presto Sarah si renderà conto di possedere dei poteri speciali in grado di aiutarla, che gli derivano dalla madre Elisa, e attraverserà una serie di orrori fino ad arrivare al confronto finale con la terribile e crudele madre delle lacrime.

 

 

RECENSIONE

 

A trent’anni suonati dall’uscita di Suspiria e di Inferno, Dario Argento decide di chiudere la famosa trilogia delle madri con questo “La Terza Madre”. Le aspettative erano alle stelle, forse troppo, ed il film in generale delude. Sebbene sia lontano da fallimenti colossali come "Il fantasma dell’Opera” (1998) e “Il cartaio” (2003), questo film ha i suoi grossi, enormi, difetti che anche il fan più accanito di Dario Argento non può non notare. Iniziamo col dire che la trama, per quanto coraggiosa ed ambiziosa, si snocciola male in un’ora e mezzo di film; molti aspetti, infatti, risultano completati in maniera grossolana e frettolosa. Questo compromette intanto il film come fine a se stesso, e in più (cosa ben più grave) lo compromette anche in relazione con Suspiria e con Inferno, film che erano di gran lunga più studiati e più curati. Questo è forse l’aspetto che più aggrava la posizione de “La Terza Madre” la quale, deludendo le grandi aspettative di cui sopra, non si può considerare una degna conclusione di due capolavori dell’horror come i suoi predecessori nella trilogia. Il secondo problema è quello della regia.

Dario Argento ci aveva abituato (male) ad una regia visionaria, attenta ad ogni minimo particolare, con colori turbanti, ambientazioni uniche, ed uno stile magistrale. In questo film invece il maestro, non si sa se volendo sperimentare o no, non da mostra di se: questo film risulta privo di un qualsiasi virtuosismo, privo di quella fotografia perfetta che c’era invece in Suspiria ed in Inferno, privo di sequenze interessanti; insomma, guardandolo ci si scorda che questo film è un “Argento”.

Gli effetti speciali sono un’altra pecca notevole ne “La Terza Madre”; Sergio Stivaletti ci regala una buona sequenza gore iniziale (una delle scene più brutali mai girate da Dario Argento) e niente più. La qualità dei tanti effetti speciali presenti nel film è piuttosto altalenante, e scade a volte (nei picchi più bassi di questa triste curva gaussiana) nel ridicolo involontario. Non si capisce come mai se non si hanno i soldi per poter rappresentare al meglio un palazzo che crolla, una chiesa in fiamme, un fantasma, o anche un bambino che viene buttato nel Tevere, lo si faccia comunque. I dialoghi sono piuttosto blandi e banali, cosa che non sorprende e che forse non sarebbe nemmeno troppo grave, che si somma però ad un livello generale non eccelso. Gli attori: Asia Argento migliora rispetto alle sue prime interpretazioni ma non aiuta troppo, Udo Kier fa un compitino semplice e diventa irrilevante, così come Daria Nicolodi e anche come Philippe Leroy; il resto del cast si divide fra carne da macello e comparse tanto inutili quanto fugaci. Che dire quindi di questo attesissimo film? Qualche pregio ce l’ha: i ritmi sono incalzanti e quindi tutta la pellicola risulta per nulla noiosa e completamente godibile; qualche trovata bella (l’uomo col cappotto, la scimmietta malefica, la strega giapponese e il susseguente inseguimento alla stazione Roma Termini); un piano sequenza sul finale che sembra dire:”Ci sono, sono io, sono Dario Argento!”. La colonna sonora firmata Claudio Simonetti (con la gentile collaborazione di Dany Filth dei “Cradle of Filth” in occasione del brano finale sui titoli di coda) è piacevole ma non incisiva, e soprattutto è distante anni luce da quelle colonne sonore che accompagnavano, in passato i film di Dario Argento. Conclusione. Il film “La Terza Madre” è piacevole, un po’ pulp, abbastanza gore, e con dei tratti fantasy che possono anche risultare divertenti ed interessanti; purtroppo lo si deve mettere a confronto con Inferno e soprattutto con Suspiria, ed è qui che tutto scade in una sufficienza tiratissima solamente per il fatto che, diciamolo chiaramente, proporre un film del genere (e di genere!) in un’epoca abituata a ben altro (colossi horror quali Saw, Hostel, ecc) e con una cinematografia italiana pessima come non mai è una scelta che merita tutto l’incoraggiamento possibile. In un periodo (che si allunga pericolosamente sempre più) in cui il cinema italiano ci parla solo di vicende sentimentali fra giovinastri, film troppo impegnati, e commedie volgari al limite della decenza, vedere un horror stile anni ’70, anche se difettoso, non può che far piacere.
 

 

m0rtician – mokeymokeyrulez

 

Non c'è molto da aggiungere a questa recensione che, per altro, mi trova d'accordo in ogni punto (purtroppo per Argento!).

Mi limito quindi ad approfondire solo un paio di aspetti che ritengo importanti per capire come sia cambiato il cinema del regista romano col tempo.

Al di là della storia in sè e dei personaggi, che risultano già un po' meno intriganti di quanto visto nei precedenti capitoli della trilogia, quello che colpisce è la quasi assoluta impersonalità nel trattare la materia. A pensarci bene, infatti, la fortuna di "Suspiria" e "Inferno" non la fece di certo la trama o la sceneggiatura, che si potrebbero mettere sullo stesso piano di questo film (in tutti e tre ci sono spunti interessanti ma non così innovativi, uniti a diversi buchi, parti poco chiare e personaggi poco approfonditi) ma il grande talento nel costruire scene da incubo.

Qui, purtroppo, Argento ha optato per un "brutale" realismo che non lascia spazio all'immaginazione. Personalmente ho trovato fuori luogo quasi tutte le scene dove apparivano le streghe, i vari assassini e anche Mater Lacrimarum; dove sta il mistero, la magia, la tensione in scene in cui queste/i vengono ripresi integralmente e per di più parlano! Pensate al primo omicidio di "Suspiria", in cui vediamo solo una mano pelosa afferrare la protagonista ("di chi è?", "è umano?", "perchè lo fa?", tutte domande senza risposta che accrescono il pathos!) oppure alla famosa uccisione dell'antiquario Kazanian in "Inferno", nella quale l'assassino è mostrato solo da lontano e poi si vedono solo mani e piedi e pensate ora a come sarebbero state smitizzate se Argento ci avesse mostrato tutto. La risposta è "La terza madre", in cui, a parte il primo omicidio nel museo a Viterbo (davvero ben fatto e splatter!) vediamo e sentiamo tutto durante le scene di sangue.

Un'altra cosa che non ho mandato giù è stata la rappresentazione delle streghe...possibile che il risultato di tanti studi si sia concretizzato in un gruppo di giovani con un triste look gothic che prendono a male parole i viaggiatori nell'aeroporto?? Degli effetti speciali in CGI se n'è già stato parlato, quindi evito di tornare sull'argomento.

Peccato, peccato davvero perchè il film, come spiega anche mokey nella sua recensione, ha un buon ritmo, buone ambientazioni (il cimitero, il museo, la biblioteca, i vicoli di Roma e il palazzo di Mater Lacrimarum sono molto affascinanti!), una discreta fotografia (che poteva essere più personale ma comunque...) e alcune scene da ricordare, come il già citato primo omicidio oppure il raduno delle streghe nei sotterranei, dall'impianto pittorico molto riuscito.

In conclusione non lo definirei un film poco riuscito ma un colossale occasione mancata per fare qualcosa di veramente bello, in un periodo di magra per l'horror italiano.

Anche nel voto, quindi mi trovo d'accordo con la precedente recensione.

 

VOTO:

 

 

 

VALUTAZIONE DETTAGLIATA

 

 

- TRAMA

 

 

 

- REGIA

 

 

 

- ATTORI

 

 

 

- EFFETTI SPECIALI

 

 

 

- TRAILER

 

 

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