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Paese: Italia, 2005
Regista: Lamberto Bava
Interpreti: Simone Corrente, Elena Bouryka,
Emilio De Marchi, Carla Cassola
TRAMA
Alex Sherba è un giovane regista di talento, Ginette una giovane e
disinibita ragazza che ha proprio in Alex il suo idolo. Finalmente riuscirà ad
avere un provino con lui, fra i due nascerà del tenero, ma qualcosa di strano,
di pauroso, si cela dietro al bel regista.
RECENSIONE
“The Torturer” è un prodotto di discreta qualità, realizzato
direttamente per l’home video e che segna il ritorno al cinema thriller di
Lamberto Bava dopo la lunga parentesi “Fantaghirò”; purtroppo non assistiamo ad
un ritorno pienamente positivo.
Infatti seppur il film sia di buona qualità soprattutto per la
scenografia e per il montaggio, quello che manca è un vero e proprio schema
narrativo.

Ci sono buchi enormi nella sceneggiatura (curata anche da Dardano
Sacchetti) deteriorati ancora di più da una recitazione veramente blanda. Un
thriller dove non si capisce che cosa sia successo nel passato di Alex (Simone
Corrente), e dove la “scoperta” di Giselle (Elena Bouryka) si limita alla fugace
lettura di alcuni quaderni d’infanzia del ragazzo, senza che niente venga
svelato.
Aggiungiamoci alcune sequenze un po’ trite e ritrite: la cantilena
bambinesca che viene ripetuta ogni volta che Alex va in crisi, la casa degli
orrori con corpi sotterrati un po’ ovunque, la madre pazza che sente le voci, e
la pioggia incessante sul finale, proprio quando siamo vicini alla “scoperta” ed
all’epilogo (frettoloso) della vicenda.
L’idea era buona, ma è stata mal sviluppata.
La critica di Bava doveva essere quella contro il perverso mondo
della televisione e dello spettacolo (inizialmente le ragazze dovevano andare a
fare provini per diventare veline), una buona critica, un messaggio di protesta
che però non può essere sicuramente ben lanciato con un film del genere. Qui
assistiamo ad uno svolgimento piatto, banale in alcuni punti, con pochissima
(per non dire zero) tensione, una conclusione molto scontata, ed una storia che
si regge poco in piedi.

Almeno ci sono le scene di tortura, tolta una tutte abbastanza
feroci e fantasiose (un po’ sulla scia degli horror americani contemporanei), ed
una buona colonna sonora (curata da Paolo Vivaldi) anche se un po’ ripetitiva.
Questi due unici aspetti pienamente positivi del film sono, però, finalizzati al
nulla, in quanto, come già detto in precedenza, la storia è davvero mal
realizzata e mal sviluppata nonostante partisse da una buona idea.
Per concludere niente di memorabile, poteva essere un buon film ma non lo è.
Mediocre.
VOTO:
VALUTAZIONE DETTAGLIATA
- TRAMA

- REGIA
- ATTORI
- EFFETTI SPECIALI
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