Interpreti: Alain Delon, Brigitte Bardot,
Jane Fonda, Milena Vukotic
TRAMA
1. Metzengerstein:
la ricca e perversa contessa Frederica (Jane Fonda) della famiglia
Metzengerstein si innamora del cugino, che non ricambia.
Non essendo abituata a sentirsi rifiutata gli fa incendiare la stalla,
causandone involontariamente la morte poichè egli aveva cercato di salvare i
cavalli e vi era arso vivo. Da questo momento la contessa scivola in un incubo:
un enorme stallone nero, uscito dalla stalla in fiamme, che si fa domare solo da
lei la condurrà alla morte tra le fiamme...
2. William Wilson:
il giovane ufficiale tedesco William Willson (Alain Delon) chiede
disperatamente a un parroco di essere confessato perchè ha appena ucciso un
uomo. Il prete non ha intenzione ma si convince quando William racconta la sua
storia, da quando, ancora bambino, incontrò la sua "metà buona" che lo ha
seguito tutta la vita, fino a poco tempo prima, caduto proprio per mano sua...
3. Toby Dammit:
Toby Dammit è un attore inglese di discreto successo che viene invitato a Roma
per una cena di gala con premiazone finale. Completamente ubriaco, Toby lascia
la festa dopo una strana visone di una donna, spinto dal ricordo inconscio di
una bambina vestita di bianco e si lancia impazzito per le strade finchè
incontra la bambina del suo sogno...
RECENSIONE
Ci hanno provato in tanti a trasporre in film le opere di Poe, in
teoria una garanzia assoluta di successo, in pratica una delle cose più
difficili da realizzare; il problema non è certo nella complessità delle storie,
i suoi racconti sono, in genere, brevi e incisivi, quanto la riproduzione delle
atmosfere e degli stati d'animo dei personaggi, così ben descritti sulla pagina.
L'idea alla base di questo film è sicuramente interessante: affidare a tre dei
registi più acclamati del periodo la trasposizione di altrettante storie tratte
dalla raccolta "Racconti straordinari", con la possibilità di sfruttare un cast
notevole.
I risultati, purtroppo, non sono sempre quelli sperati anche se non mancano
alcune note davvero positive!
Il primo episodio di Vadim è sicuramente il più deludente, non certo per la
storia, quanto per la realizzazione, troppo piatta: la vicenda originale è
leggermente cambiata, in particolare cambia il sesso del protagonista e il
regista opta per una voce fuori campo per mantenersi più vicino alla
forma-racconto ma il film risente così della scarsità dei dialoghi. Anche la
fine, la parte più surreale, perde il confronto con il racconto, in grado di
suscitare ben altre emozioni.
Col secondo episodio di Malle le cose vanno già meglio: la regia è più ispirata
e riesce mantenere viva la tensione fino alla fine. Anche qui la vicenda
originale è un po'cambiata ma il risultato finale non ne risente. Da segnalare
la convincente prestazione di Alain Delon nei panni di William Wilson e del suo
doppio "buono" e il fascino magnetico esercitato da Brigitte Bardot, presente in
una sola, lunghissima scena.
Il terzo episodio di Fellini è un piccolo capolavoro! Il regista italiano, con
l'aiuto di Bernardino Zapponi alla sceneggiatura (ricordo che questi sarà lo
sceneggiatore 8 anni dopo di "Profondo rosso"...), confeziona un grande esempio
di horror d'autore: la vicenda si svolge a Roma, negli anni '60, nella Roma
felliniana, dove assistiamo ad una lunga serie di personaggi e luoghi tipici dei
film del regista ("8 ½" su tutti) e veniamo trasportati nell'incubo che sta
vivendo Toby Dammit. Per assurdo, l'unico dei tre film che cambia completamente
epoca e luoghi rispetto all'originale è il più fedele allo stile di Poe;
bellissima la scena finale, allucinata e allucinante, che ricorda molto la
famosa scena del viadotto de "L'aldilà" (1981)di Fulci.
In conclusione un film che globalmente risulta discreto ma che al suo interno è
molto eterogeneo: si va dal mediocre episodio di Vadim alla chicca di Fellini.
Una visione, comunque, la merita a prescindere, in quanto titolo "storico" del
cinema del brivido d'autore.