Interpreti: James Franciscus, Vic Morrow,
Micaela Pignatelli, Joshua Sinclair,
Stefania Girolami Goodwin
TRAMA
South Bay, California. I turisti hanno colonizzato le spiagge,
pronti ad assistere alla classica una gara di surf che si tiene lì tutti gli
anni. Ma a rompere la pace e la tranquillità del luogo arriva un enorme squalo
bianco che comincia a mietere le prime vittime. L'ottusità dell'amministrazione
locale permetterà all'animale di continuare indisturbato la sua attività di
mangiatore di uomini fino a che non verrà ucciso dopo innumerevoli sforzi e
perdite.
RECENSIONE
"L'ultimo squalo" è un titolo cult tra gli appassionati del genere
perchè è la risposta, povera nei mezzi ma non del tutto disprezzabile nel
risultato, del ben più celebre "Lo squalo" di Steven Spielberg.
Enzo G.Castellari, il cui nome resterà indelebilmente legato al
genere e western e al poliziesco all'italiana ("7 Winchester per un massacro" e
"Il cittadino si ribella", giusto per citare due tra i titoli più famosi), si
lancia in questo rip off del colossal della Universal, che è diventato a tutti
gli effetti la risposta italiana al film del'75.
Partendo dal presupposto che, se è un clone che va fatto, meglio
farlo spudoratamente, il regista prende pari pari la storia e l'ambientazione di
"Jaws", cambiando pochi dettagli, con un budget infinitamente minore e, per
assurdo, incassando pure un sacco di soldi, soprattutto in America Latina!
Il nome della cittadina bagnata dall'Oceano cambia da Amity a
South Bay e questo è probabilmente il cambiamento più grosso: nel film, infatti,
troveremo i primi attacchi a ignari bagnanti (nel caso specifico ad un surfista,
proprio dopo la fine degli interminabili titoli di testa), l'autorità locale che
non ne vuole sapere di annullare la gara di surf (perchè in piena campagna
elettorale), altri attacchi e infine un gruppo di coraggiosi, composti da uno
scrittore e da un esperto cacciatore di squali, che gli daranno la caccia,
uccidendolo nel finale, neanche a dirlo facendolo esplodere.
Appurato che l'originalità è pari a zero vediamo cosa ha di buono
da offrire questo film nostrano.
Innanzitutto lui, il protagonista assoluto, lo squalo! Ancor più
che nel film a cui si ispira, questo squalo è davvero cattivissimo e,
soprattutto, sembra avere un'intelligenza umana,
ad esempio quando con
precisione e senso della misura accumula rocce per sbarrare la strada ai due
protagonisti che gli davano la caccia sott'acqua; chiaramente siamo sul confine
del trash, però l'idea non è assolutamente male!
Le scene degli attacchi sono belle, Castellari è un regista
esperto, e alcune sono da ricordare, come quella in cui lo squalo divide a metà
il signor Wells che cercava di salvarsi risalendo sull'elicottero; anche in
questo caso un po'ridicola ma divertente la trovata di far saltare per aria le
persone attaccate, a sottolineare la potenza dell'animale!
Sfortuna
volle che il modello animato dello squalo si ruppe
all'inizio delle riprese e per questo motivo nel film, in pratica, si vedono un
sacco di squali diversi! Per le riprese subacquee furono utilizzate parti di
veri documentari e si vede chiaramente, perchè oltre a non mostrarci mai lo
stesso animale (si vedono anche squali piccoli, che non hanno davvero nulla a
che vedere con il "great white"!), i colori delle pellicole sono completamente
diversi. Le apparizioni fuori dall'acqua, invece, sono tutte uguali, con lo
squalo che apre la bocca, sempre nello stesso modo e che, al limite
dell'assurdo, ruggisce come un leone!
Purtroppo la sceneggiatura non è così eccezionale e accanto a
buone trovate che riescono a creare un po'di tensione, troviamo scene con
dialoghi interminabili e fuori luogo, che rallentano molto il ritmo del film.
Per quanto riguarda la recitazione bisogna dire che non è male,
pur con qualche tocco trash che non può mancare, e lo stesso vale per le
musiche; credo che la prima scena, col surfista che fa evoluzioni durante i
titoli di testa, accompagnata da quella musica non se la scorderà nessuno!
Leggendo queste poche righe il lettore si sarà già fatta un'idea
chiara se il film in questione fa per lui o meno. Il fatto è che oggettivamente
"L'ultimo
squalo" è un brutto film, a parte qualche azzeccata scelta registica,
ma ha un fascino notevole: è uno degli esempi più lampanti di quell' "arte di arrangiarsi" che caratterizzava i registi italiani del passato, che con pochi
mezzi a disposizione riuscivano a fare grandi cose. Castellari ha praticamente
"rifatto" "Lo squalo", con due soldi e l'operazione, per quanto discutibile, è
stata ampiamente premiata ai botteghini dell'epoca.