VENERDI' 13

 

 

Venerdì 13

 

TITOLO ORIGINALE: "FRIDAY THE 13th"

 

Paese: U.S.A., 2009

 

Regista: Marcus Nispel

 

Interpreti: Jared Padalecki, Danielle Panabaker,

 Amanda Righetti, Derek Mears

 

 

TRAMA

 

Cinque teenager si recano a Crystal Lake per cercare Marijuana, ma si imbatteranno nel padrone indiscusso di quel luogo: Jason Voorhees. Il Nostro Eroe ne farà fuori quattro, tutti tranne la bella Whitney (Amanda Righetti), venuta in possesso poco prima di un ciondolo, trovato per caso, raffigurante la madre di Jason. Clay (Jared Padalecki), fratello di Whitney, si metterà quindi sulle tracce della sorella scomparsa. Nello stesso momento un altro gruppo di giovani si recherà proprio a Crystal Lake.

 

RECENSIONE

 

Attesissimo remake dell'ormai celebre saga “Venerdì 13”, questo film ad opera di Marcus Nispel (già autore, fra l'altro, di uno dei tantissimi remake di “Non aprite quella porta”) non ha una collocazione precisa all'interno della suddetta saga. Appare come un omaggio senza pretese, un regalo agli appassionati.

Perché effettivamente questo ennesimo “Venerdì 13” altro non è che un classicissimo teen-slasher che profuma di altri tempi. Jason (interpretato da Derek Mears) appare in forma smagliante: si farà strada fra i cadaveri dei giovani drogati ed alcolizzati con machete (ovviamente), pali di metallo vari, spezzamenti di collo, mazze, spranghe, accette, ed addirittura arco e frecce. Quindi c'è veramente poco da dire.

Il ritmo non è sempre alto; proprio perché questo film è volutamente un remake fedele dell'originale, ci sono tutti quei momenti morti in cui i giovani si divertono e mostrano tutta la loro inettitudine prima di morire.

Qualche scena strizza l'occhio ai vari teen-movie americani, con momenti che fanno anche ridere lo spettatore. Poi morte e distruzione, e anche qui lo spettatore può farsi delle grasse risate. “Venerdì 13”, infondo, tolto il primo capitolo (1980) è sempre stato questo: horror senza impegno. Stupido, commerciale, stantio, statico, e tutto quello che volete…ma sempre unico.

Soprattutto per il suo protagonista, Jason, che a differenza di altri mostri sacri, come Freddy Krueger, non morirà mai proprio perché immortale anche cinematograficamente parlando; sia perché il pubblico mai si stancherà di lui e della sua tremenda ma simpatica violenza, sia perché non è legato ad un particolare viso, ma solo alla sua maschera da hockey. Assistiamo, sui titoli di testa, alla fine del primo episodio, con la morte della madre di Jason; poi i primi cinque giovani vengono uccisi, e solo allora sullo schermo comparirà il titolo: “Venerdì 13”.

Inizierà quindi la storia, come già detto vista e rivista mille volte, ma mai stancante. Nessun elemento in più, qualche citazione dai capitoli precedenti, ed un finale tanto ovvio quanto rincuorante.

Lo spettatore non avvezzo uscirà dalla sala imprecando contro la schifezza che ha visto, mentre quello appassionato sarà felice di aver rivisto su grande schermo un Jason 2009. Fine.

Body Count aggiornato: 12 vittime in tutto.

 

VOTO:

 

 

 

 

VALUTAZIONE DETTAGLIATA

 

 

- TRAMA

 

 

 

- REGIA

 

 

 

- ATTORI

 

 

 

- EFFETTI SPECIALI

 

 

 

- TRAILER

 

</