Perduto contatto con il proprio reparto un giovane ufficiale
dell'armata di Napoleone arriva in una spiaggia dove sviene, esausto. Al
risveglio gli pare di vedere una giovane donna in lontananza, la segue per
chiedere la strada ma questa scompare tra i flutti del mare. Cade nuovamente nel
sonno e quando si sveglia si ritrova in una casupola abitata da un'anziana
signora che gli racconta che quella donna che ha visto è probabilmente una
nobile morta da tempo, la moglie del barone Otto Von Leppe, che abita ormai solo
in un antico castello a strapiombo sul mare...
RECENSIONE
Classico del cinema horror-gotico degli anni '60, questo film ha
un'importanza notevole che va oltre alla sua riuscita perchè segna il debutto
alla regia di Francis Ford Coppola (ufficialmente appare come aiuto regista ma
più di metà film lo girò lui) e il primo ruolo importante per un giovanissimo
Nicholson, che diventerà uno dei volti più noti del cinema horror nel 1980 con "Shining",
affiancato da un Boris Karloff sempre grandioso.
Il film è stato girato in 3-4 giorni per sfruttare parti
del set e la presenza di Karloff, lì per "I maghi del terrore", sempre di Corman: questo
fatto, molto verosimile trattandosi del regista americano, da una parte non fa
che aumentare il rispetto e l'ammirazione nei suoi confronti, davvero difficile
trarre un buon
prodotto in così poco tempo, infatti, dall'altra mette a nudo un
po'il limite della pellicola che a tratti sembra essere stata realizzata con
troppa fretta e senza, magari, un'idea realmente valida.
Ma entriamo un po'più nel dettaglio.
La prima parte del film ha un'ambientazione anomala per il genere:
l'azione si svolge, infatti, in pieno giorno tra una spiaggia solare e i boschi
che la circondano. Ci vengono subito presentati alcuni dei personaggi (sei in
tutto il film) tra cui l'ufficiale, l'enigmatica donna/apparizione e l'anziana
signora che assiste Nicholson.
L'azione si sposta poi nel castello del barone Von Leppe (Boris
Karloff) ed è qui che Corman ha la possibilità di sfoderare tutto il suo
repertorio in materia, accumulato in numerosi film dello stesso genere: il
castello sulla scogliera, un fatto di sangue avvenuto nel passato, un fantasma,
una maledizione etc...
Il tema non era nuovo già allora e la parte più interessante è la
storia umana del barone, ormai vecchio e stanco, che non riesce a darsi pace per
aver ucciso con le sue stesse mani la moglie amata e che ora lo tormenta sotto
forma di presenza; lo stesso regista insisterà su questa tematica nel successivo
"La tomba di Ligeia".
La regia non offre particolari spunti di discussione: Corman
dirige con mano sicura e ci regala un paio di spunti da ricordare, come
l'attacco del rapace nei confronti del servitore della vecchia signora o il
finale, con il volto della vergine che si scioglie (solo qui si capisce il
perchè del titolo italiano, "La vergine di cera"), effetto molto artigianale ma
interessante.
La fotografia è abbastanza tradizionale ma anche qui non mancano
un paio di chicche (leggi le curiosità sotto).
Insomma, ci troviamo di fronte ad un titolo diventato un piccolo
cult, non molto originale ma comunque riuscito e affascinante, soprattutto per
le atmosfere lugubri davvero inimitabili; Corman ha fatto
di meglio, con alcuni film del ciclo dedicato a Poe (anche questo talvolta viene
incluso in tale serie ma non è tratto da alcun racconto dello scrittore
americano) ma non ci si può lamentare, visto anche l'esiguo tempo di
realizzazione, quasi inconcepibile ai giorni d'oggi.
Da non perdere per gli amanti del cinema gotico degli anni
passati, semplicemente da vedere per tutti gli altri.
Curiosità
Non so quanto sia stata l'influenza di questo film sui registi
successivi ma sta di fatto che alcune scene o ambientazioni sembrano aver
ispirato alcune pellicole girate anni dopo!
Mi riferisco ad esempio allo scalone che si vede all'interno del
castello, che ricorda molto quello che si vede nel castello di "Edward mani di
forbice" di Tim Burton; e sempre quest'ultimo sembra aver trovato uno stile
ideale per film quali "Il mistero di Sleepy Hollow", "Nightmare before Christmas",
"La Sposa cadavere" nel cimitero che si nota sullo sfondo verso la fine del
film, potete vederlo nell'immagine qua sotto!
L'attacco del rapace che stacca gli
occhi al servitore può ricordare il celebre "Uccelli" , di Hitchcock, dell'anno
prima come pure la scena del corvo che strappa l'occhio all'assassino in "Opera"
(1987) di Dario Argento.
Per quanto riguarda le scene prese in prestito da altri film la
più evidente è sicuramente quella finale dello scioglimento del volto della
vergine che ricorda il risveglio della strega Asa ne "La maschera del demonio"
(1969) di Mario Bava, per altro qui realizzata decisamente meglio!