THE WICKER MAN

 

 

The wicker man

 

 

Paese: Inghilterra, 1973

 

Regista: Robin Hardy

 

Interpreti: Edward Woodward, Christopher Lee,

Diane Cilento, Ingrid Pitt, Britt Ekland

 

 

TRAMA

 

Il sergente Neil Howie, fervente cristiano praticante, riceve una lettera inviatagli da Lord Summerisle, vera e propria autorità spirituale di un'isola della zona, che richiede il suo intervento perchè sull'isola è misteriosamente scomparsa una ragazzina di nome Rowan Morrison.

Il sergente non indugia neanche un attimo e nel pomeriggio è già sull'isola ma quella che doveva essere una facile indagine di routine si rivela una vera battaglia contro l'omertà della gente del luogo che sembra voler far di tutto per nascondere l'esistenza della ragazza; intanto, durante la sua permanenza, Howie ha modo di notare con stupore la religiosità totalmente pagana che pervade l'isola...

 

RECENSIONE

 

Qualcuno considera "The Wicker Man" la punta di diamante della filmografia horror britannica, qualcun altro l'ha definito il "Quarto potere" orrorifico, sta di fatto che questo è un film che non si dimentica facilmente, vuoi per i temi trattati in maniera così originale vuoi per la realizzazione davvero brillante.

 

Il film parte in maniera abbastanza convenzionale, c'è una ragazzina scomparsa e un poliziotto pronto a ritrovarla, il problema è che l'azione non si svolge sulla terraferma in luoghi conosciuti e sicuri ma su un'isola, Summerisle, ridente e solare ad un primo sguardo ma ricca di mistero e distante anni luce dalle consuetudini in vigore sulla terraferma; fin dai primi incontri con gli abitanti del luogo si capisce subito che da quelle parti il culto cristiano è stato completamente messo da parte (studiato solo come "religione comparativa" afferma la maestra della scuola elementare...) in favore della riscoperta degli antichi culti legati alla Natura. Tutto bene in questo, non si può che rimanere affascinati dalla estrema naturalezza e semplicità con cui le persone affrontano la morte, la vita, la passione, in contrapposizione col rigido dogmatismo del sergente ma..."bisogna imparare a temere la Natura e a placarla quando necessario...".

Tutto il film si gioca su questi binari, apparentemente tutto scorre tranquillo ma in ogni strada, in ogni sguardo, in ogni gesto sembra nascondersi qualcosa di potenzialmente pericoloso, non si sa perchè e soprattutto per chi.

Il regista Hardy si dimostra abilissimo nel cogliere tutte le sfumature di questa religiosità che il sergente non esita a definire "distorta": assistiamo ad un gran numero di canti e balli davvero evocativi, come quello che i bambini fanno nel giardino della scuola attorno ad un palo simbolo di fertilità o quello delle giovani danzanti attorno al fuoco sacro o ancora la splendida danza erotica che fa la figlia dell'oste (interpretata da Britt Ekland) nella sua stanza, scopriamo alcune abitudini pregne di amore per la vita, come quella di appendere il cordone ombelicale della persona morta sull'albero piantato sulla sua sepoltura e alcuni riti carichi di simbolismo, come la celebrazione del May Day...ma in tutto questo sfavillio di colori aleggia un'aria di tragedia imminente...

 

Notevole anche la recitazione: Christopher Lee nei panni di Lord Summerisle è una vera e propria icona, un personaggio abbastanza diverso dai suoi soliti (anche per come è truccato..) dei film Hammer che non si dimentica facilmente, carismatico, intelligente, spietato tanto che lo stesso attore ha considerato questa una delle sue migliori interpretazioni ma anche Edward Woodward, attore proveniente dal mondo della tv, scelto dopo il rifiuto di Michael York e David Hemmings (noto ai più per aver interpretato Mark, il pianista protagonista di "Profondo rosso"), se la cava benissimo nei panni di un credente convinto, letteralmente scandalizzato di fronte a tanta blasfemia e la già citata Britt Ekland, sensualissima ma mai volgare lungo tutto il film. Importanti anche le comparse che recitano nei panni degli abitanti dell'isola, sospettosi e diffidenti verso lo straniero, tutti presi nel celare il segreto della scomparsa della ragazzina, mi hanno ricordato molto i personaggi tipici dei film di Pupi Avati quali "La casa dalle finestre che ridono" e "Zeder".

 

E poi c'è il finale, inaspettato, perfetto nel ricombinare assieme tutti i tasselli che erano stati distribuiti durante tutto il film, con la comparsa di una figura entrata nell'immaginario collettivo (grazie anche agli Iron Maiden...) come quella dell' "uomo di vimini", the wicker man, appunto.

 

Consigliatissima la visione, questo è fa parte di quei film che hanno davvero qualcosa da dire e lo dicono con un'eleganza notevole. Peccato che a oggi non esista una versione italiana, incredibile, no?

 

 

VOTO: 9

 

 

+JackSkeletron+

 

 
 

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